Diritti umani

Terre de Femmes: la Terra è delle donne che lottano per la biodiversità

Torna il premio Terre de Femmes promosso da Fondazione Yves Rocher che sostiene esperte, professioniste e appassionate che con il loro lavoro sono impegnate quotidianamente per l’ambiente. Ecco come candidarsi.

Fino al 2011 lavorava nel distretto orafo di Valenza poi, per amore degli animali e della natura, è diventata apicoltrice a Tortona e ha avuto un’idea: posizionare alveari urbani e condurre attraverso le api attività di biomonitoraggio della salubrità dell’aria e dell’eventuale presenza di inquinanti come pesticidi, metalli, idrocarburi. È la storia di Debora Rizzetto che, con il suo progetto “L’ape, sentinella e termometro dell’ambiente”, lo scorso anno ha vinto l’edizione italiana di Terre de Femmes, il premio di Fondazione Yves Rocher, sostenuta dal brand di Cosmétique Végétale Yves Rocher, che celebra le donne impegnate in azioni per la salvaguardia del Pianeta.

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L’apicoltrice Debora Rizzetto vincitrice del premio Terre de Femmes 2018 ©Fondazione Yves Rocher

Terre de Femmes: le vincitrici del 2018

Debora, come prima classificata, ha ricevuto dalla Fondazione 10mila euro da utilizzare, in parte, per sensibilizzare la comunità sulla salvaguardia e tutela dell’ambiente attraverso incontri aperti alla cittadinanza, attività divulgative nelle scuole e presso le amministrazioni pubbliche e, in altra parte, per redarre un manuale con le linee guida per realizzare il progetto in altre città come Milano, Torino, Grosseto, Napoli. La seconda classificata del 2018, Giulia Detomati, si è vista riconoscere 5mila euro per il suo progetto “B Corp Schools” che si occupa di metodologie innovative per formare i “changemakers”, i portatori di cambiamento del futuro, all’interno delle scuole superiori di tutta Italia, mentre alla terza premiata, Chiara Delle Donne, sono stati donati 3mila euro a sostegno di “Orto2 – OrtoQuadrato”, un modello innovativo di agricoltura sociale pensato per contesti urbani ad alto rischio o da riqualificare. E questi sono solo gli esempi nostrani delle 430 donne premiate in 11 paesi in 18 anni di attività di Terre de Femmes, per un totale di 2milioni di euro donati a sostegno di progetti realizzati in 50 paesi.

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Le vincitrici del premio Terre de Femmes 2018 ©Yves Rocher

Candidature aperte

Le candidature per la quarta edizione italiana del premio Terre de Femmes sono già aperte e possono essere inviate fino al 12 settembre (scopri come al sito: www.yves-rocher.it/it/landing-pages/terre-de-femmes). Possono partecipare tutte le donen maggiorenni che svolgono attività senza scopo di lucro volte o che hanno progetti volti alla protezione dell’ambiente e della biodiversità con anche finalità etico/sociali.Una giuria qualificata di esperti si ritroverà poi a ottobre per selezionare i tre progetti migliori a cui andranno 10mila, 5mila e 3mila euro, mentre le vincitrici saranno annunciate a dicembre a Milano durante la cerimonia nazionale del premio. La prima classificata potrà volare a Parigi per concorrere al Gran Premio Terre de Femmes insieme a tutte le prime vincitrici delle nazioni coinvolte e vincere un’ulteriore somma di denaro di 10mila euro. Come lo scorso anno, inoltre, tutte le candidate degli 11 Paesi delle precedenti edizioni, ma anche qualunque donna maggiorenne impegnata in progetti inerenti alla tematica Piante Medicinali: tra modernità e tradizione”, potranno partecipare a “Terre de Femmes International Award” e ottenere 10mila euro per la propria attività. Le candidature saranno aperte dal 15 settembre al 15 novembre 2019.

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Il Gran Premio Terre de Femmes è dedicato quest’anno alle piante medicinali ©Ingimage

Piantiamo per il pianeta: obiettivo 100 milioni di alberi

I progetti delle donne premiate da Terre de Femmes formano una risposta globale a tutte le sfide ambientali del futuro e contribuiscono alla promozione di un modello di sviluppo che protegge la biodiversità incontrando i valori e gli obiettivi della Fondazione creata nel 1991 da Yves Rocher che diceva: “Abbiamo il dovere verso i nostri figli e le generazioni future di lasciare la Terra così come l’abbiamo trovata”. Tra le attività della Fondazione c’è anche il progetto “Piantiamo per il Pianeta”, un’avventura iniziata quando Jacques Rocher incontrò nel 2007 il premio Nobel per la Pace Wangari Maathai, a capo di un movimento contro la desertificazione, e lanciò la sfida di piantare 1 milione di alberi. Fino ad oggi ne sono stati piantati 88 milioni in tutto il mondo grazie ad esperti di riforestazione che lavorano per la Fondazione in 32 paesi. E il nuovo obiettivo è quello di raggiungere i 100 milioni entro il 2020.

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