La menopausa spiegata bene. Cos’è, quali sono i suoi sintomi e i rimedi più efficaci

La menopausa è la fine dell’età fertile delle donne e coincide con la scomparsa delle mestruazioni per dodici mesi. Vampate di calore, sbalzi d’umore e aumento di peso sono alcuni tra i sintomi più comuni. Esistono rimedi diversi, sia di origine sintetica, come la terapia ormonale sostitutiva, che di origine naturale, come gli ormoni bioidentici

  • La menopausa è la fine dell’età fertile delle donne e coincide con la scomparsa delle mestruazioni per dodici mesi.
  • Vampate di calore, sbalzi d’umore e aumento di peso sono alcuni tra i sintomi più comuni.
  • Esistono rimedi diversi, sia di origine sintetica, come la terapia ormonale sostitutiva, che di origine naturale, come gli ormoni bioidentici e i fitoestrogeni.

Femmine di orche, narvali, globicefali di Gray, beluga sono le uniche specie animali sulla terra a condividere con noi umani una fase cruciale della vita riproduttiva: la menopausa. La rarità del fenomeno ha fatto dedurre ad alcuni scienziati che la fine della fertilità femminile non sia un imperativo biologico e quindi, in quanto non necessaria e spesso vissuta in modo problematico, sarebbe meglio liberarsene. Decluttering biologico. Eppure, per migliaia di donne, questo passaggio naturale e fisiologico è un crocevia di possibilità che offre la prospettiva di un cambiamento positivo. “Una rivoluzione”, la definisce la dottoressa Stefania Piloni, specialista in ginecologia e ostetricia, esperta in fertilità, endocrinologia ginecologica, ormoni bioidentici e medicina naturale. Con lei abbiamo messo a punto una piccola guida alla menopausa: dalle cause ai primi sintomi (e come riconoscerli), dalle terapie proposte dai medici all’impatto sulla vita sessuale, sociale e lavorativa. 

Cos’è la menopausa e quali sono le cause 

Partiamo dalle basi: si definisce menopausa la cessazione definitiva delle mestruazioni spontanee per dodici mesi. In questa fase, le ovaie terminano gradualmente la produzione degli ormoni riproduttivi (estrogeni e progesterone) e il rilascio di ovociti. 

È utile considerare anche l’incipit della definizione del Ministero della Salute: “La menopausa non è una malattia ma un momento fisiologico della vita della donna, che coincide con il termine della sua fertilità”. Ne emerge un aspetto interessante, ovvero una certa tendenza a identificare questo momento della vita femminile con i disturbi che può procurare, tralasciando la visione d’insieme e alimentando allarmismi. 

Diversamente dalla menopausa precoce, infatti, la menopausa tra i 45 e i 55 anni viene considerata fisiologica e non patologica. Non si manifesta all’improvviso: il periodo di transizione che la precede può durare diversi anni e viene chiamato pre-menopausa o perimenopausa. Ascoltare il proprio corpo permette di riconoscerne le avvisaglie e di affrontarle con più consapevolezza. 

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La menopausa è un passaggio fisiologico della vita delle donne © Getty Images

Come capire quando si sta per entrare in menopausa? 

“Il primo sintomo è l’irregolarità mestruale”, spiega la dottoressa Piloni. “Capita di avere anticipi o ritardi tra i 15 giorni e i due mesi per più cicli consecutivi. Un altro segnale correlato all’insorgere della menopausa è la sensazione di calore, le cosiddette vampate, specialmente notturne. Si può avvertire anche una stanchezza maggiore del solito, unita al metabolismo che frena e che può portare ad accumulare massa grassa, in particolare sul giro vita. Questi non sono gli unici sintomi, ma sono quelli che si affacciano per primi”. 

Se i sintomi sopra elencati sono il canarino nella miniera della menopausa, una conferma effettiva si può trovare sottoponendosi a un dosaggio ormonale specifico che misura soprattutto i livelli di Fsh (ormone follicolostimolante) associati a quelli di Lh (ormone luteinizzante), più alti della norma nella fase che precede la cessazione definitiva delle mestruazioni. 

