12 giovani ragazze americane inventano la tenda solare per i senzatetto

Non avevano mai creato nulla, tanto meno una struttura complessa come una tenda solare per i senza tetto che si piega in uno zaino. 12 ragazze californiane ci hanno provato e ci sono riuscite.

Hanno coibentato la struttura, l’hanno dotata di pannelli solari, di alcune luci, di due porte USB, di un sistema di bloccaggio per la sicurezza e di un sistema di sanificazione a raggi UV; ci hanno lavorato per un anno sei giorni alla settimana, trovandosi anche durante i periodi di pausa invernale o primaverile; hanno saldato, cucito, stampato in 3D ed eseguito i test di controllo della qualità: tutte operazioni che mai avevano fatto prima in vita loro. Alla fine, la loro perseveranza ha dato i suoi frutti e 12 ragazze delle scuole superiori dell’istituto San Fernando, a circa 20 miglia a nord-ovest del centro di Los Angeles, in California, sono riuscite a realizzare una tenda a energia solare che si ripiega in uno zaino e serve da riparo ai senzatetto.

Familiarizzare con scienza e tecnologia per cogliere le opportunità della digitalizzazione

Le dodici ragazze coinvolte nel progetto con i loro supervisori fanno parte di un’organizzazione senza scopo di lucro che si chiama “DIY Girls” che lavora per stimolare le giovani donne verso carriere scolastiche e professionali nel settore scientifico, tecnologico, ingegneristico o matematico. Su questi ambiti, indicati con l’acronimo STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematica), si stanno concentrando le attenzioni di imprese, mondo del lavoro, enti di istruzione e formazione etc. per cogliere, attraverso la formazione di competenze adeguate, quelle opportunità che la quarta rivoluzione industriale fondata sulla digitalizzazione porta con sé.

Una tenda solare per i senzatetto della propria città

L’idea del progetto su cui lavorare è venuta alle ragazze perché volevano costruire qualcosa che potesse fare la differenza per le persone. Inizialmente pensavano di realizzare un progetto orientato a combattere l’inquinamento o migliorare la qualità dell’acqua, poi hanno deciso di puntare su qualcosa che potesse aiutare direttamente la loro comunità. L’idea di costruire un riparo sicuro per i senzatetto, in cui poter anche alimentare piccoli elettrodomestici o utilizzare una piccola luce grazie all’energia solare, e soprattutto una “casa” facilmente trasportabile da un’area a un’altra della città, le ha conquistate e così si sono messe al lavoro.

Imparare a risolvere autonomamente tutti i problemi tecnici

Insieme ad alcuni ingegneri che le hanno seguite lungo il percorso di realizzazione del progetto, le ragazze hanno imparato a misurarsi con discipline e attività di cui fino ad allora non avevano mai neppure sentito parlare. Via via che il gruppo ha preso familiarità con i linguaggi scientifici e le tecnologie, ha cominciato a fare tutto da solo. problemi e criticità sono stati risolti in autonomia, partendo dal confronto e ricercando soluzioni come quando, di fronte a un problema con un pannello solare che non funzionava correttamente, sono ricorse anche ai video di YouTube. Le ragazze hanno persino sviluppato un proprio hashtag d’ispirazione: #wegetitdone (lo facciamo!).

Il percorso della scienza: provare e riprovare fino a realizzare il miglior prodotto possibile

Dalla scienza è arrivata anche un’altra lezione, quella della perseveranza: provare e riprovare fino a quando il risultato non soddisfa. Le ragazze hanno costruito due tende, la prima è andata in pezzi non appena è stata sottoposta a un test di resistenza, la seconda è diventata un prodotto resistente e sicuro che oggi ha vinto un finanziamento di 10 mila dollari da parte del Lemelson-MIT Program. E il 16 giugno scorso le dodici ragazze hanno presentato il loro progetto nel corso di una conferenza di giovani inventori.

 

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