Seeds of time, il documentario sui semi da salvare

Il 22 maggio esce nei cinema e online Seeds of time. Un documentario che racconta l’epopea dei semi, merce sempre più rara sulla Terra.

Avete mai sentito parlare dello Svalbard global seed vault? È il deposito nelle isole Svalbard, in Norvegia, dove sono custoditi quasi un milione di semi provenienti da tutto il mondo per proteggerli da eventuali catastrofi o calamità, più o meno naturali. Fino al 2012 questo luogo, la banca dei semi più importante della Terra, era guidato da Cary Fowler, ora consulente esperto del Global crop diversity trust, la fondazione che, insieme al governo di Oslo, gestisce il deposito.

 

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In occasione della Giornata internazionale della biodiversità che si celebra il 22 maggio, esce nei cinema di tutto il mondo e online il documentario Seeds of time, i semi del tempo, diretto da Sandy Mcleod. Fowler è il protagonista di questa storia che cerca di far capire allo spettatore come il futuro dell’agricoltura e di tutti noi sia in pericolo a causa dei cambiamenti climatici e delle monocolture sempre più diffuse e imposte dalle multinazionali che stanno ammazzando la biodiversità agricola, riducendo le specie a una manciata di varietà.

 

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Resta poco tempo per proteggere il cibo e le generazioni future. Resta poco tempo per evitare che la scarsità di cibo provochi sommosse popolari e ulteriori carestie. Resta poco tempo per salvare le famiglie di agricoltori, le comunità indigene, come quelle del Perù, alle prese con oltre 1.500 varietà di patate che rischiano di estinguersi. Una storia e un viaggio che Fowler ha deciso di raccontare per provare a salvare la risorsa senza il quale non ci sarebbe vita: i semi.

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