I sintomi 

“Possiamo dire che esistono le menopause: ogni donna la vive a modo suo”, precisa Piloni, perché i sintomi della menopausa variano da persona a persona, per tipologia, intensità e durata. Sono sia di natura neurovegetativa (vampate di calore, sudorazioni profuse, palpitazioni e tachicardia, sbalzi della pressione arteriosa, disturbi del sonno, vertigini, secchezza vaginale e prurito genitale), sia di natura psicoaffettiva (irritabilità, umore instabile, affaticamento, ansia, demotivazione, disturbi della concentrazione e della memoria, diminuzione del desiderio sessuale).

Secondo un’indagine del Censis che ha contato dieci milioni di italiane in menopausa, incluse le oltre 16mila donne tra i 45 e i 55 anni in perimenopausa, solo il 13 per cento del totale non accusa fastidi, mentre tutte le altre convivono con caldane e sudorazioni (61 per cento), l’irritabilità, l’umore instabile, l’ansia (47 per cento), aumento di peso (45 per cento). Piloni solleva anche un problema inerente alla sessualità: “La donna può diventare meno propositiva o interessata ad avere rapporti, anche perché cala la produzione di testosterone, l’ormone del desiderio”. 

disturbi della menopausa: insonnia
Una scarsa qualità del sonno è spesso conseguenza delle vampate di calore notturno © Getty Images
  • Perché arriva una vampate di calore? Stranamente, il calore che una donna sente “ruggire” dentro di sé non si riflette in un aumento significativo della temperatura corporea centrale. Le vampate di calore hanno origine nell’ipotalamo, un’area del cervello ricca di recettori per gli estrogeni che è cruciale nel ciclo riproduttivo e funziona anche come termostato. Privato degli estrogeni, l’ipotalamo è più propenso a interpretare come troppo caldi i piccoli aumenti della temperatura corporea centrale, innescando un’abbondante sudorazione e una diffusa dilatazione dei vasi sanguigni nel tentativo di raffreddare il corpo. Questo fa aumentare anche la temperatura della pelle. Alcune donne sperimentano questi errori una volta al giorno, altre 10 o più, e ciascuno di essi dura da pochi secondi a cinque minuti. In media, le donne ne soffrono per sette-dieci anni. (Fonte New York Times)

Due conseguenze invisibili sulla salute

Se i disturbi più frequenti sono evidenti, è fondamentale conoscere l’impatto sulla salute della carenza estrogenica. Due le conseguenze principali: le patologie osteoarticolari, in particolare l’aumento dell’incidenza dell’osteoporosi e l’aumento del rischio cardiovascolare (infarto cardiaco, ictus cerebrale, ipertensione). 

È risaputo che per le donne in menopausa le donne sono più esposte al rischio di fratture, ad esempio del collo del femore o delle vertebre. Per questo, prevenire l’osteoporosi è cruciale: “Dopo qualche anno dall’ingresso in menopausa, occorre eseguire analisi del sangue specifiche e sottoporsi alla Moc, un esame per valutare lo stato di salute delle ossa e determinare se la densità minerale si è ridotta”, spiega Piloni. “In caso di fragilità ossea, la donna deve iniziare una terapia a base di vitamina D, calcio, magnesio per mantenere le ossa potenti. E poi lo sport, un toccasana per mantenere forte la muscolatura e sostenere l’apparato scheletrico”. 

Quanto alle conseguenze per il cuore, le cause si possono individuare negli ormoni. Fino alla menopausa, infatti, gli estrogeni prodotti dalle ovaie tengono a bada la quantità di colesterolo nel sangue. Inoltre, il rallentamento del metabolismo e l’aumento dell’appetito uniti a una distribuzione del grasso corporeo “a mela”, cioè a livello della cintura, comportano maggior rischio cardiovascolare. Un motivo in più per arrivare a questa fase della vita in forma, prendendosi cura della propria alimentazione e praticando regolarmente attività fisica. 

