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Il progetto Safe Water in Uganda, anche grazie a Cassa Depositi e Prestiti, serve oggi 187mila persone e aiuta a tutelare le foreste.
In Uganda orientale l’accesso all’acqua può cambiare il destino di una comunità. È da questa consapevolezza che nasce Safe Water in Uganda, un progetto avviato il 1° dicembre 2021 per portare acqua potabile nelle aree rurali più vulnerabili del Sud-Est del Paese.
Qui l’81 per cento della popolazione fatica a reperire fonti idriche sicure, il che comporta lunghe camminate per procurarsi l’acqua ogni giorno. Oltre il 32 per cento degli ugandesi impiega più di 30 minuti per raggiungere una fonte potabile e nel 70 per cento dei casi sono donne e ragazze a farsene carico. Tempo sottratto alla scuola, al lavoro, alla possibilità di costruire autonomia economica.
L’obiettivo di Safe Water in Uganda è ridurre la distanza tra le persone e l’acqua. Il progetto, sviluppato da Net Zero insieme al partner locale ISAR e certificato Gold Standard (GS12015), ha visto la realizzazione di 61 nuovi pozzi in undici distretti vulnerabili, tra cui Bugweri, Kamuli, Jinja, Mayuge, Luuka e Pallisa.
I pozzi, perforati manualmente o in profondità e dotati di pompe India Mark II, utilizzano tecnologie a zero emissioni. L’acqua erogata è potabile e non necessita di bollitura: un dettaglio da non trascurare, visto che oggi molte famiglie sono costrette a utilizzare legna o carbone per rendere l’acqua sicura, alimentando deforestazione, emissioni climalteranti e inquinamento domestico. Eliminare questo passaggio significa alleggerire la pressione sugli ecosistemi e sulle economie familiari.
Ogni struttura oggi può servire fino a 1.200 persone, per un totale stimato di quasi 73mila beneficiari diretti, all’interno di un bacino potenziale di oltre 187mila residenti. L’accesso ad acqua sicura contribuisce inoltre a ridurre la diffusione di malattie idrotrasmesse, in particolare infezioni intestinali che colpiscono soprattutto i bambini, e migliora le condizioni igienico-sanitarie complessive delle comunità.
Il progetto è accompagnato da campagne di sensibilizzazione sull’igiene e si fonda su un modello di sostenibilità nel lungo periodo: i proventi dei crediti di carbonio generati vengono reinvestiti localmente per garantire manutenzione e continuità delle infrastrutture.
Cassa Depositi e Prestiti (CDP) attraverso l’adesione al programma Climate Action di LifeGate sostiene Safe Water Uganda. Grazie a questa iniziativa, CDP ha compensato le emissioni di scope 1 e scope 2 e di scope 3 relative ai viaggi di lavoro generate nel 2024, annullando 1.586 crediti di carbonio certificati GS 12015.
Il progetto di Safe Water in Uganda si inserisce in un percorso di collaborazione tra CDP e LifeGate avviato lo scorso anno, con il supporto al progetto GS Burn Stoves in Kenya per compensare le emissioni di CDP del 2023.
Tale percorso è coerente con la strategia di CDP e in particolare con gli impegni del Piano ESG 2025-27, che mirano a promuovere la transizione verde e giusta, attraverso una pluralità di iniziative, quali ad esempio il sostegno ad azioni per il clima tramite risorse dedicate (per un impegno complessivo di 4 €/mld in arco Piano) e l’Impact Award, promosso da POLIMI Graduate School of Management, insieme al Politecnico di Bari e al centro di ricerca Tiresia, che valorizza imprese, Pubbliche Amministrazioni e PMI capaci di generare benefici per i territori.
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