Uva, medicina antica

fresca è una medicina energetica, rimineralizzante, disintossicante, diuretica e lassativa. Viene utilizzata nelle anemie e nelle convalescenze…

In opportune dosi e modalità, infatti, si può
trasformare in una preziosa medicina contro il logorio
psico-fisico, depura, rivitalizza, sgonfia . Ottima anche per pelle
e capelli.

La cura con l’uva, ovvero ampeloterapia, era ben conosciuta anche
dai greci e dai romani. In Italia, dal 15 settembre al 7 ottobre,
ogni anno, sulle rive del Garda Trentino si festeggia
l’antichissima tradizione della cura dell’uva, che tra il 1800 e il
1900 coinvolgeva qui tutta l’elite mitteleuropea.

L’ uva fresca è energetica, rimineralizzante,
disintossicante, diuretica e lassativa. Viene utilizzata nelle
anemie e nelle convalescenze, in gravidanza e nel periodo
dell’allattamento, durante sforzi fisici e psichici perché
riesce a stimolare fortemente la funzionalità dei neuroni,
le cellule del sistema nervoso. Abbassa il colesterolo e
facilitando il metabolismo è d’aiuto contro artrite,
ipertensione, obesità e stitichezza. Contrasta l’irritazione
della pelle, l’eczema e i brufoli, donando anche più
tonicità e luminosità. I capelli si rinforzano e si
rivitalizzano.

Il suo succo contiene inspiegabilmente nelle stesse proporzioni
tutte le principali sostanze nutritive analoghe a quelle del latte
materno. Per tale motivo viene chiamato latte verde!

L’uva secca (uva passa o uvetta), essendo anche molto ricca
di potassio, riduce l’ipertensione arteriosa.

Le foglie hanno proprietà astringenti e svolgono
un’azione angioprotettrice d’aiuto ai capillari.
Possono essere usate sia fresche che essiccate in cucina o per
realizzare medicamentose tisane anche in associazione con foglie di
maggiorana e fumaria per frenare le emorragie che accompagnano la
menopausa; unendole con foglie di ippocastano e rusco e amamelide
(si trovano in qualsiasi erboristeria) contro le infiammazioni
della prostata.
Le tisane vanno prese 3 volte al giorno per un mese di seguito a
ogni cambio di stagione.

L’uvaterapia in pratica.
La cura dell’uva tipo soft può essere limitata a tre giorni
(nei paesi di lingua tedesca, essendo abituati, arrivano fino a
trenta giorni), mangiando lentamente soltanto uva (meglio con semi
e buccia) minimo 600 grammi il primo giorno, 1200 il secondo 2
chili il terzo, in regime graduale di disintossicazione alimentare,
bevendo solo acqua oligominerale o succo fresco d’uva, lontano dai
“pasti”. E’ indispensabile, infatti, preparare l’organismo al
cambiamento, abbandonato in modo graduale i cibi ricchi di grassi e
di proteine (carne, pesce, formaggi, uova…) per arrivare a
consumare nei primi due giorni che precedono la cura vera e propria
verdure crude e frutta fresca che non sia uva.
Dopo i tre giorni di cura di sola uva, si iniziano a reintrodurre,
accanto all’uva che si riesce ancora a mangiare, poco a poco gli
altri alimenti, a partire dai cereali (pane, riso, pasta…). Per
evitare spiacevoli disturbi intestinali l’uva andrebbe sempre
mangiata lontana dagli altri alimenti.
La cura dell’uva è sconsigliata a chi soffre di ulcera
gastrica, ai diabetici, ai colitici e nel periodo di
mestruazioni.

Per la cura della pelle, in alternativa al mosto, utilizzare
la polpa d’uva di un grappolo, ottenuta schiacciando gli acini con
una forchetta. Miscellare con miele e olio essenziale di fiori
d’arancio e applicare con movimenti circolari sul viso, lasciando
agire per almeno 15 minuti.

Terme enologiche per vip.
In Francia e Sud Africa esistono specializzati centri terapeutici
dove praticano addirittura il vinoterapia, un surrogato di terme
per cercare di restare giovani e belli dove sono di casa Julia
Roberts, Sigourney Weaver, Carla Bruni e tanti altri personaggi
famosi.
L’uva viene utilizzata in ogni sua parte e in tutte le sue
lavorazioni. Spremuta, essiccata, polverizzata, trasformata in
marmellata, per cancellare rughe, sgonfiare pance, rinvigorire
muscoli, tonificare glutei, seni e soprattutto…rilassare, come un
qualsiasi centro termale.

La cura dell’uva contro i tumori.
E’ il titolo di un famoso e discusso libro pubblicato nel 1941 in
America dalla nota naturopata Johanna Brandt. Vi si sostiene che
l’uva essendo un potente antisettico è un potente solvente
di depositi di materia inorganica, nonché di proliferazioni
neoplastiche.


Gabriele Bettoschi

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