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Riducono le temperature medie, proteggono dalle tempeste, puliscono l’aria. Alberi, boschi e foreste sono nostre alleate anche in città.
Insieme ai piani di mobilità sostenibile che prevedono più auto ibride, mezzi pubblici e biciclette, le foreste urbane sono in grado di rendere le città più sicure, di aiutare a mitigare i cambiamenti climatici e migliorare la salute dei cittadini. Ora la conferma arriva anche da un rapporto della Fao.
Il documento, intitolato “Guidelines on Urban and Peri-urban Forestry”, è stato presentato il 16 ottobre 2016 a Quito, in Ecuador, in occasione della conferenza Habitat III: summit mondiale che si tiene ogni vent’anni per fare il punto sugli avanzamenti in materia di sviluppo sostenibile delle città. “Gli urbanisti e gli altri decisori sono spesso inconsapevoli dei benefici economici, sociali e ambientali cruciali che le foreste urbane sono in grado di fornire, il che significa che stanno spendendo i loro fondi altrove”, ha affermato Simone Borelli, uno degli autori del libro. “In questa pubblicazione dimostriamo che realizzare un cambiamento ‘dal grigio al verde’ rappresenta un saggio investimento in grado di migliorare molti aspetti della vita dei cittadini”.
Sembra qualcosa di scontato, ma spesso la gestione del verde pubblico non rientra nelle priorità delle amministrazioni pubbliche. Ciononostante le linee guida della Fao confermano che nel contesto della crescente urbanizzazione che vedrà il 70 per cento della popolazione vivere nei centri urbani entro il 2050, le foreste urbane risultano essere delle alleate fondamentali per affrontare le sfide legate allo sviluppo sostenibile.
Esse, infatti, non solo possono limitare gli impatti di eventi meteorologici estremi, ma consentono anche di migliorare la qualità dell’aria e dell’acqua, ridurre il consumo di energia e abbassare le temperature. Il rapporto della Fao conferma in questo senso che le foreste siano capaci di migliorare il benessere: gli spazi verdi in città contribuiscono ad incoraggiare stili di vita più salubri e più attivi, riducono l’inquinamento atmosferico e acustico. “Un aumento del 10 per cento degli spazi verdi può ritardare l’insorgenza di problemi di salute fino a 5 anni”, spiega la Fao.
Ma le foreste urbane hanno anche la capacità di diventare dei veri e propri scrigni di biodiversità. Si stima che il 20 per cento di tutte le specie di uccelli e il 5 per cento delle piante vascolari vivano nelle città. Solo ad Amsterdam si stima ci siano 200mila alberi, che danno rifugio a 140 specie diverse di uccelli, 34 mammiferi, 60 specie di pesci e 6 tra rane e salamandre (secondo i dati Unep e Iclei del 2008).
“Queste linee guida – conclude Borelli – possono contribuire ad aumentare la consapevolezza delle comunità sul contributo che alberi e boschi possono dare per migliorare la qualità della vita. Nonché sul loro ruolo fondamentale nella sostenibilità globale”.
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