Coronavirus

Le aziende americane potranno violare le leggi sull’inquinamento durante la pandemia di coronavirus

L’Agenzia per la protezione dell’ambiente ha annunciato la temporanea sospensione dell’applicazione delle leggi ambientali.


Le aziende statunitensi potranno inquinare aria, suolo e acqua senza timore, non subiranno alcuna sanzione. L’amministrazione Trump ha infatti sospeso l’applicazione delle leggi ambientali in occasione della pandemia di Covid-19. La controversa decisione è stata annunciata in un comunicato dall’Agenzia per la protezione dell’ambiente statunitense (Epa), che ha spiegato che le industrie potrebbero avere difficoltà a rispettare alcune prescrizioni a causa del coronavirus, senza tuttavia precisare il termine di questa “misura straordinaria”.

Skyline di Los Angeles offuscato dall'inquinamento dell'aria
Il provvedimento dell’Epa arriva in seguito alle pressioni esercitate dall’American petroleum institute, che aveva chiesto all’agenzia la sospensione delle norme che richiedono la riparazione di attrezzature che perdono e il monitoraggio dell’inquinamento © Mario Tama/Getty Images

Licenza di inquinare

Grazie a questo provvedimento, invocato in particolar modo dall’industria petrolifera e del gas, gli inquinatori saranno in grado di evitare sanzioni in caso di violazione degli standard ambientali, se affermano che le violazioni erano in qualche modo legate alla pandemia. Gina McCarthy, a capo dell’Epa durante l’amministrazione Obama e attualmente presidente del Consiglio di difesa delle risorse naturali (Nrdc), ha definito questa misura “una licenza per inquinare”.

“L’amministrazione Trump sta approfittando di una crisi della salute pubblica senza precedenti per fare favori agli inquinatori che minacciano proprio la salute”, ha accusato McCarthy.

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Cosa cambia

In circostanze normali, le aziende sono tenute a monitorare e segnalare quando rilasciano determinati livelli di inquinamento nell’aria o nell’acqua. Le aziende che, a partire dal 13 marzo, non sono riuscite a monitorare, denunciare o soddisfare alcuni requisiti relativi al rilascio di inquinanti pericolosi non saranno multate né subiranno altre sanzioni civili. Le raffinerie di petrolio, ad esempio, non saranno costrette a riferire l’entità delle loro emissioni cancerogene di benzene e, pertanto, non dovranno preoccuparsi di superare i limiti. L’Epa ha rinunciato al suo ruolo di controllore, delegando al suo posto i singoli stati.

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L’Epa chiede responsabilità

L’agenzia ha chiesto alle aziende di “ridurre al minimo gli effetti e la durata di qualsiasi non conformità” e di “agire in modo responsabile” durante questo inusuale periodo.

“L’Epa si impegna a proteggere la salute umana e l’ambiente, ma riconosce che le sfide derivanti dagli sforzi per proteggere i lavoratori e il pubblico da Covid-19 possono influire direttamente sulla capacità delle strutture di soddisfare tutti i requisiti normativi federali – ha dichiarato Andrew Wheeler, amministratore dell’Epa -. Questa politica temporanea è pensata per fornire discrezionalità nell’applicazione delle norme alla luce delle attuali e straordinarie condizioni, garantendo nel contempo che le operazioni delle strutture continuino a proteggere la salute umana e l’ambiente”.

 

Un ulteriore rischio per la salute

A dispetto delle inevitabili rassicurazioni, si teme che il provvedimento possa mettere ulteriormente a rischio la salute pubblica, proprio nel bel mezzo di una pandemia. “L’Epa non dovrebbe mai rinunciare al suo diritto e al suo obbligo di agire immediatamente e con decisione quando vi è una minaccia per la salute pubblica, non importa quale sia la ragione – ha affermato Cynthia Giles, funzionario dell’Epa durante l’amministrazione Obama -. Non sono a conoscenza di alcun precedente in cui l’Epa abbia mai rinunciato a questa autorità fondamentale come in questo caso. Equivale a una moratoria nazionale sull’applicazione delle leggi ambientali della nazione ed è un’abdicazione della responsabilità dell’Epa di proteggere i cittadini”.

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Ex funzionari dell’Epa e associazioni ambientaliste sono preoccupati, in particolare, per il possibile incremento dell’inquinamento atmosferico emesso dagli impianti industriali, prevalentemente situati in aree occupate dalle fasce più povere della popolazione. L’inquinamento atmosferico danneggia il sistema respiratorio e uccide almeno sette milioni di persone all’anno. Diventa ulteriormente pericoloso considerato che il Covid-19 attacca il sistema respiratorio provocando, nei casi più gravi, polmonite e difficoltà respiratorie. Potrebbe inoltre esserci una correlazione tra inquinamento atmosferico e proliferazione dei virus.

Revocato il divieto sulla plastica

Come se non bastasse, molti stati americani hanno sospeso il divieto relativo alla vendita e all’impiego dei sacchetti di plastica monouso. Il governatore del Maine, Janet Mills, ha annunciato che lo stato ritarderà il divieto che sarebbe dovuto iniziare il 22 aprile, con l’obiettivo di “mitigare la diffusione del coronavirus nel Maine”.

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La città di Brookline, nel Massachusetts, ha sospeso il divieto all’uso di contenitori di polistirolo e il sindaco di Waterville, nel Maine, vuole vietare l’utilizzo di borse riutilizzabili. I sacchetti riutilizzabili potrebbero infatti contribuire a diffondere il virus, anche se, per renderli sicuri quanto quelli usa e getta, basterebbe lavarli.

Passante con un sacchetto di plastica a Manhattan
Dal 2014 otto stati americani, California, Connecticut, Delaware, Hawaii, Maine, New York, Oregon e Vermont, hanno vietato i sacchetti di plastica monouso © Drew Angerer/Getty Images

L’ambiente ha bisogno di più tutela, non meno

All’origine di questa pandemia, che sta uccidendo migliaia di persone e paralizzando il pianeta, c’è proprio il mancato rispetto per l’ambiente e per le leggi che lo governano. Reagire indebolendo le (già insufficienti) normative ambientali, verosimilmente, non potrà che peggiorare la situazione.

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