L’Onu ha pubblicato il World Ocean Assessment, corposo rapporto sullo stato di salute degli oceani, che costituisce di fatto un appello per salvarli.
Il divieto di utilizzo di alcuni prodotti in plastica usa e getta è stato approvato dal Parlamento europeo. Rappresentano il 70 per cento dei rifiuti marini.
A partire dal 2021 in Europa sarà vietata la vendita di articoli in plastica monouso, come posate, cotton fioc, piatti, cannucce, miscelatori per bevande e bastoncini per palloncini.
I deputati del Parlamento europeo – 560 voti favorevoli, 35 contrari e 28 astensioni – hanno confermato il loro appoggio alla proposta della Commissione e hanno aggiunto all’elenco delle materie plastiche vietate anche gli articoli di plastica ossi-degradabili, come sacchetti o imballaggi e i contenitori per fast-food in polistirolo espanso.
“Questa legislazione ridurrà il danno ambientale di 22 miliardi di euro, il costo stimato dell’inquinamento da plastica in Europa fino al 2030. L’Europa dispone ora di un modello legislativo da difendere e promuovere a livello internazionale, data la natura globale del problema dell’inquinamento marino causato dalle materie plastiche. Ciò è essenziale per il pianeta”, ha detto la relatrice Frédérique Ries.
Secondo la Commissione europea oltre l’80 per cento dei rifiuti marini è costituito da plastica. I prodotti soggetti alle misure della Commissione e del Parlamento Ue costituiscono il 70 per cento di tutti i rifiuti marini.
Entro il 2025 gli Stati membri dovranno ridurre del 25 per cento il consumo dei prodotti in plastica per i quali oggi non esistono alternative, parliamo di scatole monouso per hamburger e panini e i contenitori alimentari per frutta e verdura, dessert o gelati. Entro il 2029 le bottiglie per bevande dovranno essere raccolte separatamente e riciclate al 90 per cento. Inoltre, le bottiglie di plastica dovranno contenere almeno il 25 percento di contenuto riciclato entro il 2025 e il 30 per cento entro il 2030. Le nuove norme stabiliscono inoltre l’obbligo di etichette con informazioni sull’impatto ambientale di filtri di sigarette, salviette umidificate e tovaglioli sanitari.
Gli Stati membri dovrebbero elaborare piani nazionali per incoraggiare l’uso di prodotti adatti all’uso multiplo, il riutilizzo e il riciclo.
L’accordo rafforza l’applicazione del principio “chi inquina paga”, introducendo una responsabilità estesa per i produttori. I produttori di tabacco dovranno farsi carico dei costi di raccolta dei rifiuti per tali prodotti, compresi il trasporto, il trattamento e la raccolta. Lo stesso vale per i produttori di attrezzi da pesca contenenti plastica, che dovranno contribuire al raggiungimento dell’obiettivo di riciclaggio.
Un mozzicone di sigaretta può inquinare tra i 500 e i 1000 litri d’acqua e, se gettato in strada, può richiedere fino a dodici anni per disintegrarsi. Il Parlamento ha così deciso di ridurre i mozziconi di sigaretta del 50 per cento entro il 2025 e dell’80 per cento entro il 2030.
Leggi anche L’autunno di LifeGate PlasticLess e i primi Seabin in alcuni dei più bei porti d’Italia
Altro annoso problema sono gli attrezzi da pesca smarriti o abbandonati in mare, come le reti, i fili da pesca o le cime che rappresentano il 27 per cento dei rifiuti che si trovano sulle spiagge europee. Gli stati membri dovrebbero garantire che almeno il 50 per cento di questi venga raccolto ogni anno, con un obiettivo di riciclaggio di almeno il 15 per cento entro il 2025.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
L’Onu ha pubblicato il World Ocean Assessment, corposo rapporto sullo stato di salute degli oceani, che costituisce di fatto un appello per salvarli.
L’Unione europea ha preso una decisione coraggiosa: vietare alcuni oggetti in plastica monouso. Ma è solo la prima tappa di un lungo percorso.
Se parliamo di sacchetti di plastica, per una volta è l’Europa a seguire l’Italia. Il Parlamento di Strasburgo, infatti, ha approvato ieri una direttiva che prevede di ridurre la distribuzione dei sacchetti di plastica del 50 per cento entro il 2017 e dell’80 per cento entro il 2019. I ministri dell’Ue dovranno ridiscutere poi il
Primo ok alle legge delega, ma i primi reattori modulari di piccole dimensioni arriveranno tra 10 anni. E per la fusione se ne parla dopo il 2040.
Nata a Padova, Finapp utilizza i raggi cosmici per misurare l’umidità del suolo e la neve in tempo reale, prevenendo siccità, alluvioni e sprechi.
Lo scatto di Oreste Caroppo vince Obiettivo Terra 2026 raccontando biodiversità, metamorfosi e natura nelle aree protette italiane.
Uno studio osservazionale condotto su oltre 10mila anziani ha associato la preparazione dei pasti in casa a un minor rischio di demenza, specialmente per chi è meno abile in cucina.
La nuova legge parla di “gestione” della fauna selvatica, estende la stagione venatoria e le specie cacciabili: la Ue ha già detto che non va bene.
Uno studio spagnolo innovativo mostra un legame tra il pesticida picloram e l’insorgenza di tumori al colon-retto nella popolazione under-50.

