A Torino apre Green Pea, lo store dei prodotti sostenibili

Apre il 9 dicembre a Torino Green Pea, il nuovo store di Farinetti. Arredi, auto, moda: 100 marchi selezionati per una società dei consumi più sostenibile.

Un pavimento che genera energia se calpestato, elettrodomestici e smartphone rigenerati, vestiti e cucine da materiale riciclato. L’inaugurazione di Green Pea mette d’accordo tutti i presenti: non si può smettere di consumare ma lo si può fare in modo più sostenibile. Fin da subito. “Il 90 per cento degli scienziati dice che il nostro modello di consumo è diventato insostenibile. È giunto il momento di cambiarlo”, esordisce l’imprenditore Oscar Farinetti che, dopo Unieuro e Fico a (Fabbrica italiana contadina) Eataly World, inaugura il primo green retail park con l’obiettivo di ospitare, nello stesso luogo, prodotti e servizi quanto più sostenibili.

Cos’è Green Pea di Torino, from duty to beauty

From duty to beauty è lo slogan. Oscar Farinetti e suo figlio Francesco, rispettivamente fondatore e presidente, danno appuntamento per il taglio del nastro al 9 dicembre, a Torino, quando lo store dei prodotti sostenibili apre le porte al pubblico. Green Pea è una struttura di 15mila metri quadrati su cinque piani, costruito con legno recuperato e proveniente dagli alberi travolti a ottobre 2018 dalla tempesta Vaia, lavorati dalle sapienti mani di un artigiano cuneese.

“Il fabbisogno energetico dell’edificio è soddisfatto all’89 per cento da fonti rinnovabili. Ci avviciniamo alla perfezione”, spiega Oscar Farinetti. Questo concetto è ricorrente nella presentazione fatta il 4 dicembre alla stampa: “Qui abbiamo voluto mettere insieme aziende sostenibili al 100 per cento ma anche ospitare quelle che per il momento hanno raggiunto il 50 o 60 per cento ma che stanno investendo e crescendo sulle tematiche ambientali”.

Insomma, con Green Pea “Vogliamo dimostrare che vi è la possibilità, subito, di vivere in armonia con il pianeta senza rinunciare al bello. Poiché ci sembra di aver raggiunto questo scopo già con Eataly per quanto riguarda il cibo, dunque l’agricoltura, ora ci proviamo con le altre principali attività di consumo: muoversi, abitare, vestirsi e poi stare puliti, in forma e sapienti”.

Perché Green Pea, pisello verde?

Ma perché un pisello verde? “Un piccolo legume, rotondo come la Terra e verde come dovrebbe essere il nostro pianeta”, spiega ancora Farinetti. Insomma, un simbolo della rivoluzione dei consumi: “Nel 2020 deve diventare cool comportarsi bene e il pea dot vuole essere il simbolo di questa inversione di rotta nella produzione e nel consumo. È un’assoluta priorità. Dobbiamo smettere di consumare o consumare con rispetto? Green Pea risponde con un’idea: è il momento di valorizzare il lato bello e piacevole di comportarsi bene, nel rispetto della natura”, aggiunge l’imprenditore piemontese, mentre accompagna i giornalisti in un tour negozio per negozio.

Nello store ci sono oltre 100 partner, di cui 66 negozi suddivisi tra abbigliamento, arredo, energia, mobilità e tempo libero. E non solo marchi già affermati sul mercato ma anche startup. Uno spazio che vuole restituire economia circolare da ogni prodotto esposto e servizio offerto. E sopra ai quattro piani dedicati al “neg-ozio”, ce n’è uno dedicato all’ozio. Farinetti spiega quanto sia fondamentale uno spazio del genere (che ospita, tra le altre cose, una spa), “perché dall’ozio sono nate la democrazia, la filosofia e l’arte”.

 

Green Pea lavorerà anche sulla sensibilizzazione tramite un’app realizzata con la startup Aworld, scelta dalle Nazioni Unite per supportare la campagna Act Now contro i cambiamenti climatici, un magazine dedicato e un palinsesto di eventi. Ogni contenuto divulgativo sarà approvato da Silvio Greco, biologo marino, direttore della stazione zoologica di ricerca Anton Dhorn e membro della Commissione nazionale scientifica per l’Antartide (Cnsa) nonché responsabile dell’Inspiration board, il comitato scientifico istituito per garantire l’accuratezza delle informazioni comunicate.

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L’offerta nei 5 piani, ovvero Life, Home, Fashion, Beauty e Otium Pea Club © Green Pea

Infine, un’altra notizia: il green store sarà l’unico in Italia, mentre nel mondo nasceranno nuovi store a Dubai, Parigi e New York. “Abbiamo scelto Torino”, conclude Farinetti “perché è la città più vicina a dove sono nato, per una questione di scaramanzia, ma soprattutto perché Torino è una città creativa dove è nata l’automobile, il cinema, la radio, la moda, la telefonia e qui si è originata anche la prima cooperativa di lavoratori. Vogliamo che questa inaugurazione diventi una serendipity, un progetto nato durante un momento sfortunato ma che in futuro sappia diventare un fiore all’occhiello nel mondo”. Come quando a New York sentono parlare di Torino e rispondono: “Certo, dove c’è Eataly”.

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