Giuseppe Bertuccio D’Angelo. Gli incontri sorprendenti, le strade di montagna e i silenzi assordanti. Vi porto con me nell’isola dei centenari alla scoperta delle Blue zone dell’Ogliastra.
Il ritmo della vita quotidiana ad Hanoi, il fascino mitologico della baia di Halong, i templi di Angkor intrecciati alla foresta: un viaggio in Vietnam e Cambogia tra storia, leggenda, natura e spiritualità.
C’è un certo ordine nel caos di Hanoi. La vita quotidiana della capitale del Vietnam si svolge all’aperto tra mercati, botteghe, caffè e bancarelle di cibo di strada, mentre migliaia di motorini e tradizionali cyclo si muovono in una coreografia istintiva e fluida; quando il frastuono del traffico sembra sovrastare tutto, basta girare l’angolo per trovarsi nella quiete di un cortile ombreggiato o nel silenzio che circonda una pagoda.
È da qui che inizia il viaggio alla scoperta dell’Indocina proposto da Turisanda1924, un tour di gruppo di 11 notti che attraversa il Vietnam e la Cambogia tra luoghi dove si fondono storia, leggende, natura e spiritualità, un viaggio fatto anche di esperienze uniche come la partecipazione a un rituale buddhista che allontana energia negative e favorisce armonia. Ad Hanoi, la prima tappa, c’è tempo per visitare il mausoleo di Ho Chi Minh, ma anche il tempio della letteratura dedicato a Confucio, la pagoda buddhista a un solo pilastro e il lago della Spada restituita con l’isolotto che ospita il tempio della Montagna di Giada.
Allontanandosi dalla città, si attraversano le risaie della campagna fino a raggiungere la baia di Halong, uno dei paesaggi naturali più iconici e suggestivi del Vietnam, Patrimonio Unesco. In navigazione silenziosa e lenta su una giunca, ci si sposta tra pinnacoli calcarei che si ergono sulle acque verde smeraldo, grotte e villaggi galleggianti. Una sottile foschia amplifica il fascino di questo luogo: si racconta che la baia, il cui nome significa “il drago che scende”, ebbe origine quando l’Imperatore di Giada, divinità del cielo, inviò sulla Terra una Madre Drago accompagnata dai suoi piccoli per difendere il popolo dagli invasori. I draghi iniziarono a sputare perle di giada, che, cadendo in mare, si trasformarono in migliaia di isole di roccia calcarea. Queste montagne emerse dalle acque formarono una barriera naturale che costrinse le navi nemiche alla ritirata.
Il viaggio prosegue per Hoi An, città celebre per le case antiche e per la magia delle lanterne colorate, per giungere poi a Hue, l’antica capitale, con il suggestivo mausoleo di Tu Duc, immerso in un paesaggio poetico di laghi, pinete e padiglioni, e il complesso fortificato della cittadella imperiale, Patrimonio Unesco, dove ammirare i palazzi e i resti della città proibita della dinastia Nguyễn. Prima del calare del sole c’è tempo per scoprire in bicicletta l’ecovillaggio di Thuy Bieu tra case-giardino secolari, agrumeti rigogliosi e paesaggi rurali e per un caffè sulla collina di Vong Canh da cui si ammira il panorama sul fiume dei Profumi che scorre placido tra colline e montagne ricoperte di vegetazione.
Il racconto del Vietnam e della sua storia non può non passare da quello della guerra del secolo scorso: a Ho Chi Minh (Saigon), il museo della Guerra raccoglie reperti e testimonianze che toccano l’animo e fanno riflettere sugli anni drammatici del conflitto, mentre nel distretto di Cu Chi si scopre una cittadella sotterranea dove i vietcong riuscirono a costruire un’incredibile rete di 250 chilometri di cunicoli e gallerie collegati tra loro che resistettero ai bombardamenti delle truppe americane.
Viaggiando a sud di Saigon si raggiunge il suggestivo delta del Mekong: su piccole imbarcazioni locali si naviga tra i canali ombreggiati dalle palme di cocco alla scoperta della vita lenta sul fiume tra villaggi di palafitte e coltivazioni rigogliose. Nel cuore del Delta, Chau Doc è il punto d’imbarco per la Cambogia: dopo cinque ore di navigazione in battello si raggiunge Phnom Penh, la capitale cambogiana, con la visita alle principali attrazioni della città e l’escursione in un villaggio di pescatori sul Tonle Sap, il Grande Lago.
Il finale del viaggio è riservato alla meta più attesa: Siem Reap con i templi di Angkor, una delle più vaste aree archeologiche del mondo, che ospita oltre 276 monumenti, testimonianza della grandezza dell’antico impero Khmer. Con la pietra intrecciata nella rigogliosa foresta cambogiana o riflessa nell’acqua immobile dei bacini, ogni tempio racconta storie di divinità, re e antiche leggende, custodendo il fascino di una civiltà che raggiunse qui il suo massimo splendore.
È un viaggio nel tempo attraverso secoli di civiltà, tra gallerie ornate da bassorilievi di sorprendente raffinatezza, torri che si innalzano verso il cielo e cortili dove il silenzio è interrotto soltanto dal fruscio delle foglie e dal canto degli uccelli tropicali. Il tempio di Bayon affascina con i suoi giganteschi volti di pietra, dai sorrisi enigmatici che sembrano osservare i visitatori da ogni direzione. Sono incredibili le immense radici dei ficus che sembrano intrappolare il tempio di Ta Prohm. All’alba lo spettacolo va in scena al tempio di Angkor Wat, il più celebre e simbolo della Cambogia: i primi raggi del sole tingono di oro le antiche pietre e le torri a forma di loto svelando a poco a poco tutta la bellezza del tempio sospesa in un dialogo millenario tra l’ingegno umano e la forza della natura.
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