I gioielli di Imelda Marcos, un’arma contro la corruzione

Il governo delle Filippine mostra le immagini del tesoro di Imelda Marcos in un’insolita campagna contro la corruzione nella politica.

Una tiara ornata di diamanti e pietre preziose vale l’equivalente di una cura per oltre 12mila malati di tubercolosi, mentre allo stesso costo di un girocollo di zaffiri e brillanti su una montatura di oro massiccio, si potrebbero illuminare più di duemila abitazioni in zone remote del paese: per sensibilizzare l’opinione pubblica sui reati di corruzione e abuso di potere il governo delle Filippine ha ideato una campagna davvero insolita. Sui principali quotidiani del paese sono state pubblicate le foto di alcuni reperti del tesoro della famiglia dell’ex dittatore Ferdinand Marcos. Accanto alle immagini dei gioielli appare una legenda che “traduce” il valore dell’oggetto in iniziative di pubblica utilità e servizi ai cittadini.

 

Una storia di eccessi

L’iniziativa della Commissione governativa per la buona governance (Cgbg) – diventata virale sui social network filippini, intitolata Virtual jewelry exhibit, a story of excesses: what could have fueled a nation’s development – punta a ricordare alle nuove generazioni, gli eccessi della famiglia Marcos, costretta a fuggire dal paese in seguito ad una rivoluzione popolare nel 1986. Il governo corrotto e violento dei Marcos, accusato di aver accumulato oltre 10 miliardi di dollari in proprietà, gioielli, danaro e oggetti preziosi, è entrato nella storia nazionale filippina soprattutto grazie all’allora first lady Imelda. Il suo amore per il lusso sfrenato si tradusse in quegli anni, in una collezione di oltre 2700 paia di scarpe, 4000 abiti firmati, centinaia di opere d’arte e gioielli preziosi. Un vero e proprio tesoro – reso leggendario dalla presenza di un rarissimo diamante rosa del valore di 5 milioni di dollari – rinvenuto nel palazzo presidenziale all’indomani della rivoluzione e dichiarato patrimonio universale nel 1998.  

 

 

I Marcos candidati alle elezioni

La campagna della commissione anticipa di qualche settimana le elezioni di maggio, nelle quali tre membri della famiglia Marcos sono candidati per ruoli chiave, che li riporterebbero al centro della scena politica filippina. Ferdinand Marcos Jr., noto come Bongbong, già eletto senatore, è in corsa per la vicepresidenza. Sua sorella è in corsa come governatore e la stessa Imelda Marcos spera di essere rieletta al Congresso. Rispondendo alla campagna online, Ferdinand Marcos ha accusato la commissione di voler “minare” la sua carriera politica.

Imelda Marcos ai funerali di papa Paolo VI © Keystone/Getty Images
Imelda Marcos ai funerali di papa Paolo VI © Keystone/Getty Images

La Farfalla di acciaio accusata di corruzione

Imelda – la Farfalla di acciaio al fianco per più di 25 anni del dittatore che rese le Filippine il paese più corrotto del sudest asiatico – ha dovuto affrontare, dopo la morte di Ferdinand (1989), moltissime cause legali. La maggior parte riguardava l’accusa di corruzione, da lei sempre respinta. “Aprirono i miei armadi in cerca di scheletri – disse in un’intervista – ma, grazie a Dio, tutto quello che trovarono furono gioielli e scarpe. Scarpe bellissime”.

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