Diritti animali

Basta sussidi a chi alleva animali per la corrida. Lo chiede il Parlamento europeo

I fondi della Pac (Politica agricola comune) non devono più essere usati per sostenere la corrida. Lo dice un emendamento approvato dal Parlamento europeo.

Chi alleva animali destinati alla corrida non merita il sostegno economico da parte dell’Unione europea. A deciderlo è il Parlamento europeo, nell’ambito dei lavori sulla riforma della Politica agricola comune (Pac) che è stata approvata venerdì 23 ottobre.

L’iter dell’emendamento che taglia i fondi alla corrida

“Il sostegno accoppiato al reddito escluderà proporzionalmente il numero di capi di bestiame la cui destinazione finale è la vendita per attività connesse alla corrida, sia mediante vendita diretta che tramite intermediari”. Recita così l’emendamento all’articolo 31 del pacchetto di riforma della Pac, a cui l’Europarlamento ha dato il via libera con 335 sì e 297 no. Il nuovo testo entrerà in vigore a partire dal 2023.

Non è ancora detta l’ultima parola, però, visto che ora l’intero pacchetto passerà al vaglio del Consiglio dell’Unione europea (l’altro organo legislativo, formato da un rappresentante per ogni Stato membro) e della Commissione. È lecito aspettarsi una reazione di ostilità da parte dei paesi che ancora organizzano la corrida: Spagna in primis, ma anche Francia e Portogallo. In generale il processo di definizione della Pac è molto articolato, considerato che quest’ultima rappresenta il 34,5 per cento del bilancio dell’Unione nel 2020 (cioè 58,12 miliardi di euro).

Parlamento europeo
La sede del Parlamento europeo a Bruxelles © Guillaume Perigois/Unsplash

Gli animalisti tirano un sospiro di sollievo

Pur restando molto critica nei confronti della Pac nel suo insieme, esprime soddisfazione la Lega anti vivisezione (Lav). Proprio la sua unità investigativa, in collaborazione con Animal Guardians e Avatma (Associazione dei veterinari per l’abolizione della tauromachia e del maltrattamento animale), quest’estate ha pubblicato un’inchiesta che si sofferma sulle inutili agonie a cui vengono sottoposti gli animali, e sui rischi sanitari che la pratica comporta per la popolazione.

Il report mette in luce anche il fatto che, in aggiunta ai 571 milioni di euro stanziati dalle autorità spagnole, i finanziamenti dell’Unione europea finora siano stati vitali per gli allevamenti di animali destinati alla corrida. La cifra stimata è di circa 130 milioni di euro, che corrispondono al 31,6 per cento delle loro entrate. Fondi erogati principalmente attraverso la Pac, che vengono poi gestiti e distribuiti dalle comunità autonome. Tutto ciò nonostante il Parlamento europeo si fosse dichiarato contrario già nell’ottobre 2015, con un emendamento al bilancio 2016 che però alla fine era stato stralciato.

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