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Versioni a 2 o 4 ruote motrici, quasi 600 km di autonomia e una sicurezza a 5 stelle; come va e cosa offre Uncharted, l’elettrica per chi ama l’outdoor.
Il nome Uncharted, “inesplorato” in inglese, dice già molto delle intenzioni di Subaru: accompagnare chi guida verso luoghi e abitudini nuove, ampliando gli orizzonti della scoperta, del viaggio, senza rinunciare a quella sicurezza che da sempre caratterizza il marchio giapponese. Uncharted è il terzo modello elettrico del marchio giapponese, dopo Solterra ed e-Outback. Ma è il primo modello a proporre, oltre alla trazione integrale, tradizionalmente un punto di forza per molti modelli Subaru, una variante a due sole ruote motrici.
Perché sottolinearlo? Perché per un marchio così legato all’offroad, alla mobilità su terreni impervi, la scelta di un modello elettrico a 2 ruote motrici potrebbe far storcere il naso ai puristi del marchio, storicamente legati appunto al 4×4. In realtà la logica è semplice: nel mercato delle auto elettriche compatte la trazione anteriore rappresenta una fetta importante della domanda, soprattutto per un uso prevalentemente urbano e di tutti i giorni, con il vantaggio di un prezzo d’accesso più contenuto e di un’autonomia elettrica superiore rispetto alla versione a trazione integrale, complice il minor peso e complessità meccanica. Anche per questo è su questa versione che abbiamo deciso di concentrarci.
La gamma Subaru Uncharted si articola in tre proposte: due a trazione anteriore con batterie di capacità differente, e una a trazione integrale con doppio motore elettrico indipendente (uno pe rle ruote anteriori, uno per quelle posteriori). Semplificando, è facile identificare le principali differenze: la 4×4 punta su una motricità delle ruote in ogni condizione, specie su terreni difficili, o pendenze elevate, la 4×2 nasce per chi vive l’auto anche nella quotidianità, negli spostamenti casa-lavoro, in città, pur senza escludere i weekend in famiglia.
Due le versioni a trazione anteriore 167 cavalli e batteria da 57,7 kWh, con un’autonomia media dichiarata di 451 chilometri o 224 cavalli, batteria da 77 kWh e autonomia fino 592 chilometri nel ciclo misto. Una versione a trazione anteriore che offre, come anticipato, l’autonomia elettrica più elevata della gamma: secondo i dati dichiarati da Subaru, l’allestimento 2E-xcite+ può raggiungere fino a 816 km nel ciclo urbano, con consumi energetici (sempre dichiarati) tra 13,7 e 15,7 kWh/100 km. Numeri che, come è facile intuire, permettono di pianificare anche viaggi più lunghi senza l’ansia da ricarica che ancora frena tanti automobilisti. Prezzi a partire da 39mila 900 euro.
Metteteci che la ricarica rapida in corrente continua porta la batteria dal 10 all’80 per cento in circa mezz’ora, mentre il caricabatterie di bordo arriva fino a 22 kW in trifase e 11 kW in monofase per la ricarica in alternata. In inverno un sistema di precondizionamento della batteria, attivabile impostando un orario di partenza, riduce i tempi di ricarica fino al 40 per cento, anche con temperature più basse, un dettaglio che fa la differenza per chi pianifica un weekend in montagna in pieno inverno.
Per il nostro test abbiamo consapevolmente deciso di rinunciare al secondo motore elettrico sulle ruote posteriori della versione 4×4, per capire se davvero potesse essere un limite. La risposta è semplice: a meno che non si affrontino terreni particolarmente impegnativi (sterrati, tratti molto ripidi, percorsi innevati e poco battuti), il Dna Subaru resta intatto, riconoscibile. Il pacco batterie, posizionato sotto il pianale, abbassa il baricentro, diventa parte strutturale del telaio irrigidendo la scocca e migliorando stabilità e prevedibilità di comportamento; la risposta immediata del motore elettrico, l’erogazione fluida della coppia, un assetto equilibrato, regalano nel complesso una guida rassicurante.
