Un drone lancia vaccini al burro d’arachidi per salvare i furetti

Per proteggere da un’epidemia di peste i cani della prateria, prede principali di una rara specie di furetto, l’agenzia americana per l’ambiente ha deciso di ricorrere alla tecnologia.

I furetti dai piedi neri (Mustela nigripes) sono piccoli mustelidi originari delle regioni centrali del Nord America, nel corso del secolo scorso la popolazione di questi animali ha subito un drastico declino che ha portato la specie sull’orlo dell’estinzione.

Cuccioli di furetto dai piedi neri
In alcuni stati i cani della prateria sono stati ridotti del 99%. Il declino del furetto dai piedi neri va attribuito soprattutto alla scomparsa della sua principale fonte di cibo e alla distruzione del suo habitat

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Furetti a rischio

Le cause principali sono la perdita dell’habitat, le malattie introdotte dall’uomo e la diminuzione delle popolazioni di cani della prateria (sempre a causa dell’impatto antropico), preda principale dei furetti. Negli Stati Uniti sopravvivono in natura appena trecento furetti dai piedi neri, facendo così di questi simpatici animali una delle specie più rare del continente americano.

Cane della prateria
Il cane della prateria è uno scoiattolo terricolo, roditore appartenente alla stessa famiglia delle marmotte, che popola le praterie americane

Epidemia di peste

Un’epidemia di peste silvestre, una malattia trasmessa dalle pulci dei ratti (introdotte negli Stati Uniti dall’uomo alla fine dell’Ottocento), sta decimando le popolazioni di cani della prateria del Montana. La moria di questi roditori rischia di condannare anche i furetti che hanno sviluppato una stretta dipendenza dai cani della prateria. Oltre a rappresentare la maggior parte della loro dieta, i furetti sfruttano anche le tane dei cani della prateria per allevare i propri cuccioli.

Esemplare di furetto dai piedi neri nel suo ambiente
Nel 1987 il furetto dai piedi neri era stato dichiarato estinto in natura, grazie ad un programma di riproduzione in cattività è stato reintrodotto nel suo habitat

Droni per lanciare vaccini

Per contrastare la peste lo Us Fish and Wildlife Service (Fws), l’agenzia statunitense per la tutela della fauna selvatica, ha deciso di ricorrere ai droni per vaccinare i cani della prateria. I droni, appositamente progettati, sganceranno sugli habitat di cani della prateria e furetti pasticche contenenti l’antidoto al bacillo della peste al gusto di burro d’arachidi, sperando che i roditori se ne nutrano. L’utilizzo dei droni dovrebbe consentire di coprire un’area di circa ottanta ettari in un’ora, questa strategia sarà sperimentata nel Montana per poi passare ad Arizona e Colorado. “È il modo più veloce e meno costoso per distribuire il vaccino. Speriamo che serva a ridurre i siti infetti e trattare decine di migliaia di ettari all’anno”, ha commentato Randy Machett, biologo di Fws.

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