Veterinaria

Un pasto al giorno può aiutare il gatto a vivere meglio

Far consumare al nostro gatto un solo pasto al giorno potrebbe contribuire al suo benessere e prevenire l’obesità. Lo evidenzia una ricerca canadese.

Un solo pasto al giorno, e il micio di casa avrà meno fame e condurrà una vita più salutare. Lo rivela una ricerca canadese condotta dagli specialisti in nutrizione animale dell’Ontario veterinary college (Ovc) e dell’Ontario agricultural college (Oac) dell’Università di Guelph in Canada. Sulla scorta dei dati riscontrati, gli studiosi hanno scoperto che nutrire i gatti con un unico pasto abbondante al giorno può aiutare a controllare meglio la fame e, quindi, a evitare problemi come l’obesità.

gatto in prato con ciotola
Un gatto obeso va incontro a molti problemi di salute © Pixabay

Meno gatti obesi con un pasto al giorno

La ricerca, pubblicata sulla rivista Plos one, ha rivelato infatti che i gatti che mangiavano un solo pasto al giorno erano più soddisfatti e ciò comportava anche un atteggiamento meno “elemosinante” nei confronti del cibo. I risultati suggeriscono anche che ridurre la frequenza di alimentazione potrebbe aiutare ad allontanare il rischio di sovrappeso controllando l’appetito dei felini e, almeno potenzialmente, facendoli mangiare di meno. Una scoperta che può rivelarsi importante considerando che l’obesità è il problema nutrizionale più comune che colpisce questi animali.

Lo studio ha coinvolto otto soggetti di peso normale e di età inferiore ai cinque anni. Ogni gatto è stato esposto a due differenti regimi di alimentazione per un totale di tre settimane. Gli ingredienti inseriti nella ciotola, insieme alla quantità di cibo, erano gli stessi, ma il primo gruppo consumava un solo pasto al mattino, mentre l’altro suddivideva la porzione giornaliera in quattro somministrazioni diverse. Poi le diete dei due gruppi sono state invertite. L’assunzione di cibo è stata registrata giornalmente e il peso corporeo è stato misurato settimanalmente. I ricercatori hanno anche misurato il metabolismo dei gatti attraverso il respiro e il sangue.

Quello che si è notato è che i felini che mangiavano solo una volta al giorno avevano livelli post-pasto più elevati dei tre ormoni chiave che regolano l’appetito. Il tutto, secondo i ricercatori, suggeriva che i soggetti esaminati erano più soddisfatti. Non solo. I gatti mostravano anche un quoziente respiratorio a digiuno più basso, il che significa che stavano bruciando le loro riserve di grasso che è la chiave per mantenere la massa magra e non ingrassare. I felini che consumavano un solo pasto al giorno avevano anche un aumento maggiore degli amminoacidi nel sangue. E ciò significava che avevano a disposizione più “mattoncini” per costruire proteine ​​e di conseguenza muscoli. Si tratta di un dato molto importante visto che molti gatti perdono massa muscolare con l’avanzare dell’età.

gatto mangia
Molti disturbi comportamentali dei gatti possono risolversi con una dieta bilanciata © Pixabay

Ogni gatto ha le sue particolarità

Ricerche precedenti a quella canadese avevano esaminato gli effetti della frequenza dei pasti sul comportamento dei gatti, ma questo è il primo studio ad analizzarne gli effetti sugli ormoni che sopprimono l’appetito, sull’attività fisica, sul dispendio energetico e sull’utilizzo delle fonti di energia. Oltretutto il pasto unico giornaliero lascia il gatto più soddisfatto ed elimina, almeno in parte, molti comportamenti errati – piccoli furti, elemosine costanti, miagolii disperati per chiedere cibo, ecc. – che possono fuorviare il proprietario e indurlo a sovra-alimentare il felino con conseguenti danni per la sua salute.

Saranno, comunque, necessari studi ulteriori per confermare i risultati dello studio canadese e i ricercatori ci tengono a sottolineare che è necessario sempre valutare la situazione di ogni animale, tenendo conto dello stile di vita del gatto e del proprietario. Quindi, sebbene questo approccio possa essere utile per promuovere la sazietà in alcuni gatti, potrebbe non essere d’aiuto per altri. Perciò i consigli e il parere del veterinario curante diventano, anche in questo caso, fondamentali.

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