La prima vittoria dei trattori: stop Ue al regolamento sui pesticidi

La Commissione europea ritirerà la proposta di regolamento sui pesticidi, che puntava al -50 per cento entro il 2030: era una richiesta degli agricoltori.

  • La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen proporrà il ritiro della proposta di regolamento sui pesticidi, che puntava a ridurli del 50 per cento entro il 2030.
  • Era una dei temi al centro delle proteste degli agricoltori, e per von der Leyen era diventata “una proposta polarizzante”.
  • Associazioni ambientaliste sul piede di guerra: “è un passo indietro che non aiuta né gli agricoltori, né la salute e l’ambiente”.

Il movimento di protesta degli agricoltori europei, che da giorni con i loro trattori stanno bloccando le strade e le città di mezza Europa con i propri trattori e che si accingono ad arrivare anche a Roma, ha ottenuto una prima vittoria: lo stop da parte della Commissione europea alla Sur, la proposta di regolamento sui pesticidi, che puntava alla riduzione del 50 per cento dell’uso dei fitofarmaci al 2030.

La polarizzazione creata dai pesticidi 

La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, nello speech conclusivo della plenaria dell’Europarlamento a Strasburgo, ha annunciato che proporrà il ritiro della proposta sui pesticidi che “rappresenta un valido obiettivo per ridurre i rischi dei prodotti fitosanitari chimici”, ha ricordato, ma che però “è diventata un simbolo di polarizzazione“.  In effetti la proposta era già finita su un binario morto: è stata respinta dal Parlamento europeo lo scorso 22 novembre e, per stessa ammissione di von der Leyen, “non si registrano più progressi nemmeno in seno al Consiglio. Quindi dobbiamo fare qualcosa. Per questo motivo proporrò al Collegio di ritirare la proposta. Ma ovviamente il tema resta. E per andare avanti sono necessari più dialogo e un approccio diverso”.

A questo punto la Commissione potrebbe avanzare una nuova proposta “dai contenuti molto più maturi e condivisa con le parti interessate”. Ovvero, con obiettivi sicuramente al ribasso rispetto alla proposta attuale.

La delusione delle associazioni ambientaliste

Alla fine dello scorso anno, una coalizione di oltre 90 sigle della società civile chiamata #CambiamoAgricoltura, coordinata da un gruppo di lavoro che comprende le maggiori associazioni del mondo ambientalista, consumerista e del biologico italiane che aderiscono ad organizzazioni europee, tra cui, FederBio, ISDE Medici per l’Ambiente, Legambiente, Lipu, Slow Food Italia e WWF Italia, si era appellata alle istituzioni europee di portare avanti nonostante la bocciatore dell’Europarlamento la proposta di regolamento, che punta (o a questo punto, ormai, puntava) a dimezzare l’uso e il rischio dei pesticidi negli Stati membri dell’Unione entro il 2030, come stabilito dalla strategia Farm to Fork della stessa Ue.

Oggi, dopo l’annuncio di von der Leyen, le associazioni sono tornate all’attacco: secondo Legambiente per esempio, il ritiro della proposta legislativa sui pesticidi “è incomprensibile e rappresenta un sonoro passo indietro rispetto al grande tema dell’agrogeologia e al futuro dell’agricoltura. Così facendo non si aiutano gli agricoltori, né l’ambiente e la salute dei cittadini”. Per il presidente Stefano Ciafani “si tratta dell’ennesima strumentalizzazione politica in vista delle prossime elezioni europee” che si terranno l’8-9 giugno. Ma la proposta di regolamento segnava anche il riconoscimento del ruolo dell’agricoltura biologica nella riduzione dei pesticidi “indicandola come priorità nei piani d’azione nazionali”.

La soddisfazione di agricoltori e governo 

Dall’altra parte, invece, si segnala la soddisfazione del governo italiano (“è una vittoria anche italiana – assicura la premier Giorgia Meloni – Fin dal suo insediamento il governo italiano sta lavorando per tracciare una strada diversa da quella percorsa finora e coniugare produzione agricola, rispetto del lavoro e sostenibilità ambientale” e degli agricoltori, che hanno accolto la decisione della Commissione europea come una buona notizia: per il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini il regolamento Ue sui fitofarmaci “avrebbe falcidiato le produzioni agricole, mettendo a rischio non solo la sopravvivenza delle aziende del settore, ma anche la sicurezza alimentare dei cittadini europei”. Secondo gli agricoltori infatti un taglio netto del 50 per cento dei fitofarmaci al 2030 sarebbe impraticabile senza valide alternative e con la crisi climatica in atto”.

In effetti la stessa von der Leyen nel suo intervento di oggi ha riconosciuto che “gli agricoltori sono i primi a sentire gli effetti del cambiamento climatico, siccità e inondazioni hanno distrutto i loro raccolti e minacciato il bestiame e meritano di essere ascoltati”. La richiesta degli agricoltori è quella di una politica di riduzione “più graduale, realista e gestibile per giungere ai target green, riequilibrando le esigenze produttive agricole con gli obiettivi di sostenibilità ambientale” osserva la Cia. Ed è probabilmente quello ci dovremo aspettare con la prossima proposta di regolamento.

 

 

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