Il tifone Mangkhut è in arrivo sulle Filippine, evacuate migliaia di persone

Il tifone Mangkhut sta per attraversare Luzon, l’isola più grande delle Filippine. Le autorità sono al lavoro per mettere al sicuro la popolazione.

La popolazione delle Filippine è in pieno stato di allerta per l’arrivo del tifone Mangkhut, che in questo momento sta attraversando il Pacifico. Il tifone ha un diametro di oltre 885 chilometri e i suoi venti hanno raggiunto una velocità di oltre 270 chilometri orari. Secondo gli esperti, è equivalente a un uragano di categoria 5.

Secondo Brandon Miller, meteorologo della CNN, il tifone Mangkhut (che localmente viene chiamato Ompong) è “più grande, più forte e più dannoso” rispetto all’uragano Florence, che in queste ore si sta abbattendo sulla Carolina del Nord. “Qualsiasi territorio che ne sarà attraversato direttamente subirà un impatto più significativo e distruttivo”. Resta il fatto, continua, che nella East Coast americana ci sia una densità di popolazione e di infrastrutture molto più alta.

Il percorso del tifone Mangkhut

Nella giornata di ieri – riporta il New York Times, che sta seguendo il fenomeno in tempo reale – il tifone Mangkhut ha attraversato l’isola di Guam, abbattendo alberi e tralicci della corrente e lasciando al buio l’80 per cento degli edifici. Nell’arco di meno di 24 ore dovrebbe abbattersi su Luzon, l’isola più grande e popolosa dell’arcipelago, che ospita la capitale Manila. Nella zona interessata abitano circa quattro milioni di persone.

Dopo le Filippine, si prevede che il tifone arrivi nella giornata di domenica a Hong Kong (dove non si assisteva a un fenomeno atmosferico così violento da circa sessant’anni), per poi coinvolgere nella mattinata di lunedì le province meridionali della Cina (Guangdong, Guangxi e Hainan). In questi territori i residenti sono già stati invitati dalle autorità a prendere le dovute precauzioni e tenersi informati il più possibile sugli avanzamenti. Nelle scorse ore la Cina è stata attraversata anche dal tifone Barijat, molto più piccolo rispetto a Mangkhut, e già 12mila persone sono state evacuate.

Nelle Filippine si cerca di mettere al sicuro la popolazione

Nelle Filippine le scuole sono state chiuse, case e aziende hanno sbarrato le finestre e le forze militari sono state messe in allerta. Su ordine del presidente Rodrigo Duterte, nelle zone che verranno coinvolte più direttamente sono state predisposte scorte d’emergenza di viveri, attrezzatura e medicine.

Migliaia di persone – soprattutto bambini e anziani – sono state evacuate dalle loro case e si sono rifugiate nei punti di raccolta, situati soprattutto nelle scuole. Anche gli aeroporti sono stati chiusi e si stima che siano circa 4.800 i passeggeri bloccati nei porti. Sono già stati schierati centinaia di bulldozer per far fronte all’eventualità di frane. Duterte ha già avvertito del fatto che il settore agricolo del paese potrebbe risultare pesantemente compromesso, visto che proprio in questo periodo inizia il raccolto di riso e mais. Gli agricoltori della regione si stanno affrettando per raccoglierne il più possibile prima del passaggio del tifone.

filippine, eventi climatici estremi
Negli ultimi anni le Filippine sono state flagellate da numerosi eventi climatici estremi © Jes Aznar/Getty Images

 Il terribile precedente di Haiyan

La memoria non può non tornare al 2013, quando il tifone Haiyan – che secondo gli esperti aveva una potenza paragonabile a quella di Mangkhut – attraversò le Filippine, causando oltre 6mila morti. Noto ai locali come tifone Yolanda, Haiyan aveva colpito oltre un milione di case, distruggendone più di 551mila. All’epoca era stato coinvolto l’arcipelago delle Visayas, più densamente popolata rispetto alla parte settentrionale delle Filippine.

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La zona nord dell’isola di Luzon era stata devastata anche nel 2016 dal tifone Haima (conosciuto localmente con il nome di Layin), che – secondo la CNN – aveva distrutto 14mila abitazioni e ne aveva danneggiate circa 50mila.

Foto in apertura © TED ALJIBE/AFP/Getty Images

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