Da Verona a Taormina, da Bosa in Sardegna a Ravello che domina la Costiera Amalfitana: piccola guida a un turismo consapevole e lento.
Ecco alcuni dei sentieri percorsi dai giovani che hanno fatto la storia d’Italia.
Ore e ore di cammino, staffette tra montagne, boschi e sentieri spesso difficili, impervi. Vere e proprie strade della salvezza. Alcuni di questi sentieri hanno preso anche il nome di coloro i quali sono caduti per combattere il nazifascimo.
Eccone alcuni raccolti dalla rete, da percorrere il 25 aprile, giornata dedicata alla Liberazione e perché no durante il resto dell’anno.
Un sentiero che si trova tra il lago d’Orta e l’Ossola, teatro di violenti scontri tra nazifascisti e gruppi partigiani. Intitolato al capitano Filippo Beltrami, morto proprio tra queste montagne. Fonte: Trekking.it
Costruita durante la Grande Guerra ad opera del Generale Cadorna, venne utilizzata anche durante la Resistenza, soprattutto per stivare provviste e armamenti. Un’opera monumentale, una linea di confine tra trincee, grotte, sentieri. L’ultima frontiera a difesa dell’Italia durante la Prima Guerra Mondiale. Fonte: Provincia Varese.
Itinerario relativamente impegnativo, che ripercorre le vie e i luoghi che hanno visto alcuni dei peggiori rastrellamenti fascisti. Luoghi carichi di memoria, di storiav percorsi più di 70 anni fa dai giovani della brigata “Giustizia e Libertà XXIV maggio”. Fonte: Critstina Riva
Nel cuore delle langhe, l’escursione permette di ripercorre e rivedere i luoghi raccontati da Beppe Fenoglio nell’omonimo romanzo. Tra queste campagne, decine di gruppi si nascosero per sfuggire ai rastrelllamenti. Fonte: Centro Studi Beppe Fenoglio
Un itinerario affascinante, che si snoda attraverso la Majella e che si svolge ogni anno a Sulmona. Da qui centinaia di persone ripercorrono i luoghi che ospitarono coloro i quali scappavano verso le linee alleata. L’Abruzzo infatti tra il 1943 e il 1944 divenne la terra di confine verso la libertà. Fonte: Sentiero della libertà
L’Apennino tosco emiliano è stato, forse, quello che ha ospitato le battaglie e i rastrellamenti più cruenti. Il progetto “Sentieri Partigiani” raccoglie 15 di questi luoghi, da percorrere rigorosamente a piedi.
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