Tree canopy cover: cos’è e cosa ci dice sulla qualità del verde urbano

Nell’ambito della Forestami academy, alcune classi di Milano avranno accesso a un programma educativo sulla tree canopy cover, in collaborazione con il Gruppo Prada.

La tree canopy cover è un indicatore molto importante della qualità ecologica dei centri urbani. È la superficie delle chiome degli alberi o, in altre parole, l’area delle foglie, dei rami e dei fusti delle piante che copre il suolo quando viene osservata dall’alto. “Non indica solo la quantità di alberi che abbiamo nelle nostre città, ma anche la loro qualità. Ogni albero ha una superficie fogliare diversa, e un albero che sta bene ha solitamente una superficie fogliare elevata”, ha spiegato Maria Chiara Pastore, direttrice scientifica del progetto Forestami, nel corso di un convegno internazionale sulla tree canopy cover presso il museo Poldi Pezzoli di Milano.

L’evento, organizzato insieme al Gruppo Prada nell’ambito della Forestami academy, si è svolto a ridosso della Giornata internazionale delle foreste del 21 marzo. Il tema dell’edizione di quest’anno, “Foreste ed economie”, si sposa perfettamente con la tree canopy cover. Come ha spiegato Gherardo Chirici, professore di ecologia urbana e telerilevamento presso l’Università degli studi di Firenze, nonché responsabile scientifico dell’Osservatorio per le foreste urbane della Fondazione per il futuro delle città, misurare la superficie delle chiome è il primo passo per determinare i servizi ecosistemici offerti dagli alberi, tra cui la quantità di anidride carbonica sequestrata, la quantità di materiale particolato rimosso dall’atmosfera e il contributo alla mitigazione delle temperature.

La tree canopy cover è la superficie delle chiome degli alberi o, in altre parole, l’area delle foglie, dei rami e dei fusti delle piante che copre il suolo quando viene osservata dall’alto.

Qual è il ruolo della tree canopy cover nella Legge europea sul ripristino della natura

La Legge sul ripristino della natura (Nature restoration law), il primo regolamento europeo che riguarda direttamente la biodiversità, “stabilisce che proteggere la natura non è sufficiente, perché occorre anche rigenerare gli ecosistemi”, come ha evidenziato Benjamin Rolles, policy officer della Commissione europea. E soprattutto, “riconosce il ruolo delle città in questo percorso, con target specifici che includono la tree canopy cover”. Fino al 2030, le città dovranno impegnarsi a evitare la riduzione della copertura arborea; dopodiché, dovranno lavorare per incrementarla.

“Le piccole municipalità dispongono di risorse limitate per effettuare il monitoraggio del verde urbano. La Nature restoration law le ha finalmente incluse nei piani di monitoraggio nazionali, riconoscendo il ruolo degli alberi nelle città”, ha aggiunto Ana Macias, docente di architettura del paesaggio presso la Scuola di ingegneria di Fuenlabrada. “La tree canopy cover è un indicatore che va oltre al numero di alberi e che permette di effettuare analisi geografiche complesse, a livello di singolo quartiere, così da misurare anche la vulnerabilità climatica e monitorare la giustizia ambientale”. Nel valutare i piani di implementazione nazionali, secondo la dottoressa Macias, l’Ue dovrà tenere conto delle diverse morfologie urbane: le dimensioni degli alberi possono variare notevolmente tra le regioni settentrionali e meridionali dell’Europa, anche perché le vie delle città mediterranee sono spesso molto strette.

Come si misura la tree canopy cover

La tree canopy cover può essere stimata analizzando immagini aeree o satellitari e integrandole con altri dati territoriali, come superfici impermeabili e infrastrutture, per individuare sia la copertura esistente sia le aree adatte a nuove piantagioni. Le “sentinelle” di Copernicus, ovvero i satelliti impiegati nel programma di osservazione della Terra dell’Unione europea, svolgono un ruolo essenziale in tal senso. Il monitoraggio satellitare si basa sul fatto che ciascuna specie vegetale riflette la luce in modo diverso, e che gli alberi in salute presentano proprietà di riflettanza differenti rispetto a quelli in condizioni di stress, come evidenziato da Phillip Harwood, project manager della Stakeholder engagement facility dell’Agenzia spaziale europea.

