Dall’Australia agli Stati Uniti, dal Cile al Mozambico, alla Russia e all’Argentina: numerose nazioni combattono condizioni meteo estreme.
Dalla Russia alla Svezia, il mese di gennaio è cominciato con temperature record. Raggiunti i 19 gradi centigradi nei fiordi norvegesi.
Il 2020 è iniziato senza l’inverno nei paesi nordici. Numerose località dei Paesi scandinavi, così come della Russia, hanno registrato temperature estremamente elevate rispetto alla media del periodo. Fino al record assoluto raggiunto a Sunndalsøra – località situata sulle rive del fiordo di Tingvoll, a metà strada tra le città di Ålesund e di Trondheim – dove la colonnina di mercurio arrivata a toccare i 19 gradi centigradi.
The #Scandinavian region has just broken its highest ever winter temperature record this morning 2nd of January! The temperatures of 19(c) Celsius was recorded at #Sunndalsøra, Norway! #severeweather #heatwave pic.twitter.com/4wjEFLnvu9
— WEATHER/ METEO WORLD (@StormchaserUKEU) January 2, 2020
Allo stesso modo, in Svezia le temperature dei primi giorni di gennaio sono risultate di circa 5 gradi superiori alla media del periodo nella porzione meridionale del vasto territorio della nazione europea. Mentre a nord lo scarto ha raggiunto i 10 gradi.
Sverker Hellström, climatologo dell’Istituto meteorologico svedese, ha spiegato all’Afp che “il 2 gennaio, tre stazioni situate nel centro della Svezia hanno rilevato le temperature più elevate mai registrate dal 1971”. Un abitante della zona, raggiunto telefonicamente dalla stessa agenzia di stampa, ha spiegato che “il 7 gennaio 2019 c’erano -36 gradi qui. Mentre in questi giorni siamo a +1. È chiaro che ciò può dipendere dalle condizioni meteorologiche, ma la tendenza è chiara: negli ultimi 15 anni, ed in particolare negli ultimi 10, la durata degli inverni si è ridotta in media di un mese e mezzo”.
— GW & Climate change International Media Newshub (@GNewshub) January 11, 2020
Stessa situazione nel sud della Finlandia, dove le temperature nel corso del mese di dicembre sono state di 4,5 gradi al di sopra della media del periodo, secondo l’Istituto meteorologico locale. E le previsioni indicano che il vero inverno – caratterizzato da un susseguirsi di giornate con temperature negative – non dovrebbe cominciare neppure a gennaio.
Più a nord, nel cuore arcipelago artico norvegese delle Svalbard, si è raggiunto il 109esimo mese consecutivo con temperature superiori normale. E in Russia, ai primi di gennaio, nella città di Murmansk – a pochi chilometri dal mare di Barents, sulla costa settentrionale della penisola di Kola, i termometri indicavano temperature di 6-8 gradi più alte rispetto alla normali medie stagionali. A San Pietroburgo, poi, ad inizio mese si sono toccati i 4 gradi: 12 in più del normale.
Il mese di gennaio è dunque cominciato in continuità con il 2019 e con il decennio appena terminato, caratterizzato da condizioni climatiche del tutto anomale a livello globale. La necessità di agire in modo immediato ed efficace per lottare contro i cambiamenti climatici è sempre più urgente.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Dall’Australia agli Stati Uniti, dal Cile al Mozambico, alla Russia e all’Argentina: numerose nazioni combattono condizioni meteo estreme.
Uno studio conclude che la tempesta Harry che ha colpito il Sud Italia sarebbe stata meno devastante in assenza del riscaldamento globale.
Sicilia, Sardegna e Calabria sono le tre regioni più colpite dalla tempesta Harry. Ingenti i danni, ma non ci sono state vittime.
Facendo seguito a una proposta avanzata in estate, il presidente degli Stati Uniti Trump abrogherà un testo fondamentale: l’Endangerment finding.
Trump ha annunciato l’uscita degli Stati Uniti da 66 organizzazioni internazionali, comprese quelle che si occupano di clima e ambiente.
Un novembre promettente, una prima parte di dicembre negativa, un recupero a Natale. La situazione della neve in Italia resta complessa.
Tra i mesi di ottobre 2024 e settembre 2025 la temperatura media nell’Artico è stata di 1,6 gradi centigradi più alta rispetto al periodo 1991-2020.
Uno studio spiega che, nella fase di “picco”, perderemo tra 2 e 4mila ghiacciai all’anno. Quelli delle Alpi tra i primi a scomparire.
Sulla base di un accordo del 2023, parte degli abitanti delle isole Tuvalu (che saranno sommerse dal Pacifico) potrà rifugiarsi in Australia.