  • Osteoporosi, attenzione all’inquinamento atmosferico. Uno studio americano pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet ha concluso che l’inquinamento atmosferico accelera l’osteoporosi nelle donne in postmenopausa. I ricercatori hanno scansionato le ossa di oltre 9mila donne residenti in quattro diverse zone degli Stati Uniti. Ciascuna di loro è stata sottoposta a scansione ossea tre volte per un periodo di sei anni, confrontandola con l’aria respirata. In media, l’inquinamento atmosferico ha raddoppiato la velocità della perdita ossea.

Dieta in menopausa: la strategia migliore parte dalla cena 

La facilità con cui si tende a ingrassare in menopausa direttamente proporzionale alla difficoltà nel perdere peso. Non è solo una questione estetica, ma anche di salute quando l’aumento del peso è considerevole: in questo caso, infatti, anche i livelli di colesterolo e glicemia presenti nel sangue tenderanno a salire, sbilanciando anche la pressione verso valori molto alti. Che fare? Risponde Piloni: “La strategia migliore è diminuire l’introduzione calorica della cena. Alle mie pazienti raccomando sempre di concedersi una colazione da regina, un pranzo da principessa e cena da povere. L’ideale è mettersi a cena presto e dedicarsi a una cena frugale senza carboidrati (soprattutto pane, pasta, riso, dolci), orientata al consumo di verdure di stagione, legumi, minestre o vellutate di verdura, pesce”.

dimagrire in menopausa: cena con verdure
Una cena leggera a base di verdure, cereali e legumi può aiutare a mantenere il controllo del peso in menopausa © iStockphoto

Non tutti sanno che molto di questi cibi sono preziosi anche per un altro motivo: contengono fitoestrogeni (isoflavoni e lignani) i cosiddetti “ormoni verdi” che contribuiscono a contrastare le vampate di calore e la crescita del colesterolo e a conservare l’ossatura forte. Si trovano, tra gli altri cibi, nelle lenticchie, fagioli, ceci, fagioli di soia, finocchio, avena, semi di lino, aglio, cipolla, ciliegie, pere, olio d’oliva

Se la tavola è essenziale, tuttavia, in assenza di un’intensificazione dell’attività sportiva ogni sforzo potrebbe risultare vano: camminata veloce e sport ad alta intensità fanno al caso delle donne in menopausa. In caso di fragilità ossea, è prudente dedicarsi a discipline più rispettose delle articolazioni, come il pilates

È sempre necessaria la terapia ormonale sostitutiva?

Dipende. Quella degli ormoni sintetici in menopausa è senza dubbio una questione “sfumata e complicata”, per dirla con le parole della giornalista scientifica Susan Dominus, autrice di un reportage intimo e approfondito a riguardo, pubblicato sul New York Times. “All’inizio della menopausa spetta al ginecologo valutare insieme alla paziente l’intensità e la tolleranza dei sintomi”, precisa Piloni. “In caso di difficoltà ad accettarli e a gestirli, si può optare per la terapia ormonale sostitutiva, un percorso di adattamento in grado di garantire un sollievo temporaneo. Ma non tutte le donne sono idonee a intraprendere questa terapia, che comunque non può protrarsi oltre cinque anni, allo scadere dei quali aumenta il rischio di tumore al seno”, come evidenziato dal più grande studio clinico randomizzato della storia che coinvolge solo donne. 

rimedi menopausa: terapia ormonale sostitutiva
In Italia una donna in menopausa su dieci sceglie di ricorrere alla terapia ormonale sostitutiva © Getty Images

Gli ormoni bioidentici rappresentano una valida alternativa. “Questa terapia innovativa che arriva dal Regno Unito e si sta diffondendo in America e in Europa punta su un’armonia ormonale che riproduca l’essenza stessa dell’equilibrio ormonale femminile naturale, impiegando ormoni in tutto e per tutto identici a quelli prodotti spontaneamente dalle ovaie”. Ad oggi, tuttavia, in Italia e in Europa nove donne su dieci optano per le terapie naturali, a base di fitoestrogeni e di fitoprogestinici, cioè estrogeni e progestinici fitoterapici. “Non sono efficaci quanto una cura ormonale tradizionale: risolvono il 60 per cento dei sintomi, ma offrono comunque un alleggerimento. Bisogna ricordare che non stiamo parlando di una malattia: la menopausa è una fase normale della vita della donna alla quale il corpo si adatta, trovando nel tempo una soluzione spontanea e un nuovo equilibrio ormonale”. Diverso è il caso della menopausa precoce.

