Australia, il governo non valuta più le principali minacce per le specie a rischio
Il sistema di valutazione delle minacce alla fauna dell’Australia, secondo i conservazionisti, è inadeguato a prevenire l’estinzione delle specie in pericolo.
Il sistema di valutazione delle minacce alla fauna dell’Australia, secondo i conservazionisti, è inadeguato a prevenire l’estinzione delle specie in pericolo.
Il disboscamento delle foreste native le ha rese più vulnerabili alle fiamme. Gli scienziati chiedono che questo aspetto venga considerato prima di riprendere a tagliare alberi.
Non come si riteneva fino ad oggi, bensì leccando l’acqua che scorre sui tronchi degli alberi durante la pioggia.
Dopo che le fiamme hanno devastato il suo habitat, si temeva la specie fosse estinta. I ricercatori hanno però documentato la presenza di diversi esemplari che potrebbero aiutare a scongiurarne la scomparsa.
I primi koala salvati dalle fiamme sono stati reintrodotti in natura e un piccolo marsupiale che si credeva estinto, è sopravvissuto.
Vaste aree della barriera sono state vittima di uno sbiancamento di massa, simile a quelli che tra il 2016 e il 2017 ne distrussero quasi metà.
Dopo 240 giorni di incendi devastanti, nel Nuovo Galles del Sud, in Australia, i boschi non bruciano più. Ora si contano i danni e le vittime.
Il gigante petrolifero Equinor ha ritirato il progetto per trivellare la Grande baia australiana, una delle aree marine più selvagge dell’Australia. Vittoria per le comunità di attivisti e surfisti che però chiedono che venga protetta per sempre.
Le fiamme, secondo una nuova ricerca, avrebbero incenerito più di un quinto delle foreste del Paese. Una percentuale che non ha precedenti.
Il video, girato dalla madre, in cui il bambino piange e afferma di volersi uccidere dopo un episodio di bullismo, ha fatto il giro del mondo.