Da Las Vegas a Detroit, tutte le auto e le tecnologie sostenibili del futuro

Ologrammi, campi di forza e intelligenze artificiali caratterizzeranno le auto del futuro. Che saranno, come emerso dai recenti Saloni americani, rigorosamente sostenibili. Ecco ciò che ci attende.

Il CES di Las Vegas e il Naias di Detroit sono i due appuntamenti che, tradizionalmente, inaugurano l’anno automobilistico e consentono di aprire una finestra sulle tecnologie a quattro ruote di domani. Il primo, nato quale rassegna dedicata all’elettronica di consumo, è ormai terreno di conquista dei costruttori di vetture, mentre il secondo Salone riveste un ruolo di primo piano grazie all’importanza del mercato americano, in grado per volumi e centralità d’influenzare le tendenze globali. La vera differenza tra i due eventi consiste però nel rapporto con la realtà: a Las Vegas si sogna, a Detroit si costruisce. E in entrambi i casi si parla un’unica lingua, che non è l’inglese bensì il linguaggio universale della sostenibilità. Le propulsioni alternative, quella elettrica su tutte, sono un must irrinunciabile. Al punto che, per la prima volta nella storia, è un modello a zero emissioni – la nuova Chevrolet Bolt EV – a essere eletto “auto dell’anno” negli States.

 

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Con la concept Bmw i Inside Future debuttano gli ologrammi a bordo dell’auto

Le auto diventeranno assistenti personali

Dalla prima elettrica a guida autonoma del Gruppo Fiat-Chrysler alla micro car a zero emissioni da meno di 10.000 euro, dall’annuncio dell’imminente ibridazione delle Ford Mustang ed F-150, icone dell’automobilismo americano, sino alla trasformazione delle vetture in assistenti personali del conducente, il mondo dell’auto a ridotte emissioni oscilla tra futuro e presente oltre che, in certi casi, tra sogno e realtà. Al punto da superare le comuni esperienze tattili, dato che nei prossimi anni sarà possibile provare delle sensazioni anche rinunciando al contatto fisico. Merito dei rivoluzionari campi di forza che Bmw, Bosch e Toyota promettono di creare a bordo dei veicoli. L’abitacolo dei modelli del futuro, del resto, è meno orientato alla guida, spesso autonoma, e più adatto a essere convertito in salotto, ufficio o centrale di comando grazie alla quale gestire, ad esempio, gli elettrodomestici di una smart home. Cadono le barriere tra reale e virtuale così come quelle tra gli ambienti; l’auto di domani non sarà un semplice mezzo di trasporto, bensì uno strumento organizzativo perennemente connesso. Ovviamente sostenibile.

Ecco le principali novità in mostra ai Saloni di Las Vegas e Detroit, conclusisi da pochi giorni.

Audi Q8 Concept, ibrida al top

Anticipa un modello di serie atteso nelle concessionarie nel 2018 ed è una Suv coupé destinata a collocarsi al vertice della gamma crossover Audi. La strumentazione tradizionale cede il posto a un nuovo head-up display – il sistema che proietta le informazioni lungo il parabrezza – che sfrutta la realtà aumentata abbinando le immagini riprese dalle telecamere con quelle virtuali.

Audi Q8 Concept
Audi Q8 Concept

Suv sì, ma ecologica. Sotto il cofano della show car tedesca si cela un powertrain ibrido plug-in, quindi dotato di batterie ricaricabili mediante una comune presa di corrente, da 449 cv. Una potenza molto elevata cui si accompagnano un’autonomia di almeno 50 chilometri in modalità puramente elettrica e la trazione integrale.

 

Bmw i Inside Future, ologrammi a bordo

La casa tedesca spinge lo sguardo lontano, a un futuro nel quale la guida autonoma e l’auto elettrica saranno pienamente integrate nella vita digitale di ogni uomo. Debutta così lo schermo HoloActive Touch, evoluzione delle comuni interfacce a comandi gestuali, che consente di ottenere un feedback tattile – sotto forma di vibrazione – con tasti e selettori pur in assenza di un contatto fisico. Merito di una sorgente a ultrasuoni e della proiezione di ologrammi in sostituzione delle comuni schermate di informazioni.

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Bmw i Inside Future

Complice la guida autonoma, l’abitacolo tradizionale cede il posto a un ambiente mobile, trasformabile in ufficio o salotto in funzione delle esigenze del momento. E per quanto riguarda lo svago, grazie a delle rivoluzionarie “tende sonore” sarà possibile fruire dei contenuti multimediali – ad esempio guardare un film – senza disturbare o essere disturbati dagli altri passeggeri.

 

Bosch, evoluzione tattile per i comandi gestuali

La concept autonoma Bosch segue la strada tracciata da Bmw e porta al debutto degli innovativi comandi gestuali con feedback aptico, vale a dire in grado di restituire una sensazione tattile anche senza un reale contatto. Una raffinatezza resa possibile dalla generazione di un campo di forza che permette di percepire tasti e manopole virtuali, “proiettando” le sensazioni sulle dita, e che si accompagna alla tecnologia biometrica per il riconoscimento del conducente.

