Orto

Coltivazione dei pomodori, semina e trapianto, raccolta, trattamenti naturali

Tutto sulla coltivazione dei pomodori: il terreno giusto, la semina, il trapianto, la crescita. La cura con l’infuso di equiseto. Per gustare il sapore dell’estate. Al naturale.

Il pomodoro è originario delle zone tropicali e subtropicali dell’America Latina. La pianta, che raggiunge un’altezza che varia dai 50 centimetri a 2 metri, presenta della peluria sia sul fusto che sulle foglie e può essere a portamento eretto o sarmentoso (in relazione alla tipo di coltura scelto).

Il fiore solitamente cresce nella parte opposta alla foglia e assume una forma a calice di color giallo. La bacca del pomodoro – di forma, dimensione e colore variabili in relazione alla varietà – presenta una buccia liscia e una polpa carnosa con una suddivisione interna in logge, contenenti i semi di forma circolare appiattiti di color bianco giallo. Le varie tipologie di pomodoro vengono suddivise sia in base alla forma della bacca, sia in base all’utilizzo finale della stessa. Tutte sono fonte di licopene, antiossidante naturale ricco di proprietà benefiche.

Tipi di pomodoro

  • tondo
  • a peretta
  • ovale
  • costoluto (il cuore di bue)
  • a grappolo (il pomodoro ciliegino)
coltivazione pomodori
Pomodri cuore di bue nell’orto © Ingimage

Coltivazione dei pomodori: la preparazione del terreno

I pomodori hanno bisogno di acqua, sole e nutrimento sostanzioso. Quindi la porzione di orto ad essi dedicata va concimata abbondantemente fin dall’inverno. Se avete a disposizione anche letame o stallatico sono adattissimi.

Semina e trapianto

Per partire dai semi, procurate loro un luogo caldo e riparato dove germogliare. Verso maggio potrete interrare le piantine nell’orto, in un’area assolata e riparata dal vento. La distanza delle piantine fra loro dovrà essere di 50/80 cm. Interrate le piantine in profondità e concimate con compost maturo.

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Le piantine di pomodoro vanno interrate in un’area dell’orto assolata e riparata dal vento © Ingimage

La crescita

Quando le piantine avranno raggiunto l’altezza di 40/50 cm sarà necessario affiancare un tutore (bambù o canne di plastica vanno benissimo), cui legare con della rafia le piante, man mano che crescono. Per ogni pianta lasciar crescere un tralcio, che legherete man mano.

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La coltivazione dei pomodori richiede che le piante vengano annaffiate e concimate regolarmente © Ingimage

Durante tutta l’estate sarà necessario asportare regolarmente i piccoli germogli che crescono nell’ascella delle foglie. Le piante vanno annaffiate e concimate regolarmente. Nella tarda estate fino a settembre si asporteranno le cime, oppure dal quinto palco in su, per concentrare l’energia nei frutti.

Raccolta

La raccolta dei pomodori, man mano che maturano, si fa scaglionata da luglio a settembre. Gli ultimi pomodori, che non maturano sulla pianta, si può lasciarli maturare in casa, avendo l’accortezza di coglierli con tutto il tralcio. Oppure si può ricavarne una deliziosa confettura.

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La raccolta dei pomodori avviene da luglio a settembre © Ingimage

Se desiderate ottenere i semi per l’anno successivo lasciate macerare in acqua alcuni frutti ben maturi, passateli al setaccio e lasciate poi asciugare bene i semi, prima di riporli in un luogo asciutto.

Malattie e parassiti

Nella coltivazione dei pomodori, le malattie fungine sono le più diffuse. Per prevenirle è necessario fare particolare attenzione alle quantità di concime e di acqua che si somministrano alle piante e a non bagnare le foglie. Per questo motivo è sconsigliato lasciare seccare il terreno in modo eccessivo e successivamente inzupparlo per cercare di rimediare.

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L’infuso di equiseto previene lo sviluppo di malattie fungine © Ingimage

Come prevenzione contro le malattie fungine è utile anche l’infuso di equiseto, spruzzato periodicamente su tutta la pianta.

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