Una guida che infonde serenità nel suo complesso, senza rumori o vibrazioni, con tre modalità di guida (Normal, Eco, Power) e una modalità Snow per viaggiare sicuri anche in inverno; insomma, se privilegiare l’autonomia o piuttosto una guida brillante (ma a scapito dell’autonomia elettrica, ovvio) resta una scelta personale; i paddle al volante permettono di regolare il recupero dell’energia in decelerazione. Anche senza il sofisticato sistema 4×4 a doppio motore elettrico della versione integrale (che resta la scelta per chi sa di dover affrontare terreni molto impegnativi, come anticipato), la 2 ruote motrici propone vantaggi come la maggiore altezza da terra (21 centimetri).
Se c’è un terreno su cui Subaru ha costruito la sua credibilità, è quello della sicurezza. Euro Ncap ha assegnato a Uncharted le 5 stelle, il massimo punteggio disponibile. Al di là del punteggio, sono l’approccio alla sicurezza, la filosofia costruttiva e progettuale a fare la differenza: l’obiettivo dichiarato da Subaru è azzerare al 2030 il numero di incidenti mortali agendo su tre fronti, prevenire la collisione, rendere la guida più semplice e intuitiva, proteggere occupanti e gli utenti vulnerabili della strada (pedoni e ciclisti soprattutto) quando l’impatto non si può evitare.
E per capire gli “strumenti”, basta elencare alcune delle funzionalità del sistema Safety sense: frenata automatica pre-collisione, assistenza alla sterzata di emergenza, monitoraggio dell’angolo cieco, cruise control adattivo, monitoraggio di pedoni e veicoli in arrivo durante le manovre di parcheggio. A rasserenare gli occupanti ci pensano anche gli 8 airbag, mentre l’effetto combinato delle telecamere anteriori, posteriori e laterali risolvono la scarsa visibilità in manovra, specie in retromarcia a causa della forma della carrozzeria posteriore.
A bordo di Subaru Uncharted appaiono chiari i vantaggi di una piattaforma nativa elettrica, il che significa avere un buon spazio per le gambe (meno per i passeggeri posteriori, soprattutto per la testa), nonostante dimensioni esterne tutto sommato compatte (4 metri e 51 la lunghezza). Dal display centrale da 14 pollici si gestisce infotainment e climatizzazione, mentre la console centrale ospita due comodi caricabatterie wireless per lo smartphone e un pratico selettore a rotella al posto della classica leva per le marce. Buoni nel complesso finiture e materiali, migliorabile la dotazione di vani portaoggetti.
Resta da capire quanto, nella pratica di guida quotidiana e nei viaggi fuori porta, la scelta di proporre un’auto elettrica a 2 ruote motrici regga il confronto con le aspettative createsi negli anni attorno al nome Subaru. Mettiamola così: potrebbe essere una rilettura in chiave più sostenibile della vocazione outdoor del marchio. Chiaro, non parliamo più di una vera fuoristrada nel senso classico del termine, il cui concetto peraltro negli anni si è sempre più “diluito”, adattato a un più contemporaneo concetto di turismo più attento al rispetto della natura.
Rispetto che anzi, grazie all’assenza di rumore ed emissioni locali della trazione elettrica diventa ancora più attuale. Resta l’altezza da terra più elevate, resta un’elettronica di controllo che aiuta a superare sterrati e fondi scivolosi. Resta, soprattutto, la vocazione di un’auto, Suv o crossover come preferite, pensata per accompagnare con sicurezza gli spostamenti di tutti i giorni come le evasioni nel fine settimana in famiglia. Per Subaru sicuramente un modo nuovo di viaggiare. Per chi ama la natura e la scoperta di luoghi (magari, dove concesso, non ancora tracciati sulle mappe) l’elettrico diventa un alleato in più, non un compromesso.
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