Cosa ricordare di questo Super Bowl, a parte il football

Il Super Bowl 2021 ha visto la prima donna arbitro della sua storia e le prime due donne coach, ma sono ancora troppo pochi gli allenatori di colore.

Il Super Bowl è sempre un evento da ricordare. La finale del campionato della National football league (Nfl), la lega professionistica statunitense di football americano, è attesa ogni anno in tutto il mondo da milioni di persone, con l’adrenalina e l’atmosfera di questo evento che attirano anche la curiosità di chi non conosce necessariamente tutte le regole dello sport.

L’edizione del 2021 però non è solo una vetrina per l’eccellenza atletica delle due squadre che si sono affrontate – i Kansas city chiefs e i vincitori Tampa bay buccaneers, detti anche Bucs – ma offre anche una panoramica del punto in cui una manifestazione di questo tipo, con questa visibilità, si trova in termini di diritti e parità di genere.

Sarah Thomas è il primo arbitro donna del Super Bowl

Domenica 7 febbraio, il nome Sarah Thomas è ufficialmente entrato nella storia. La 47enne del Mississippi è diventata la prima donna arbitro nella storia del Super Bowl. Ha ricoperto il ruolo di down judge, ossia ha assegnato le iarde guadagnate o perse dalle due squadre. Infatti lo scopo del gioco è quello di conquistare terreno alla squadra avversaria, in modo da permettere ai propri attaccanti di avere via libera verso la meta.

Prima del 2017, ovvero quando Thomas è diventata un arbitro permanente nel campionato, ci si riferiva a questo ruolo come linesman, letteralmente “l’uomo della linea”, ma da quando si è unita a loro, la Nfl ha deciso di rendere neutrale il genere di questo ruolo cambiandone il nome nell’odierno down judge. “Non conta se qualcuno sia maschio o femmina, conta soltanto il fatto che facciamo qualcosa perché amiamo farla. Senza dover provare di essere all’altezza o volere riconoscenza”, aveva dichiarato Thomas in un’intervista alla Nfl.

Non è la prima volta che Thomas entra nella storia. Nel 2015 era stata la prima donna ad arbitrare le partite della lega a tempo pieno e nel 2019 era diventata la prima donna arbitro in una partita dei playoff.

La sua nomina arriva poco dopo che in Europa la francese Stéphanie Frappart è diventata il primo arbitro donna in una partita di Champions League, precisamente durante lo scontro tra Juventus e Dinamo Kiev.

Sarah Thomas è il primo arbitro donna del Super Bowl
Sarah Thomas è il primo arbitro donna del Super Bowl © Mike Ehrmann/Getty Images

Sono otto le allenatrici nella stagione 2020 dell’Nfl, tra cui la prima afroamericana

La presenza di Sarah Thomas in campo non è stata l’unica femminile. Lori Locust, assistant coach nella formazione della linea difensiva, e Maral Javadifar, assistant coach nella preparazione fisica degli atleti, hanno allenato i Tampa bay buccaneers per mesi accompagnandoli alla vittoria di domenica.

Un lavoro non così scontato se si considera che poco più di cinque anni fa, la Nfl non aveva mai avuto allenatrici donna in nessuna delle sue squadre. In questa stagione però sono state otto, tra cui anche Jennifer King che è diventata la prima donna afroamericana ad allenare a tempo pieno all’interno della lega e la seconda donna a ricoprire la carica di assistant coach (dopo Locust).

La vittoria dei Bucs al Super Bowl non è solo sportiva

Come ha fatto notare la giornalista sportiva Melissa Jacobs sul Guardian, la vittoria dei Tampa bay ha sfatato una volta per tutte il mito che solamente gli uomini bianchi possano allenare le squadre della lega. Non solo per il ruolo determinante che hanno svolto le donne, ma anche per il fatto che i tre allenatori principali della squadra siano di colore – Todd Bowles, coordinatore della difesa, Byron Leftwich, allenatore dell’attacco, e Keith Armstrong, coordinatore degli special team.

I Bucs sono l’unica squadra a essere coordinata da un team di colore, un particolare assurdo se si considera che il 70 per cento dei giocatori dell’Nfl appartengono a minoranze. Inoltre, rimane anche la più variegata in termini di ruoli ricoperti: oltre a Bowles, Leftwich e Armstrong, non si può non citare Harold Godwin, assistente capo allenatore e coordinatore del gioco, le già nominate Locust e Javadifar, Jacqueline Davidson, direttrice della ricerca, e Carly Helfand, assistente allo scouting.

Purtroppo, però, come ha sottolineato anche lo stesso Leftwich “si tratta di una cosa unica, diversa. Questa non è la normalità degli allenatori di tutta l’Nfl”.

I Tampa bay bucaneers hanno vinto il Super Bowl
I Tampa bay bucaneers hanno vinto il Super Bowl © Patrick Smith/Getty Images

Joe Biden sottolinea la mancanza di allenatori di colore nelle altre squadre del Super Bowl

Lo stesso presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha fatto notare questa mancanza nella diversificazione delle altre squadre durante un’intervista mandata in onda nel consueto intervallo. “Dovete uscire e cercarli”, ha affermato rivolgendosi ai reclutatori, “Là fuori ci sono così tanti coach afroamericani che sono qualificati per questi ruoli”.

Perché non si tratta solo di apparenze, ma del messaggio che queste squadre vogliono passare. “Quando ho scelto una donna di colore come mia vicepresidente, non so quante centinaia di migliaia di ragazzine hanno pensato ‘ah, posso farlo anche io’… Tutto questo conta, conta davvero”, ha concluso.

Durante l’intervallo ha parlato anche Amanda Gorman, divenuta celebre per il suo toccante discorso durante l’inaugurazione di Joe Biden. La poetessa ha recitato la sua ultima opera dedicata ai lavoratori essenziali, per la quale si è ispirata a tre persone: l’insegnante Trimaine Davis, l’infermiera  Suzie Dorner in servizio in un reparto di terapia intensiva e il veterano del corpo dei Marine James Martin.

Quest’anno i Bucs hanno trionfato al Super Bowl, ma il loro risultato va ben oltre al semplice successo sportivo. Il loro è l’esempio concreto che il coraggio di affrontare lo status quo può rendere una squadra ancora più grande. E portarla alla vittoria.

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