Cosa ci lascia Soul, il nuovo film Pixar che celebra la vita al ritmo del jazz

Tra realtà e immaginazione, il nuovo visionario film Pixar, Soul si interroga sul senso della vita con una storia emozionante, sorprendente e attuale.

Il grande mistero della vita e il senso dell’esistenza. Le eterne domande sull’origine e sul destino di tutti noi. Cercando di indagare temi di questa portata, Soul, nuovo lungometraggio animato di Disney Pixar animation studios punta decisamente in alto.

Dedicato a “tutti i mentori  della nostra vita”, Soul è il primo film Pixar a scegliere un afroamericano come protagonista della storia. Si tratta di Joe Gardner, insegnante di musica che sogna una carriera da pianista jazz e che si trova a un passo dalla morte proprio quando l’occasione di una vita gli si presenta davanti. Qui inizia la sua avventura in bilico tra i due (anzi tre e persino quattro) mondi, con una trama fitta (a tratti un po’ cervellotica) di accadimenti, tra momenti poetici, divertenti e anche slapstick (per il divertimento dei più piccoli) e trovate visive e narrative straordinarie. Tra cui quella di trasformare lo stesso Joe, uomo incompiuto e irrealizzato, nel mentore di una giovane anima irrequieta.

Il risultato è un film insieme realistico, fantastico, filosofico e persino metafisico, con cui lo studio americano, si spinge, ancora una volta oltre i limiti dell’immaginazione. Pur non toccando i vertici di perfezione visti in capolavori come Inside out e Coco, Soul ci regala altri personaggi memorabili (come il contabile di anime Terry), trovate grafiche sorprendenti, divertimento per tutta la famiglia e tanti momenti poetici e densi di emozioni. Nonchè messaggi universali e perfettamente calzanti per il periodo storico che stiamo attraversando.

Magie a cui lo studio americano ci ha abituati da tempo, con storie in cui arte, narrazione e tecnologia vanno felicemente a braccetto. Alla guida di Soul, d’altra parte, c’è una garanzia: Pete Docter, regista vincitore del premio Oscar® di Monsters & co., Up e Inside out nonché chief creative officer di Pixar animation studios.

Tutto ha avuto inizio con mio figlio, che ora ha 23 anni: nell’istante in cui è nato, aveva già una personalità. Da dove era arrivata? Credevo che la personalità si sviluppasse attraverso l’interazione con il mondo. Eppure era piuttosto chiaro che tutti noi nasciamo con una percezione unica e specifica di ciò che siamo.

– Pete Docter, regista

Soul, la trama del film

Joe Gardner (doppiato in originale da Jamie Foxx e in italiano da Neri Marcorè) è un uomo single di mezza età, vive nel Queens, a New York, e insegna musica part time alle medie. Il suo grande sogno però è fare il pianista jazz di professione. Una passione coltivata ossessivamente fin da piccolo. La sua monotona esistenza viene improvvisamente scossa quando, un giorno, gli si presenta l’occasione di una vita: esibirsi nel quartetto della celebre musicista jazz Dorothea Williams. Ma la beffa è in agguato e Joe cade in un tombino, trovandosi catapultato in un’altra dimensione, su un lungo tapis roulant che lo condurrà nell’Altro Mondo. Determinato a non morire, proprio quando era a un passo dal realizzare il suo sogno, Joe scappa, finendo per sbaglio nell’Ante-Mondo, dove si trovano tutte le anime prima della nascita.

Soul, l'Ante Mondo
In Soul Pete Docter ha usato per la prima volta il formato wide screen 2.39, perfetto per rendere al meglio le ampie distese dell’Ante-Mondo © 2019 Disney/Pixar

A guidarle e gestirle ci sono dei solerti consulenti (quasi) onniscienti che assegnano a ciascuna di loro una personalità, degli interessi e delle manie, aiutandole a trovare quella “scintilla” necessaria a essere promosse e andare sulla Terra. Qui Joe incontra 22 (doppiato in originale da Tina Fey e in italiano da Paola Cortellesi), un’anima ribelle che, da secoli, fa di tutto per non nascere, convinta dell’inutilità e dell’insensatezza della vita. Destino vuole che al protagonista tocchi l’ingrato compito (in cui anche Gandhi, Madre Teresa e tutti i più grandi hanno finora fallito), di farle da mentore, per aiutarla ad ottenere il pass necessario per lasciare finalmente l’Ante-Mondo. Qui inizia l’avventura di queste due anime, apparentemente male assortite, che invece finiranno per aiutarsi vicendevolmente, affrontando un viaggio che li cambierà per sempre.

