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Sicurezza alimentare: in Italia tanti controlli per tanti rischi

Il sistema europeo di allerta rapido RASFF, nel 2013, ha ricevuto oltre 3.000 notifiche. Di queste, 534 riguardano l’Italia, primo Paese per numero di segnalazioni inviate.

Contaminazioni da Salmonella, Escherichia coli e Listeria, residui di pesticidi e fitofarmaci, sostanze allergeniche non dichiarate in etichetta: sono questi i principali rischi notificati dal sistema europeo di allerta rapido per alimenti e mangimi (Rasff) che consente di segnalare in tempo reale i rischi per la salute pubblica connessi ad alimenti, mangimi e materiali a contatto per adottare tempestivamente le opportune misure di salvaguardia e comunicarle a tutti i membri del network.

Nel 2013 le notifiche trasmesse sono state in tutto 3.136, come evidenziato dalla Relazione sul sistema di allerta comunitario pubblicata dal ministero della Salute. Hanno riguardato in 2.649 casi l’alimentazione umana, in 262 l’alimentazione animale e in 225 la migrazione di materiali destinati al contatto con gli alimenti. Nel 2012 le notifiche trasmesse attraverso il Rasff sono state 3.434, mentre nel 2011 sono state 3.721. Si evidenzia, quindi, una diminuzione del 8,7 per cento rispetto al precedente anno, mentre la diminuzione tra il 2012 e il 2011 è risultata essere pari al 7,7 per cento.

Oltre ai controlli ufficiali svolti sul mercato, il 4 per cento delle notifiche è stato attivato a seguito di lamentele dei consumatori, il 13 per cento ha riguardato le verifiche in autocontrollo delle aziende, mentre l’1 per cento è risultato collegato a intossicazioni alimentari. Dalla relazione emerge che la contaminazione da Salmonella è comune in molti tipi di alimenti, soprattutto nel pollame e nei mangimi; un significativo aumento è stato rilevato anche in erbe e spezie.

La Listeria è stata segnalata principalmente nel salmone affumicato, ma le notifiche riguardano anche latticini, carne escluso pollame e i piatti pronti. I contaminanti chimici più notificati sono i fitofarmaci usati in agricoltura seguiti dalle micotossine e da migrazioni di materiali destinati a venire a contatto con gli alimenti. Molte anche le segnalazioni di sostanze allergeniche non dichiarate in etichetta. Per quanto riguarda gli alimenti, le irregolarità riguardanti i prodotti della pesca e la frutta secca è risultato in diminuzione rispetto agli anni precedenti, mentre risultano stazionarie le notifiche per frutta e vegetali. Un aumento consistente di irregolarità ha riguardato, invece, i prodotti della carne (escluso pollame).

Italia

È il primo Paese membro per numero di segnalazioni inviate, con un totale di 534 notifiche (pari al 17%) il che dimostra una intensa attività di controllo sul territorio nazionale; al secondo e terzo posto si trovano Regno Unito (332) e Germania (330). Nell’attività di controllo svolta in ambito nazionale sono pervenute 145 segnalazioni da parte degli assessorati alla sanità, Asl e Comando Carabinieri per la tutela della Salute. Lo scorso anno erano state 169. Gli uffici periferici del ministero della Salute hanno, invece, notificato 387 irregolarità (348 nel 2012). I restanti allarmi sono state attivati attraverso segnalazioni pervenuti dall’Autorità giudiziaria e dal ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Non sono pervenute notifiche da alcune regioni: Abruzzo, Basilicata, Molise e Valle D’Aosta. Per quanto riguarda l’origine, i prodotti nazionali risultati irregolari sono stati 97 (106 nel 2012). Sul fronte delle segnalazioni riguardanti i prodotti nazionali, si evidenzia che 58 di queste sono state trasmesse da altri stati membri, mentre le restanti sono pervenute attraverso la vigilanza nazionale.

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