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Bosch concept

Votata alle soluzioni hi-tech, l’auto diventa un assistente personale che, riconoscendo l’utente mediante speciali telecamere, adatta ogni opzione, dalla musica alla climatizzazione, in funzione dei giusti del singolo individuo. Costantemente connessa, la show car tedesca dialoga con gli elettrodomestici di casa e consente di gestire a distanza una smart home.

 

Chevrolet Bolt EV, auto dell’anno in Nord America

In occasione del Salone di Detroit, la compatta elettrica Chevrolet Bolt EV è stata eletta “auto dell’anno” negli Stati Uniti. È la prima volta che un modello a zero emissioni si fregia del prestigioso riconoscimento. Un premio legato alla volontà da parte della casa americana di proporre un veicolo sostenibile a prezzi popolari, tanto che negli States il listino parte da poco meno di 30.000 dollari, vale a dire circa 27.600 euro.

Chevrolet Bolt EV
Chevrolet Bolt EV

Parente stretta della monovolume a batteria Opel Ampera-e, commercializzata in Europa, e destinata a raggiungere le concessionarie americane a primavera, la nuova Bolt EV può contare su di una potenza di 200 cv e un’autonomia reale di 320 chilometri, mentre le batterie sono ricaricabili all’80 per cento in 45 minuti.

 

Chrysler Portal, la prima elettrica di Fiat-Chrysler

La concept Portal è la prima vettura elettrica a guida autonoma di Fiat-Chrysler. Basata su di una piattaforma dedicata, destinata allo sviluppo dei futuri veicoli a zero emissioni del Gruppo italo-americano, punta su di un design di rottura con il passato e su di un’eccezionale luminosità interna.

Chrysler Portal Concept
Chrysler Portal Concept

Le portiere sono ad apertura scorrevole verso l’esterno, mentre lo smartphone diviene protagonista assoluto, dato che dialoga costantemente con l’auto e tramite il riconoscimento facciale permette di personalizzare ogni funzione di bordo in base ai gusti del singolo soggetto. La guida autonoma di livello 3 prevede che il conducente resti vigile, così da gestire le situazioni d’emergenza. Adotta batterie da 100 kWh e può contare su di un’autonomia di 400 chilometri.

 

Eli Zero, la micro car a batteria è low cost

Simile esteticamente alla micro car Renault Twizy, è un quadriciclo elettrico dagli ingombri contenuti. Lungo solo 2,25 metri, prevede due classici posti affiancati in abitacolo – la Twizy è invece caratterizzata da una disposizione a tandem dei sedili – e vanta un telaio in alluminio che consente di contenere il peso in 350 kg.

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Eli Zero

Dedicata alla mobilità urbana, adotta un motore elettrico da poco più di 5 cv e percorre mediamente sino a 120 chilometri a ogni ricarica. Presentata sotto forma di prototipo, è vicina alla commercializzazione a un prezzo che si annuncia decisamente competitivo: meno di 10.000 euro.

 

Faraday Future FF91, la sfida a Tesla è lanciata

Un po’ berlina, un po’ coupé, un po’ Suv, l’elettrica californiana a guida autonoma sfida apertamente Tesla, forte di una linea fuori dagli schemi e di un powertrain a zero emissioni da ben 1.050 cv. Una potenza monstre che, abbinata alla trazione integrale a gestione elettronica, porta in dote prestazioni da supersportiva; scatta da 0 a 100 km/h in circa 2,5 secondi. La dotazione di serie include l’assale posteriore sterzante, mentre le batterie da 130 kWh promettono un’autonomia di 700 chilometri.

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Faraday Future FF91

Lunga 5,25 metri e caratterizzata da portiere ad armadio che si aprono grazie al riconoscimento facciale del guidatore, può contare su superfici vetrate oscurabili premendo un semplice tasto e sulla costante connessione tanto con la rete quanto con gli smartphone dei passeggeri. Dotata di dieci telecamere, cerca parcheggio ed effettua le manovre in totale autonomia. Sul mercato nel 2018, non costerà poco – si parla di circa 150.000 euro – ma parte del prezzo verrà devoluto per interventi in favore dell’ambiente.

 

Ford Hybrid, la Mustang nel 2020. Poi la prima autonoma

Ford ha presentato la nuova berlina Fusion Hybrid – Mondeo sul nostro mercato – a guida autonoma, destinata ai test senza conducente negli States e in Europa. I venti prototipi possono contare su di un sistema Lidar evoluto, vale a dire sul telerilevamento in grado di determinare la distanza di un oggetto o di una superficie utilizzando un impulso laser, oltre che su di un hardware aggiornato. Upgrade che consentiranno a Ford di portare al debutto entro il 2021 una vettura senza conducente riservata al ridesharing, cui farà seguito nel 2025 il primo modello autonomo di grande serie destinato ai privati.