Soul, un regalo di Natale (con polemiche)

Scelto come film di apertura della 15esima Festa del cinema di Roma, lo scorso ottobre, Soul non è mai approdato nelle sale, chiuse a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia, ma è stato distribuito sulla sua piattaforma streaming Disney+ dal 25 dicembre.
Un vero e proprio regalo di Natale, che lo studio americano ha deciso di offrire (senza costi aggiuntivi) ai suoi abbonati, suscitando reazioni contrastanti. Se da una parte il pubblico ha apprezzato il gesto, dall’altra gli esercenti delle sale cinematografiche hanno espresso tutto il loro dissenso, convinti che un titolo così avrebbe potuto rappresentare una cartuccia importante da sparare nel momento in cui i cinema potranno finalmente riaprire.

Siamo entusiasti di condividere la spettacolare e commovente Soul di Pixar con il pubblico direttamente su Disney+ a dicembre. Un nuovo film Pixar originale è sempre un’occasione speciale e questa storia davvero commovente e divertente sulla connessione umana e sulla ricerca del proprio posto nel mondo sarà un piacere da godersi insieme per le famiglie durante le festività natalizie.

– Bob Chapek, Ad The Walt Disney Company

Soul Joe Gardner
Per rappresentare esibizioni realistiche e autentiche i filmmaker hanno ingaggiato musicisti professionisti e ripreso le loro mani durante le performance © 2019 Disney/Pixar

Cose dell’altro mondo

Presente alla Disney Pixar dal 1990, prima come animatore, poi come sceneggiatore, regista, poi come produttore esecutivo e direttore creativo, Pete Docter (regista e sceneggiatore di Soul) ha inanellato un successo dopo l’altro, grazie a un’immaginazione e a un talento straordinari. Sua la firma (a vario titolo) su capolavori come Monsters & Co., Up, Inside Out, Wall•e e Brave – Ribelle, con otto nomination agli Academy Award®, e due premi Oscar vinti (per Up e Inside out).

In Soul, Docter, insieme al co-regista Kemp Powers, torna a fare ciò che gli riesce meglio: creare nuovi mondi, “spingendo l’animazione oltre i limiti del possibile”, come riconosciuto anche dal produttore esecutivo del film Dan Scanlon.

Una capacità dimostrata fin dai tempi di Monster & co., dove aprendo le infinite porte dell’immaginazione, Docter e la sua squadra ci avevano offerto una visione indimenticabile ed esilarante dei mostri che popolano sogni e incubi di tutti i bambini. Quella stessa fantasia, così fervida, ci aveva poi condotti a esplorare luoghi esotici e fantastici e, in fin dei conti, anche i nostri sentimenti, in Up, viaggiando a bordo di una casa sollevata in volo da tantissimi palloncini colorati. Un’immagine diventata un po’ anche il simbolo della fantasia stessa. Il passo successivo è stato spingere la fantasia oltre un altro confine: quello della nostra mente. Era la volta di Inside out,  dove le nostre emozioni assumevano una personalità. E così, dopo aver dato un volto a Gioia, Rabbia, Paura e compagne, Pete Docter e la Pixar non potevano che alzare ancora l’asticella, dando forma anche all’anima umana.

Con questa idea visionaria dalla “penna” di Docter sono usciti l’Altro-Mondo, l’Ante-Mondo e il Piano Astrale immaginati per Soul. Luoghi eterei e cosmici, dove collocare le anime prima e dopo la vita sulla Terra. Sfide impegnative, affrontate con l’approccio laico e zen che contraddistingue tutta la produzione Pixar e che punta su messaggi universali e politicamente corretti.

Soul
Joe e 22 nel Salone del Tutto dell’Ante Mondo, che ospita una collezione di tutto ciò che si trova sulla Terra, ideato per ispirare le nuove anime che sono alla ricerca della loro scintilla © 2019 Disney/Pixar

Due film in uno

Si potrebbe dire che in Soul convivano due film in uno. Il primo ancorato alla realtà e ambientato in una New York incredibilmente realistica. Il secondo immaginifico e fantastico, ambientato nell’Ante-Mondo e realizzato con un graphic design molto originale, che porta in scena creature bidimensionali, tridimensionali, sinuose e spigolose. I personaggi filiformi di Jerry e Terry hanno ricordato a tutti la celebre Linea del fumettista e animatore italiano Osvaldo Cavandoli.

Figure che coi loro volti stilizzati e monodimensionali ci hanno ricordato anche i celebri ritratti cubisti di Pablo Picasso con immagini in cui l’arte incontra la tecnologia 3D più evoluta. Tanto che per realizzare queste animazioni innovative, i tecnici hanno dovuto integrare nuovi comandi ai loro programmi. Il risultato è la sensazione di vedere qualcosa di nuovo e suggestivo, seppur con i richiami e le ispirazioni citate. Tra queste i creativi elencano anche altre due influenze profondamente diverse: le opere dell’artista e fumettista satirico inglese Ronald Searle e l’animazione del classico Disney del 1961 La Carica dei 101.

