A Strasburgo approvata una risoluzione che adeguerebbe la definizione di violenza sessuale a quella della Convenzione di Istanbul. L’Italia a che punto è?
Da sempre, ma a maggior ragione più in un’epoca di crisi e di disoccupazione, c’è molta attenzione riguardo ai compensi dei top manager. Ebbene, in un prossimo futuro oltre all’attenzione gli azionisti di una società potranno avere anche voce. L’Unione europea (Ue) ha proposto la revisione di una direttiva (direttiva 2007/36/CE), che potrebbe ampliare
Da sempre, ma a maggior ragione più in un’epoca di crisi e di disoccupazione, c’è molta attenzione riguardo ai compensi dei top manager. Ebbene, in un prossimo futuro oltre all’attenzione gli azionisti di una società potranno avere anche voce.
L’Unione europea (Ue) ha proposto la revisione di una direttiva (direttiva 2007/36/CE), che potrebbe ampliare i diritti degli azionisti e accordare loro anche il cosiddetto “say on pay”, cioè dire la propria in fatto di remunerazioni. Per la prima volta a livello europeo, si introdurrebbe il voto (anche se non vincolante) degli azionisti sulle retribuzioni. Le proposte obbligherebbero le società a pubblicare informazioni trasparenti, comparabili ed esaurienti sulle loro politiche retributive e sulle relative modalità di attuazione.
In base alla proposta di revisione, gli investitori istituzionali e ai gestori di patrimoni avrebbero obblighi di trasparenza più rigorosi in materia di politiche di investimento e di impegno nelle società in cui investono, istituendo un quadro per facilitare l’identificazione degli azionisti, in modo che possano esercitare più agevolmente i loro diritti, ad esempio i diritti di voto, in particolare in contesti transfrontalieri, il 44 per cento degli azionisti risiede in un altro stato membro o fuori dai confini della Ue.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
A Strasburgo approvata una risoluzione che adeguerebbe la definizione di violenza sessuale a quella della Convenzione di Istanbul. L’Italia a che punto è?
Il Pnr è stato posto in consultazione pubblica dai ministeri di Ambiente e Agricoltura e dall’Ispra. Si tratta di un documento atteso da decenni.
Energy2act è il progetto che crea un modello di transizione energetica, a partire dalle comunità di quartiere.
Dal 24 al 29 aprile, la Colombia ospita la prima Conferenza internazionale della società civile per l’abbandono dei combustibili fossili: l’Italia c’è.
Situazione in miglioramento, con criticità persistenti in pianura padana, Valle del Sacco, Campania. Ma le nuove direttive obbligano a fare ancora meglio.
Il fenomeno che ha coinvolto il Molise, con forti ripercussioni anche in Puglia, era noto da tempo. Secondo i geologi si sarebbe potuto intervenire.
L’esposizione alle microplastiche ridurrebbe la fertilità. Anche se, ora, un documentario e un’esperta dimostrano che è un processo reversibile.
Dal 28 marzo c’è allarme in Abruzzo, si rischia un nuovo caso Niscemi: gli esperti parlano di “paleofrana”. Sullo sfondo lacune non locali ma nazionali.
Con il decreto Bollette slitta la dismissione definitiva, che doveva arrivare già a fine 2025: ecco come si è arrivati alla situazione di oggi.