Pesce d’aprile: è capodanno

Da secoli festeggiavamo il capodanno in primavera. Poi sono arrivati il re francese Carlo IX e papa Innocenzo XII. Spostato il capodanno, rimangono gli sbeffeggi a chi lo festeggia ancora.

Alle origini degli scherzi da pesce d’aprile si scopre una ricchissima varietà di culture e di usanze. Non è chiaro cosa c’entrino i pesci, ma è chiaro che c’entra la primavera.

 

Una volta, in varie parti del mondo e per molti secoli, l’inizio del nuovo anno si festeggiava tra l’equinozio di primavera e il 1° aprile, un’intera settimana di festa e scambi di doni. Nel Medioevo c’era un’ampia varietà di date scelte come il momento iniziale dell’anno, che cambiavano anche da città in città. Nel 988, dopo la fondazione della Russia da parte del Gran Principe di Kiev Vladimir I, si incominciò a festeggiare il capodanno il 1° marzo. In Inghilterra e in Irlanda il capodanno si celebrava il 25 marzo (giorno dell’Incarnazione e usato a lungo anche a Pisa e in seguito a Firenze), in Francia la domenica della Resurrezione, a Venezia fino al 1797 il 1° marzo.

 

La data d’inizio ufficiale dello sfasamento che ha dato luogo agli scherzi d’aprile può essere il 1564. Durante un lungo viaggio in lungo e in largo per tutto il suo regno, la Francia, il re Carlo IX si era accorto che nelle diverse diocesi l’inizio dell’anno nuovo si festeggiava in giorni disparati – a Natale (per esempio a Lione), il 25 marzo (a Vienna), altrove l’1 marzo, altrove a Pasqua – causando confusione. Perciò decise di uniformare l’evento in tutto il regno con l’Editto di Roussillon, che spostò la data d’inizio dell’anno dall’1 aprile all’1 gennaio.

 

Una mossa simile fu attuata dal papa Gregorio XIII, con la bolla Inter gravissimas del 24 febbraio 1582, che istituì il Calendario Gregoriano ancora in uso oggi in tutto il mondo. Una riforma che eliminò le discrasie giuliane tra calendario civile e astronomico e suggerì l’inizio dell’anno il 1° gennaio. Queste modifiche non furono accolte fulmineamente dal popolo, anzi. Le diversità locali nei festeggiamenti rimasero vive anche dopo l’adozione del calendario gregoriano.

Solo un secolo più tardi, nel 1691, papa Innocenzo XII emendò il calendario del suo predecessore stabilendo che l’anno dovesse cominciare il 1º gennaio. Tra chi trovò difficile adattarsi al nuovo calendario e chi non ne era proprio a conoscenza, molti continuavano a celebrare la festa per una settimana, dal 25 marzo a – proprio – il 1° aprile secondo le usanze di sempre. Per prendersi gioco di loro, i più aggiornati cristiani coglievano l’occasione per dare a costoro falsi doni e trucchi giocosi.

 

Perché il pesce d’aprile? L’origine dell’impiego del pesce rimane poco chiara. Forse nasce dall’Ichthus cristiano, come era in uso per i primi cristiani che lo collocavano nelle catacombe, celebre simbolo di rinascita.

 

Un’altra ipotesi parte dal fatto che i doni che anticamente ci si scambiava erano per lo più prodotti alimentari, cibo. La data in questione coincide con la fine della Quaresima, un periodo di digiuno, durante il quale è proibito fra i cristiani il consumo di carne, non del pesce. Quando presero piede gli scherzi, uno di quelli più facili da attuare poteva essere proprio quello di offrire un pesce finto. Così potrebbe essere nata l’usanza del pesce di aprile.

 

Festeggiare gioiosamente l’inizio della primavera è comunque un’usanza molto antica, snobbata dalla Chiesa ma sorprendentemente sopravvissuta negli usi e costumi. Per gli antichi Romani il 25 marzo era la festa di Cibele, ma nello stesso periodo di svolgevano la festa della Fortuna Virilis e di Venus Verticordia, (in onore di Venere che cambia i cuori). Nel 1508, il poeta francese Eloy d’Amerval riferisce di un “pesce d’aprile” nel suo Livre de la Deablerie. Nel 1539, il fiammingo Eduard de Dene scrive di un nobile che manda in licenza la sua servitù a folleggiare il 1° aprile. Nel 1686 John Aubrey attesta per la prima volta una festa simile in Inghilterra, chiamandola “Fooles holy day”.

 

Il richiamo al pesce è attestato, oltreché in Italia, anche in Francia, dove si usa l’espressione “Poisson d’Avril” (“pesce d’aprile”) e dove si trovano, a partire da fine Ottocento, cartoline stampate col soggetto di pesci. È così anche in Belgio, nella Svizzera francofona e in Canada. Nei paesi anglofoni invece la ricorrenza del primo aprile si chiama “April fool’s day” (“il giorno del buffone d’aprile”), dove il termine “fool” richiama alla mente il folletto delle corti medioevali, sottolineandone così il sapore scherzoso. In Messico lo chiamano “Dia de los Innocentes”. Infine, in Germania, “Aprilscherz” è semplicemente lo “Scherzo d’Aprile”.

 

I toni della festa sono sempre stati indubbiamente allegri e scherzosi, come induce a fare e a pensare la primavera, e come tale continua a restare viva in gran parte del mondo.

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