Ford Fusion Hybrid
Ford Fusion Hybrid a guida autonoma

Orizzonte più breve, invece, per assistere al debutto in configurazione ibrida sia della celebre Mustang, vera e propria icona dell’automobilismo sportivo americano, sia del vendutissimo pick-up F-150. Entrambi i veicoli saranno disponibili nel 2020, facendo così cadere uno degli ultimi tabù nei confronti della diffusione della mobilità sostenibile.

 

Honda NeuV, l’auto diventa geisha

La concept elettrica nipponica percepisce le emozioni del guidatore e ne impara le abitudini così da assisterlo al meglio adattando le funzioni del veicolo all’umore del momento. Variando, ad esempio, la playlist musicale, il tragitto, la climatizzazione e l’illuminazione interna in funzione dello stato d’animo dei passeggeri. Un nuovo orizzonte della personalizzazione.

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Honda NeuV

Complice la guida totalmente autonoma, la NeuV si muove senza bisogno di conducente per la città, trasportando i clienti (paganti) mentre il proprietario è impegnato in altre attività. Anziché attingere in modo unidirezionale dalla rete elettrica, concretizza la strategia vehicle-to-grid che vede le vetture rivendere l’energia immagazzinata agli operatori nei momenti di massima richiesta.

 

Hyundai Ioniq Electric Autonomous, è pronta a fare da sola

La berlina elettrica coreana, accreditata di 120 cv e 280 chilometri d’autonomia, porta al debutto un’innovativa applicazione della guida autonoma. Il sistema laser è infatti integrato nel frontale, anziché sul tetto dell’auto, e interagisce con le comuni dotazioni di sicurezza, consentendo di ridurre i costi di sviluppo. I collaudi dei primi esemplari sono già iniziati lungo le strade del Nord America.

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Hyundai Ioniq Electric Autonomous Concept

Accanto alla berlina a zero emissioni senza conducente, Hyundai ha presentato una forma di connettività evoluta tra auto e smart home, così da ridurre i confini attualmente esistenti tra mobilità, abitazione e ufficio. Le vetture di domani consentiranno di gestire da remoto tutte le funzioni di casa.

 

Nissan Leaf, la guida autonoma nel mirino

Nissan accelera sul fronte della guida autonoma, proponendo una versione evoluta del noto sistema ProPilot, destinato anche alla nuova versione della compatta elettrica Leaf. Un’innovazione cui si affianca un’inedita piattaforma d’intelligenza artificiale sviluppata congiuntamente con la Nasa (l’Ente nazionale americano per le attività spaziali e aeronautiche), in grado di imparare dalle esperienze e prendere decisioni “umane” nelle situazioni critiche.

Nissan ProPilot
Nissan ProPilot

La tecnologia ProPilot, prossima al debutto in Europa, gestirà la marcia all’interno di una singola corsia autostradale fino a una velocità di 100 km/h. Un assaggio di guida autonoma, dedicato anche alla Suv Qashqai, in attesa della prima auto di serie senza conducente, prevista nel 2020.

 

Toyota Concept-i, impara i tuoi gusti

Il prototipo elettrico giapponese a guida autonoma può contare su di un’innovativa intelligenza artificiale che crea un vero e proprio rapporto con l’utente, imparando a riconoscerne abitudini, gusti e preferenze oltre che a percepirne le emozioni grazie ai rilevamenti biometrici. La personalizzazione dell’abitacolo e delle funzioni di bordo è massima, sebbene la concept Toyota si spinga anche oltre: nelle situazioni critiche decide se e quando intervenire per sottrarre la guida al conducente e tutelarne l’incolumità.

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Toyota Concept-i

In abitacolo non sono previsti i classici display, dato che l’auto si “esprime” mediante feedback aptici, in grado di restituire una sensazione tattile anche senza un reale contatto fisico, e dialoga con l’esterno grazie agli effetti visivi e ai messaggi di testo integrati nel frontale e in coda.

 

Volkswagen I.D Buzz, il Bulli è tornato. Ed è elettrico

Erede del mitico Bulli degli ‘Anni 60, veicolo “ufficiale” del movimento hippie, il nuovo minivan Volkswagen I.D. Buzz è elettrico e a guida autonoma. Destinato al tempo libero e ai viaggi, permette di ruotare i sedili anteriori di 180 gradi, trasformando l’abitacolo in un salotto oppure in una camera da letto. Ospita sino a otto persone e il volante, corredato di comandi touch, una volta chiamato in causa l’autopilota rientra nella plancia.

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Volkswagen I.D. Buzz

La presenza di due motori a zero emissioni, uno in corrispondenza di ciascun assale, porta in dote una potenza complessiva di 370 cv e la trazione integrale, mentre le batterie da 111 kWh promettono un’autonomia di 600 chilometri. In produzione entro cinque anni, sarà disponibile anche in una più accessibile versione a trazione posteriore da 268 cv con batterie da 83 kWh.

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