Smart city

Approvato Rotaie Verdi: le ferrovie dismesse di Milano diventano un parco

Il progetto Rotaie verdi ha avuto l’ok del Consiglio comunale. Obiettivo: trasformare gli scali ferroviari abbandonati in un’oasi verde.

Il progetto Rotaie verdi parte davvero. Giovedì 13 luglio il Consiglio comunale di Milano ha finalmente approvato l’accordo di programma sugli ex scali ferroviari, presentato lo scorso 19 ottobre ed elaborato dal Wwf, col supporto di Fondazione Cariplo in partnership con il Comune di Milano, Cooperativa Eliante e Rete ferroviaria italiana. Obiettivo: sfruttare le ferrovie dismesse per creare un’oasi verde che colleghi la città con la campagna, realizzando piste ciclabili, orti, aree adibite a parco, edilizia residenziale convenzionata.

Cos’è il progetto Rotaie Verdi

Si tratta, in pratica, di un parco lineare che intende appunto dare nuova vita agli scali ferroviari e ai binari non più in uso, sulla falsa riga dei progetti già realizzati alla Promenade Plantée di Parigi e all’High Line di New York. Rotaie Verdi, il cui studio di fattibilità è stato presentato allo Urban Center della Galleria Vittorio Emanuele di Milano, prevede di riqualificare e collegare tra loro tre scali della zona sud: San Cristoforo, Porta Genova e Porta Romana.

L’obiettivo non è solo aumentare il verde e combattere il degrado delle periferie cittadine: il parco lineare si propone come un corridoio ecologico che ha l’obiettivo di collegare la città con la campagna, il sud di Milano con il Parco agricolo alle porte della metropoli, ospitando ecosistemi tipici del territorio lombardo.

Con il via libera definitivo da parte del Consiglio comunale si conclude un iter che partito nel 2005, quando il sindaco era Gabriele Albertini. Il piano prevede una spesa di 172 milioni di euro, suddivisi in tre voci: verde (la cifra meno onerosa), interventi architettonici e urbanistici.

mappa rotaie verdi render
Un render mostra come dovrebbero trasformarsi gli scali dismessi.

Favorire la biodiversità

Secondo i rilievi già svolti da esperti naturalisti, il progetto potrebbe davvero favorire la biodiversità locale: all’interno degli scali e lungo i binari sono già presenti 368 varietà vegetali, pari all’81 per cento del totale noto in città, mentre gli invertebrati sarebbero rappresentati da 64 specie e sottospecie , in particolare di insetti. Sono inoltre presenti anfibi, rettili, uccelli e mammiferi, tra cui specie protette come quella del rospo smeraldino.

mappa rotaie verdi
Gli interventi del progetto Rotaie Verdi.

Progetti vecchi e nuovi

Rotaie Verdi va a chiarire il piano generale di riqualifica degli ex scali ferroviari meneghini: l’accordo tra Comune di Milano e FS, approvato più di un anno fa, il 22 settembre 2015, riguardava sette aree Greco-Breda, Farini, Lambrate, Romana, Rogoredo, Porta Genova e San Cristoforo, pari un milione e 250 mila metri quadrati da rimettere a nuovo con interventi legati all’edilizia residenziale sociale e all’incremento delle aree verdi. L’edificabilità massima era stata fissata a 674 mila metri quadrati, gli spazi a uso pubblico erano pari a 590 mila metri quadrati di cui 525 mila a verde. Erano inoltre previsti altri 10 km di piste ciclopedonali.

Col nuovo progetto si chiariscono le funzioni degli scali a sud: in particolare, per lo scalo di Porta Genova si prevede la valorizzazione delle funzioni legate al distretto della moda e del design, mentre San Cristoforo, interamente destinato a parco, andrà a collegarsi col sistema del Naviglio Grande. Lo scalo Romana andrà invece a connettersi con un altro importante nuovo polo dell’arte: la Fondazione Prada.

scalo san cristoforo
Seconso il progetto, lo scalo di San Cristoforo dovrebbe essere interamente adibito a parco.

Sharing cities e la riqualifica della periferia sud

Rotaie Verdi si inserisce però anche in un progetto più ampio di trasformazione di una delle periferie più problematiche di Milano, quella che interessa il territorio identificato come Porta Romana/Vettabbia, che va dallo scalo Romana, appunto, fino al Parco della Vettabbia, poco prima di Chiaravalle e del Parco agricolo Sud.

Sharing cities è un progetto europeo che interessa finora tre città-faro, Lisbona, Londra e Milano, in cui implementare soluzioni digitali per migliorare la vivibilità dei quartieri da valorizzare. Il progetto è caratterizzato dalla co-progettazione coi cittadini; gli obiettivi sono implementare il monitoraggio e la riqualificazione energetica degli edifici, favorire la mobilità elettrica e sostenibile, il car sharing e il bike sharing, attrarre nuovi investimenti, rendere il quartiere a “emissioni quasi zero”, accelerare l’adozioni di soluzioni intelligenti per la città.

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