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L’attenzione sulla Val di Susa è da alcuni anni molto alta: si discute e ci si scontra per difendere tesi opposte che hanno però al centro il territorio, o almeno così dovrebbe essere. La percezione è che tra ideologie e pressioni politiche, questa regione, la sua cultura e la sua gente siano passate in secondo
L’attenzione sulla Val di Susa è da alcuni anni molto alta: si discute e ci si scontra per difendere tesi opposte che hanno però al centro il territorio, o almeno così dovrebbe essere. La percezione è che tra ideologie e pressioni politiche, questa regione, la sua cultura e la sua gente siano passate in secondo piano.
A noi piace raccontarvi cosa questa valle può offrire, da molti punti di vista. Per cominciare, non potete non visitare la Sacra di San Michele: non dovete essere religiosi per apprezzare questo monumentale complesso architettonico collocato sul monte Pirchiriano, all’imbocco della val di Susa, nel territorio del comune di Sant’Ambrogio di Torino poco sopra la borgata San Pietro. È il simbolo del Piemonte e una delle più eminenti architetture religiose di questo territorio alpino, transito per i pellegrini tra Italia e Francia.
Per raggiungerla, ci sono vari itinerari: una ferrata per i più allenati e impavidi, una mulattiera o un itinerario a cavallo e altri percorsi più agevoli; per tutti, il panorama giunti in cima è lo stesso ed è meraviglioso.
Non è un caso che Umberto Eco si sia parzialmente inspirato a questa abbazia per il celebre Il nome della rosa.
Per gli amanti di flora e fauna, siamo nell’area alpina con oltre 45 tipi di orchidee rare tra le 250 protette in Italia e in uno dei pochi territori al mondo dove vive il dahu (forse), un leggendario mammifero quadrupede caratterizzato dall’avere le gambe asimmetriche, quelle di destra più lunghe di quelle sinistra (o viceversa), per meglio muoversi sui ripidi pendii montani.
Per godere di queste meraviglie della natura, la valle offre varie escursioni, una delle più famose è quella lungo il Sentiero Balcone che si snoda nell’Alta Valle di Susa, nei comuni di Oulx, Bardonecchia, Sauze d’Oulx, Cesana Torinese, Claviere, Sauze di Cesana e Sestriere, percorrendo le medie quote dei versanti e attraversando molteplici tipologie di ambienti naturali quali lariceti, pinete di pino silvestre, acero frassineti fino a toccare pascoli alpini e talora ghiaioni alpini.
Tra le varie tappe incontrerete moltissimi rifugi e locande dove assaporare i prodotti tipici della Val di Susa, dai formaggi, ai dolci non perdete una sosta golosa magari sorseggiando il Vino del Ghiaccio accompagnato dalle Paste di Meliga e dalla Losa Golosa.
In questa terra dove è forte il legame con il passato e con la sua storia – attraversandola vi accorgerete per esempio che sono ancora diffusi i dialetti occitani e francoprovenzali – è quindi difficile pensare che la modernità e le sue necessità possano in qualche modo farle perdere i suoi tratti distintivi. Riflettiamoci, ma soprattutto visitiamola.
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