Soul, l'Altro Mondo
Il personaggio di Terry, contabile delle anime, che approdano nell’Altro Mondo, è uno dei più spassosi e geniali del film © 2019 Disney/Pixar

Il jazz come metafora della vita

La musica ha sempre avuto un ruolo importante nei film Pixar (in Coco su tutti ), ma in Soul diventa parte fondamentale della narrazione e addirittura metafora del film stesso. La musica, ma più in particolare il jazz. Il tratto distintivo di questo genere, profondamente legato al contesto americano, si basa infatti sulla capacità di improvvisare e di saper cogliere stimoli e ispirazioni, facendo tesoro anche delle “note stonate”. Un approccio che rispecchia bene il messaggio che Soul vuole comunicare: ovvero quello di saper cogliere la vita per quello che è, improvvisando e godendosi il “viaggio”.

Una sfumatura che i filmmaker hanno catturato, ascoltando alcuni aneddoti raccontati dal leggendario jazzista Herbie Hancock, che riguardavano la sua esperienza con Miles Davis, capace di valorizzare gli errori di esecuzioni dei suoi musicisti, senza scandalizzarsene.

Da lì la scelta che il protagonista di Soul sarebbe stato un musicista jazz, afroamericano e newyorkese. Senza contare che la parola soul si sposava perfettamente con il doppio richiamo al tema dell’anima e della musica.

E così, con la risaputa passione e cura per i dettagli che contraddistingue la Pixar, gli autori hanno visitato diversi jazz club e ingaggiato professionisti per riprodurre tutto (dai locali alle immagini delle dita sui tasti del pianoforte) in modo più fedele e autentico possibile anche sullo schermo. Location ideale per la storia non poteva, dunque, che essere la frenetica e jazz-centrica città di New York.

Non ci interessava soltanto la musica. Eravamo interessati al dinamismo di quel mondo. Soul è una storia sul senso della vita e sui legami che creiamo gli uni con gli altri. A New York le persone si scontrano letteralmente l’una contro l’altra. La diversità è visibile ed evidente in ogni singola strada. Non c’è nessun posto come questa città.

– Kemp Powers, co-regista di Soul

Soul, Dorothea Williams
La grande occasione di Joe arriva quando Dorothea Williams, sassofonista jazz di fama, gli offre di esibirsi nel suo quartetto © 2019 Disney/Pixar

Il segreto della vita è… vivere

Qualcuno ha definito Soul un film per adulti, utile agli educatori, con la sua ambizione di “spiegare” e dare forma a ciò che non lo ha, come l’anima e i mondi ultraterreni, perdendo così di vista la forza narrativa che le storie hanno già in sè in modo intrinseco. Ma, seppur con qualche imperfezione forse, Soul conserva innegabilmente il grande merito, tipico della Pixar,  di riuscire a realizzare film di altissimo livello, capaci di intrattenere un pubblico vastissimo ed eterogeneo.  Ciò che rende capolavori questi film è anche la loro capacità di essere attuali e parlare della società, raccontandola con l’aiuto di mondi immaginari.

Non è un caso se Soul propone il primo protagonista afroamericano in un film Pixar, nell’anno di Black lives matter. E non è un caso se in un momento in cui tutto il mondo lotta contro la pandemia di Covid-19 Soul arrivi nelle case a celebrare il senso della vita e la gioia di vivere, individuandola nella capacità stessa di vivere davvero e di godere delle cose essenziali, oltre ogni frenesia e ambizione.

Soul, Joe e Mister Muffola
Protagonista accanto a Joe sarà anche il gatto da terapia Mister Muffola, al centro delle scene più buffe del film © 2019 Disney/Pixar

Se è vero che inseguire insistentemente il proprio sogno (come fa Joe e gran parte dei protagonisti della filmografia americana) è importante, e che avere uno scopo preciso e una grande passione può rendere avvincente la nostra vita, è anche vero che per essere felici basta molto meno. E che, anzi, concentrarsi unicamente su qualcosa in modo ossessivo, rischia di allontanarci dalla vita stessa, trasformandoci in quelle “anime perdute” che il film colloca in un metafisico Piano Astrale. Un non luogo in cui, ipnotizzati da un’ambizione, le anime vagano tristi e solitarie, perdendosi tutte quelle piccole cose che riempiono la vita di calore e sorrisi.

Basta una sola scena in Soul per raccontare tutto questo. Ed è proprio quella che ricorderemo tutti, con un sorriso, anche dopo i titoli di coda.

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