La data di produzione conta, le gomme migliori vanno sempre davanti, gonfiare meno aumenta il comfort: sono convinzioni diffuse. Ma tutte sbagliate. Ecco cosa dicono gli esperti.
La storia del “vehicle-to-grid” in realtà inizia fuori dall’Europa. Negli Stati Uniti le prime sperimentazioni risalgono alla fine degli anni Novanta. Ora sbarca anche in Europa dove Nissan ed Enel, come dire il produttore dell’auto elettrica più venduta al mondo (la Leaf) e una delle maggiori utility europee sull’energia, hanno recentemente siglato un accordo per
La storia del “vehicle-to-grid” in realtà inizia fuori dall’Europa. Negli Stati Uniti le prime sperimentazioni risalgono alla fine degli anni Novanta. Ora sbarca anche in Europa dove Nissan ed Enel, come dire il produttore dell’auto elettrica più venduta al mondo (la Leaf) e una delle maggiori utility europee sull’energia, hanno recentemente siglato un accordo per sviluppare un sistema vehicle-2-grid che consenta, si spera in tempi brevi, di trasformare le auto elettriche in vere e proprie “centrali mobili” con cui accumulare e rimettere in rete l’energia non utilizzata. I pro e i contro? Un’interessante ricerca della University of Delaware chiarisce bene le potenzialità (ma anche i limiti attuali) di questi sistemi. Intanto le sperimentazioni stanno partendo anche in Europa per capire se l’integrazione energetica tra rete e veicoli possa davvero diventare un modo concreto per contribuire attivamente a uno sviluppo dell’energia più sostenibile. “Il progetto mira a trasformare l’auto da semplice mezzo di trasporto a vettore per l’alimentazione energetica di case e uffici. E perché accada, è necessario migliorare la connessione tra veicoli, produttori di elettricità, fonti di energia rinnovabile ed edifici”, ha dichiarato Paul Willcox, presidente di Nissan Europe. Da dove partirà la sperimentazione V2G? “Da paesi il cui assetto regolamentare è più favorevole”, ha risposto Enel. Ossia Danimarca, Germania, Paesi Bassi: ad Amsterdam, un progetto legato alla navigazione sta già dando risultati interessanti. E l’Italia? Mancano le infrastrutture e il numero di veicoli elettrici circolanti è ancora esiguo; dovremo attendere. Intanto però, in attesa che anche il Governo trovi modi e risorse per diffondere nel nostro Paese una mobilità più sostenibile, c’è chi, fra i costruttori auto, si impegna più di altri sul fronte della diffusione e conoscenza dei benefici sull’elettrico. Un esempio virtuoso? La Stazione Fs Garibaldi Nissan nel cuore di Milano, dove la fermata della linea Lilla (cioè la 5), fra le più moderne d’Europa, è diventata un luogo interattivo dove sperimentare i vantaggi della mobilità elettrica.
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