La storia della lupa Alberta, ibrido condannato alla cattività

Una petizione chiede che la lupa Alberta venga sottratta alla sua prigionia e trasferita in un habitat adeguato alle sue esigenze etologiche.

“Non è cane, non è lupo, sa solo quello che non è”, e quindi deve stare in gabbia. Parliamo della lupa Alberta (e non di Balto, protagonista dell’omonimo film di animazione), esemplare di lupo ibrido rinchiuso nel canile di Isernia.

 

Ibrido lupo cane
Esemplare di ibrido tra lupo e cane

 

Chi è Alberta

Alberta, così battezzata in onore di Alberta Antenucci, l’animalista che ne ha preso a cuore il destino, è una femmina di circa un anno e mezzo di ibrido tra lupo e cane. L’animale vive dentro ad un angusto box nel canile molisano fin da quando era cucciola.

 

Limbo

Per via della sua natura meticcia Alberta vive in una sorta di limbo, non può essere adottata ma neppure reintrodotta in natura (sebbene sia stata sterilizzata, quindi non si correrebbe il rischio che possa contaminare la purezza genetica del lupo) perché vive in cattività da troppo tempo e questo pregiudicherebbe le sue possibilità di sopravvivenza allo stato selvaggio.

 

Lupo rinchiuso in gabbia
I lupi hanno esigenze etologiche completamente diverse da quelle dei cani e non possono vivere in gabbia (che per inciso non va bene neppure per i cani)

 

La petizione di change.org

Per chiedere che Alberta viva una vita più consona alla sua natura l’associazione NonSoloAnimali ha lanciato una petizione sul portale change.org. “Alberta dovrebbe essere trasferita in un centro di recupero della fauna selvatica specializzato, con personale competente – si legge sul sito. – Chiediamo al ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti che Alberta venga affidata ad una struttura idonea e specializzata che ne consenta un’adeguata gestione e più in generale chiediamo che, nel rispetto del benessere animale, possa essere trovata, anche per il futuro, una soluzione alla gestione degli individui ibridi che potranno eventualmente essere recuperati o catturati”.

 

Lupo grigio
Secondo Rossella Muroni, presidente di Legambiente, andrebbe affidato all’Ispra uno studio approfondito per determinare l’effettivo numero di esemplari ibridi tra lupo e cane (Photo by BSIP/UIG via Getty Images)

 

Affidamento a un’area faunistica

In virtù delle sue necessità etologiche l’animale non può vivere in un canile. Ad Alberta dovrebbe pertanto essere applicata la normativa in materia di fauna selvatica e non quella sugli animali d’affezione, sarebbe dunque opportuno trasferirla in un’area faunistica “che disponga di strutture adeguate, personale tecnico e sanitario formato ed esperienza nella gestione di lupi e ibridi”, ha commentato il Wolf Apennine Center, centro per la gestione del Lupo istituito presso il Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano.

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