Toyota e l’Università di Verona, insieme per la mobilità sostenibile

Una Prius Plug-in sancisce il sodalizio tra l’Università di Verona e Toyota. Alla tavola rotonda anche Max Pezzali sostiene la mobilità sostenibile.

Lo scorso 11 marzo, presso l’Università di Verona si è aperta una tavola rotonda dal titolo “La mobilità sostenibile è più pop di quanto pensi”. I trasporti intelligenti e le problematiche ambientali sono le sfide che l’Ateneo veronese e Toyota Motor Italia si sono preposte di affrontare in fatto di efficienza e di mobilità ecologica. Il senso è che la tecnologia ibrida nelle mani dell’università possa guidare la ricerca (e non solo) verso un futuro ecofriendly.

 

toyota-plug-in © Janitors/Flickr

 

Toyota Motor Italia e l’Università di Verona si impegneranno in una collaborazione volta alla diffusione di sistemi di trasporto alternativo e di una consapevolezza più approfondita sul tema della mobilità sostenibile. Per rendere concreto questo prezioso rapporto e per dare un contributo decisivo alla ricerca, il marchio nipponico ha concesso al rettore dell’università scaligera, Nicola Sartor, una Prius Plug-in in comodato d’uso gratuito.

 

max-pezzali© Vittorio Zunino Celotto/Getty Images

 

L’Ateneo e Toyota Motor Italia non condivideranno solo valori, ma anche intenti concreti a sostegno della diffusione della smart mobility. Le parole chiave saranno ricerca scientifica e divulgazione. Non a caso, il ruolo di “ambasciatore” dell’innovazione tecnologica è stato ricoperto dal cantautore Max Pezzali, da anni alla guida di una Prius. In quest’occasione, ha parlato agli studenti della sua passione per i motori e dell’importanza di uno sviluppo tecnologico che migliori la qualità della vita.

Inoltre, grazie alla condivisione di informazioni e agli sviluppi della tecnologia in ambito accademico, il mobility manager, Marco Passigato, promuoverà iniziative volte a sensibilizzare i cittadini sui temi ambientali e a incentivare forme di mobilità ecologiche, come l’uso della bicicletta e dei mezzi pubblici, e di invogliare a spostarsi a piedi e a utilizzare consapevolmente l’automobile, meglio poi se con tecnologie Hybrid o a idrogeno.

 

persone-bicicletta

 

La rivoluzione nel mondo automotive lanciata da Toyota nel 1997, con la produzione della prima Prius, oggi si sposa con l’interesse delle università a far conoscere e a rispettare l’ambiente. La tecnologia Hybrid consente di usare l’automobile senza conseguenze sull’ecosistema. Le vetture ibride, fornite di un motore elettrico e di uno termico, producono le emissioni più basse di particolati, CO2 e NOx  per la loro categoria, sostanze nocive che vengono portate a zero  sui circuiti urbani percorsi dai veicoli Full Hybrid in modalità EV.

 

La collaborazione tra l’Università di Verona e la casa produttrice giapponese consente di avvicinare due realtà, apparentemente diverse, con lo scopo di migliorare e preservare l’ambiente, possibile solo attraverso lo sviluppo e la creazione di nuove idee e progetti. La strada è ancora lunga prima di arrivare alla diffusione della smart mobility ma, a quanto pare, i mezzi non mancano.

Articoli correlati