Luiz Inacio Lula da Silvacontinuerà ad essere presidente del Brasile. Ribaltando il risultato del primo turno delle elezioni presidenziali, e contrariamente agli ultimi sondaggi che lo davano in leggero svantaggio rispetto al suo rivale, ha battuto il candidato di estrema destra Flavio Bolsonaro. Il ballottaggio si è infatti chiuso con il 51,8 per cento dei voti a favore dello storico leader della sinistra brasiliana, 85enne, a fronte del 48,2 per cento raggiunto dal figlio di Jair, che ha governato la nazione sudamericana dal 2019 al 2023.
Lula ha ringraziato i giovani e sottolineato: “Il Brasile non è il cortile di nessuno”
Lula conquista invece il suo quarto mandato alla guida del paese: è stato già presidente dal 2003 al 2007, poi dal 2007 al 2011, quindi nuovamente a partire dal 2023. Nel frattempo, dal 7 aprile 2018 all’8 novembre 2019 è stato detenuto, poiché condannato a 12 anni e un mese di reclusione per corruzione e riciclaggio. Il 7 marzo 2021 è stato però prosciolto da ogni accusa dal Tribunale supremo federale del Brasile, e ha riacquisito di conseguenza i diritti politici, potendosi candidare nuovamente alle elezioni, che si sono tenute nell’ottobre del 2022.
In a victory speech in Sao Paulo, President Luiz Inácio Lula da Silva vowed to govern for all 215 million Brazilians after winning the runoff election against Flavio Bolsonaro to secure a historic fourth term in office https://t.co/7YJTjgnFAXpic.twitter.com/GjusxbOD0y
Nel suo primo discorso dopo la vittoria, Lula ha ringraziato in particolare i giovani per l’apporto “straordinario” e gli anziani del suo paese. Ha quindi sottolineato che il risultato dimostra che “il Brasile ama la libertà” e che “non è il cortile di nessuno”. Con un chiaro riferimento all’aperto sostegno che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha fornito a Bolsonaro.
Bolsonaro annuncia un ricorso, ma con poche possibilità di far annullare le elezioni
In termini assoluti, la differenza alle urne tra Lula e Bolsonaro è stata di 4,4 milioni di voti, il che rende complessa una contestazione da parte del candidato sconfitto. Ciò nonostante, l’esponente ultra-conservatore ha commentato con parole particolarmente dure il risultato delle elezioni: “È impossibile riconoscere questo voto”. Ha quindi parlato di “brogli” e di scrutinio effettuato in condizioni “inaccettabili”. Il riferimento, in particolare, è alla decisione del Tribunale supremo federale, giunta a elezioni in corso, di prolungare di due ore il voto, per gravi problemi riscontrati nei trasporti in alcune regioni dell’immenso territorio brasiliano.
Secondo Bolsonaro ciò avrebbe alterato il voto. In realtà, però, lui stesso nelle ore precedenti aveva proposto di procrastinare di due ore la chiusura dei seggi in alcune regioni per via di forti precipitazioni che si sono abbattute in tali zone. Inoltre, per ottenere un annullamento delle elezioni, occorrerebbe dimostrare che il presunto danno subito da Bolsonaro sia superiore ai 4,4 milioni di voti che hanno diviso i due candidati, con un’affluenza record dell’80,78 per cento.
Il Brasile esce della elezioni come un paese fortemente diviso
Riuniti nella serata di domenica, sia il Tribunale supremo che il Tribunale superiore elettorale hanno riconosciuto alcuni problemi riscontrati nelle operazioni elettorali, ma hanno già escluso ogni ipotesi di annullamento. Ciò nonostante, Bolsonaro ha annunciato un ricorso, che però secondo la stampa internazionale appare più “simbolico” che altro.
Botamos pra virar, Brasil! 🇧🇷❤️
Fizemos história nas ruas e nas urnas, com o povo como protagonista de uma caminhada que ainda tem muito pela frente. A democracia venceu, a esperança se fortaleceu e o Brasil segue em frente.
Dopo l’annuncio dei risultati, immense folle di sostenitori della sinistra si sono riversate nelle piazze. La tornata, in ogni caso, mostra un paese nettamente diviso. E il risultato delle legislative che si sono tenute all’inizio del mese renderà comunque più complesso il lavoro di Lula. Al primo turno, infatti, non soltanto Bolsonaro aveva sopravanzato di due punti percentuali il candidato progressista, ma il suo Partito liberale ha ottenuto 121 seggi in Parlamento. La coalizione Brasile di speranza (Partito dei lavoratori, Partito verde e Partito comunista) ha raggiunto invece quota 88, mentre l’Unione progressista (Unione Brasile e Progressisti) ne ha a disposizione 87.
Numerose le congratulazioni giunte a Lula, comprese quelle della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che ha parlato di “vittoria della democrazia e del multilateralismo”, assicurando che l’Europa “resterà al fianco del Brasile negli anni a venire”.
Lula sarà presidente del Brasile: al ballottaggio di domenica 30 ottobre ha battuto l’ex-militare di estrema destra Jair Bolsonaro, in carica dal 2018.
Il primo turno delle elezioni in Brasile si chiude con Lula al 48,4 per cento contro il 43,3 per cento di Bolsonaro. Si va al ballottaggio il 30 ottobre.