Cos’è il terrorismo delle chiacchiere per papa Francesco

Il terrorismo delle chiacchiere è una minaccia terribile, una miccia che può accendere focolai di odio. Chi la pensa così e ha pronunciato queste parole ha tutto il diritto di farlo.

Quante volte ci capita di sentire che un episodio negativo vissuto con un collega, qualcosa che ci ha detto un amico, una critica ricevuta da un parente ci fa stare male. Sentiamo il bisogno di risolvere la situazione immediatamente, di chiarirla, ma molto spesso rischiamo di farlo nel modo sbagliato, reagendo con chiacchiere e cattiverie dette con altri su quella persona, per sentirci appagati e, diciamolo, vendicati. Tutto questo, secondo papa Francesco, è il terrorismo delle chiacchiere.

La macchina del fango

Il primo febbraio 2016, per la conclusione dell’Anno della vita consacrata, Jorge Mario Bergoglio ha parlato per oltre un’ora, dialogando, anzi chiacchierando con i presenti sul tema. Ha chiacchierato di quello che nel mondo dell’informazione è stato spesso definito la macchina del fango, ma che tra persone comuni è il pettegolezzo. Il Papa ha detto che “un modo di allontanarsi dai fratelli e dalle sorelle della comunità è proprio questo, il terrorismo delle chiacchiere. Sentite bene: non le chiacchiere, il terrorismo delle chiacchiere”. “Chi chiacchiera è un terrorista – ha aggiunto Francesco – è un terrorista dentro la propria comunità perché butta come una bomba la parola contro questo o quello e poi se ne va tranquillo: chi fa questo distrugge come una bomba e lui si allontana”. Mai parole sono state più chiare sull’argomento, specie perché chi usa questa bomba spesso non si rende conto della potenza dello strumento, né della sua influenza sul posto di lavoro, nella compagnia di amici, in ambito famigliare.

Mordersi la lingua, forte!

Da buona guida quale è, papa Francesco non si è limitato a tirar fuori il problema, ha anche suggerito una soluzione: “Se mi viene da dire qualcosa contro un fratello o una sorella, di buttare una bomba di chiacchiera, mordersi la lingua, forte! Se c’è qualcosa da correggere tu lo dici alla persona: ‘tu hai questo atteggiamento che mi infastidisce o non mi sta bene o non è conveniente’. Lo dici alla persona che può rimediare, che può risolvere il problema, e a nessun altro. Le chiacchiere non servono”.

Sembra facile? Assolutamente no. Il Papa ha una risposta anche su questo perché “la virtù umana più difficile da avere è quella di dominare la lingua”.

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