Second Life Toys aggiusta vecchi pupazzi per parlare di trapianti pediatrici

Pupazzi donano i propri arti ad altri peluche. È Second Life Toys, progetto giapponese per sensibilizzare sul tema dei trapianti pediatrici. Ecco i loro “pazienti” adorabili, kawaii!

Pupazzi rotti che vengono aggiustati usando parti donate da altri peluche, in modo da ricreare dei perfetti compagni di gioco. È questa l’iniziativa di Second Life Toys che ha l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica su un argomento di cui raramente si parla, quello dei trapianti pediatrici. L’organizzazione giapponese ha avuto un’idea geniale e intuitiva per spiegare il problema attraverso ciò che i bambini amano di più: i giocattoli, e aumentare così la consapevolezza su questo tema importantissimo.

Le sfide dei (veri) trapianti di organi

I trapianti di organi non sono solo ardui per l’alto livello tecnico richiesto ai chirurghi, ma implicano un processo complicatissimo di ricerca dei volontari disposti a donare parte di sé per salvare un’altra persona. Questa situazione è particolarmente vera in Giappone dove, su una lista di 14mila pazienti in attesa, solo 300 all’anno riescono a ricevere una donazione che gli salverà la vita.

bear second life toys
© Second Life Toys

Il problema che affrontano i bambini

Un tema ancora più delicato, di cui però si parla poco, è quello della donazione di organi in favore dei bambini. Non sempre infatti è possibile usare organi di adulti per un corpo ancora in fase di sviluppo e l’unica opzione è quella di trovare altri bambini (supportando le loro famiglie) che siano disposti ad aiutare i piccoli pazienti malati.

Se trovare donatori è difficile di per sé, lo è ancor di più in tenera età perché i genitori o i tutori di bambini sani non sempre sono disposti a lasciare che si prendano organi da un corpo ancora in crescita. Il bambino o la bambina potenziali donatori potrebbero persino non capire cosa gli viene chiesto, complicando ulteriormente una situazione già difficile.

Cos’è Second Life Toys

Un altro problema, dunque, è la conoscenza e la consapevolezza. La buona notizia è che Second Life Toys lavora proprio su questo: chiunque può partecipare alla campagna donando non organi, ma vecchi pupazzi.

Chi aderisce può mandare un peluche “donatore” o uno che ha bisogno di essere aggiustato. Prima, però, è necessario inviare una foto all’organizzazione per far sì che questa ne verifichi lo stato. In questo modo Second Life Toys potrà trovare il giusto donatore evitando così che il ricevente “rigetti” il nuovo organo. Dopodiché il pupazzo può essere mandato a un indirizzo specifico in Giappone per essere aggiustato o usato per sistemare un compagno. La storia si conclude con una lettera di ringraziamento inviata al donatore dai “genitori” del peluche ormai guarito.

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