Il consumo abituale di caffè non zuccherato, normale o decaffeinato, riduce il rischio di malattie del fegato. Agisce inoltre in modo benefico sul microbiota influenzando positivamente l’umore.
Gli europarlamentari hanno votato contro il regolamento proposto dalla Commissione europea per il dimezzamento dell’uso dei pesticidi entro il 2030.
No al taglio dei pesticidi. Così ha votato il Parlamento europeo il 22 novembre, respingendo il Regolamento sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (Sur) della Commissione europea che prevedeva il dimezzamento entro il 2030 (rispetto al periodo 2015-2017) dell’uso dei pesticidi nell’Unione europea. Sono stati 299 i voti contrari, 207 i favorevoli e 121 le astensioni.
Solo poche settimane fa, la Commissione ambiente del Parlamento Ue aveva alzato gli obiettivi del testo, approvando la riduzione del 65 per cento dei pesticidi più pericolosi; ora, invece gli europarlamentari, oltre al voto contrario in prima lettura, hanno anche rifiutato qualsiasi rinvio del testo alla Commissione ambiente, seppellendo di fatto la proposta. Adesso sarà il Consiglio europeo a determinare, con la sua posizione, se la proposta verrà definitivamente respinta o tornerà all’europarlamento per una seconda lettura.
L’eurodeputata austriaca del Gruppo dei Verdi Sarah Wiener, che ha condotto i negoziati sul testo, ha parlato di “giorno nero per l’ambiente e per gli agricoltori”, mentre la collega tedesca Jutta Paulus, dello stesso partito, ha sottolineato che “la destra sta mettendo in pericolo la salute degli agricoltori e la biodiversità”.
È stato, infatti, il Partito popolare europeo (Ppe) il principale oppositore della proposta insieme all’unione sindacale agricola Copa-Cogeca e ad alcuni Stati membri. Per i conservatori gli obiettivi ambientali della Commissione erano troppo restrittivi, irrealistici e ideologici e non rispondenti ai problemi reali degli agricoltori. “Oggi il Parlamento europeo ha respinto l’approccio estremista dei Verdi e dei Socialisti di imporre sempre più divieti che ridurrebbero la produzione alimentare in Europa”, ha affermato il Ppe in una nota, chiedendo di trovare alternative ai pesticidi prima di metterli al bando e di garantire la sicurezza alimentare. I voti contrari sono arrivati anche da chi inizialmente aveva sostenuto la proposta poiché il testo, indebolito dagli emendamenti del Ppe, era ormai incoerente e privo di sostanza.
Il Wwf ha definito il voto come un’importante battuta d’arresto per le ambizioni contenute nel Green deal europeo, pesantemente condizionato dagli interessi privatistici di una parte dell’agroindustria. Per l’associazione “sono a rischio gli obiettivi fondamentali del Green deal, delle strategie Farm to Fork e Biodiversità 2030″ e ora “la strada della transizione ecologica dell’agricoltura è tutta in salita”.
“Migliaia di scienziati e milioni di cittadini hanno chiesto la riduzione dei pesticidi per proteggere la salute e l’ambiente. Non rispondendo a queste richieste, il Parlamento europeo sta inviando un segnale negativo agli elettori sulla sua capacità di affrontare le principali questioni sociali ha dichiarato invece Martin Dermine, direttore esecutivo di Pesticide Action Network Europe – È evidente che l’agrilobby ha preso il controllo della nostra Casa della Democrazia”.
Per Pan Europe, chi si proclama difensore degli agricoltori in realtà fa il contrario: oltre che per la salute dei cittadini e degli ecosistemi, infatti, le misure contro i pesticidi sono necessarie anche per gli agricoltori, che dipendono da suoli sani, biodiversità, acqua pulita, impollinazione e controllo naturale dei parassiti, e che sono altamente esposti alle sostanze chimiche.
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