Cos’è la regola del 3-30-300

“La tree canopy cover è un indicatore utile anche a misurare il benessere psicofisico dei cittadini”, ha aggiunto il professor Chirici. La regola del 3-30-300, ideata dall’ecologo forestale Cecil Konijnendijk, stabilisce che nelle città debbano esserci almeno tre alberi visibili da ogni casa e il 30 per cento di copertura arborea in ogni quartiere, e che ogni cittadino debba percorrere al massimo trecento metri per raggiungere lo spazio verde più vicino: questi sono alcuni dei fattori che incidono sulla qualità della vita delle persone.

 

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Come ha illustrato Chirici, la distribuzione spaziale delle aree verdi urbane dovrebbe rispettare criteri di accessibilità, equa ripartizione, connettività ecologica. È su valutazioni di questo tipo che si basano gli interventi previsti dal Piano del verde di Milano, uno strumento strategico volontario che integra la pianificazione urbanistica generale e che mira a favorire il miglioramento della qualità dei paesaggi urbani, il miglioramento della qualità dell’aria, l’adattamento climatico, la protezione dei corsi d’acqua dall’evapotraspirazione e il consolidamento delle sponde. Fra le misure previste, rientrano il progetto Milano Green Circle 90/91, che mira a trasformare l’anello filoviario delle linee 90 e 91 in un corridoio ecologico, e la bonifica dell’area della “Goccia”, un’ex area industriale tra i quartieri di Bovisa e Villapizzone.

Cosa si intende per digital twin modeling

“Il punto di partenza è stato un censimento completo del patrimonio verde comunale”, ha sottolineato Paola Viganò, direttrice Area verde del Comune di Milano. “Inoltre, abbiamo utilizzato il digital twin modeling per creare i gemelli digitali di 30mila alberi sui 250mila censiti, scelti per via del loro posizionamento lungo viali alberati e strade”. Il digital twin modeling è uno strumento tecnologico che si basa sull’uso della fotogrammetria, di laser scanner e dell’intelligenza artificiale per acquisire copie virtuali di oggetti fisici, come gli alberi, al fine di monitorarne lo stato, simularne l’evoluzione nel tempo e supportare decisioni più efficienti e sostenibili nella gestione del verde urbano.

Il monitoraggio è senz’altro un punto essenziale: tutti gli alberi necessitano di cure adeguate, specialmente nella fase di crescita. E il ruolo della cittadinanza è fondamentale per far sì che gli alberi crescano in salute: “I cittadini e le cittadine che vogliono contribuire al progetto Forestami possono partecipare sia alle attività di piantumazione sia ai programmi di monitoraggio, adottando un albero o aiutando a controllare la salute delle piante adulte e di quelle più giovani e fragili”, ha spiegato l’architetto Stefano Boeri, presidente del comitato di indirizzo della Fondazione Forestami.

Qual è l’obiettivo del progetto Scuole, il nuovo capitolo della Forestami academy

Il Gruppo Prada ha creduto fin da subito nell’importanza del coinvolgimento e dell’educazione della cittadinanza, e ora è pronto a investire in un nuovo capitolo della Forestami academy: quest’anno, grazie al progetto Scuole, cento classi di quarta e quinta elementare della città metropolitana di Milano potranno accedere a un programma specifico sulla tree canopy cover. “Siamo convinti che i bambini avvieranno un dialogo costruttivo con i genitori”, ha concluso Maria Chiara Pastore. Lo scopo dell’iniziativa è anche quello di contribuire all’obiettivo 4.7 dell’Agenda 2030: “Assicurarsi che tutti i discenti acquisiscano le conoscenze e le competenze necessarie per promuovere lo sviluppo sostenibile”. Perché solo in questo modo sarà possibile coltivare una consapevolezza diffusa, capace di mettere radici nel presente e di crescere nel futuro.

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