Expo 2015

Stop al pesce che arriva dallo Sri Lanka: è da pesca illegale

Per contrastare la pesca illegale, la Commissione europea ha proposto di vietare le importazioni di pesce dallo Sri Lanka, paese che non si è ancora impegnato per risolvere questo problema.

Belize, Figi, Panama, Togo e Vanuatu, destinatari nel 2012 di un avvertimento della Commissione europea insieme allo Sri Lanka, ce l’hanno fatta: hanno affrontato il problema e adottato misure contro la pesca illegale. Il Belize, dunque, verrà rimosso dall’elenco dei Paesi terzi non cooperanti nella lotta contro la pesca vietata e cesseranno le misure commerciali adottate nei suoi confronti a marzo 2014. Le altre quattro nazioni sono riuscite a non essere inserite nella “lista rossa” dei Paesi non autorizzati a vendere pesce all’Unione Europea, il più grande importatore al mondo di questo alimento.

 

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Foto © window2nature.wordpress.com

 

Il caso dello Sri Lanka, invece, non è risolto. Ora la Commissione europea, dopo quattro anni di dialogo con il Paese da cui non è emersa la volontà di contrastare la pesca illegale, ha proposto uno stop all’importazione dei prodotti ittici provenienti dalla nazione, per stimolare la messa in atto di un’azione risolutiva della questione.
Secondo la valutazione della Commissione, lo Sri Lanka non avrebbe affrontato adeguatamente le carenze nel sistema di controllo della pesca individuate a novembre 2012.
In pratica, non sarebbero state applicate in modo efficace le misure di controllo, né stabilite sanzioni con funzione deterrente per le flotte di alto mare. Infine le norme internazionali e regionali nel settore ittico non sarebbero state ottemperate.

 

Il divieto proposto dalla Commissione sarà discusso dagli Stati membri entro la fine dell’anno e, in caso di accordo, entrerà in vigore a partire da metà gennaio 2015, tre mesi dopo la pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Nella stessa occasione gli Stati firmeranno la revoca del divieto nei confronti del Belize e delle avvertenze per Figi, Panama, Togo e Vanuatu.

 

“La nostra politica di cooperazione risoluta sta dando i suoi frutti. A cinque paesi oggi va il nostro plauso per aver preso sul serio il problema della pesca illegale. Sfortunatamente, non si può dire lo stesso per lo Sri Lanka. Auspico che il nostro messaggio odierno rappresenti un campanello d’allarme per questo Paese”, ha dichiarato Maria Damanaki, Commissaria europea per gli Affari marittimi e la pesca.

 

Lo Sri Lanka è uno dei più grandi esportatori verso l’Unione europea di prodotti della pesca di alto valore come il pesce spada e il tonno. Le importazioni dell’Ue nel 2013 ammontavano a 7.400 tonnellate di pesce per un valore di 74 milioni di euro, secondo la Commissione.

 

Il valore del pesce catturato illegalmente nel mondo arriva fino a 10 miliardi di euro l’anno, sempre secondo la Commissione.

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