Menopausa precoce

La menopausa precoce si manifesta prima dei 44 anni e, sebbene le cause non siano chiare, alcuni fattori sono associati all’inizio della menopausa ad un’età inferiore alla media, come il fumo, un basso indice di massa corporea (Bmi) e la nulliparità (non avere cioè avuto figli). 

Richiede un trattamento diverso da quella dei cinquant’anni, per diversi motivi: “È una patologia a tutti gli effetti. Il corpo soffre terribilmente la carenza di estrogeni e progesterone, che potrebbero comportare danni alle ossa, osteoporosi e deficit cognitivo anticipati. In assenza di una storia di tumore al seno, la terapia ormonale sostitutiva è consigliata, perché è giusto che il corpo continui ad avere il ciclo, seppur in modo forzato”. A supporto, la dottoressa Piloni caldeggia l’impiego di integratori naturali, come le compresse di Dioscorea (Dhea naturale), il più importante ormone bioidentico per la riserva di follicoli ovarici, la Maca, una pianta che stimola l’ovaio a produrre ovociti e l’utilizzo di testosterone in crema da applicare sul clitoride, per evitare che il desiderio sessuale si spenga. Una questione, quest’ultima, di cui si tende a parlare poco. Ma non è l’unica.

Menopausa Precoce: Terapia Transdermica con Estrogeni
Una ragazza applica un cerotto per la terapia transdermica a base di estrogeni © Getty Images

La menopausa è ancora un tabù: parliamone

Menopausa? Che imbarazzo, meglio non parlarne. Lo confessa il 40 per cento delle intervistate dal Censis, ancora in età fertile. Percentuale che si dimezza quando a rispondere sono le donne già in menopausa. Un indizio che lascia intuire una narrazione opaca e talvolta distorta di questa condizione fisiologica, comune a tutte le donne.

 

Complici gli standard estetici (la body positivity sembra una meteora) e performativi imposti dai media e dalla società, sia nella vita privata che in quella professionale. Giovani e scattanti, specialmente se donne, oppure invisibili. “La menopausa in Italia è ancora un grosso tabù. La donna over 65 non compare sulle riviste, a meno che non ricopra un ruolo di potere o non sia un’attrice famosa”, conferma la dottoressa Piloni. “Anche sul luogo di lavoro, spesso i sintomi vengono sottovalutati, quando non addirittura derisi dalle donne stesse. Serve portare avanti un lavoro di sensibilizzazione sul tema, concedendo, ad esempio, orari più flessibili o l’opzione dello smart working: se la notte non hai dormito per le vampate, perché non iniziare a lavorare più tardi?”. 

donna in menopausa donna fa surf
Per molte donne la menopausa è un occasione per riscoprire il proprio valore © Getty Images

La menopausa non è un problema sul lavoro, ma lo diventa a causa del mancato supporto nel contesto lavorativo. Ma le cose stanno cambiando. Ad esempio, più di cinquanta organizzazioni britanniche, tra cui Hsbc Uk, Unilever Uk e la squadra di calcio West Ham United, sono ora certificate come “menopause-friendly” attraverso un accreditamento sviluppato da Henpicked: menopause in the workplace, una società britannica di formazione professionale. Un recente sondaggio ha stimato che tre luoghi di lavoro su dieci in Gran Bretagna hanno ora una qualche politica sulla menopausa. Esiste persino una cerimonia di premiazione, che si tiene a Londra, per le aziende più favorevoli alla menopausa. 

Una vampata di libertà

Eccesso di zelo o “menopause-washing”? Chissà. Sta di fatto che, se questa crescente ondata fatta di sintomi sbandierati dalle star sui social e sui giornali e di brand impegnati nel tutelare le dipendenti in questa delicata fase della loro vita contribuisce a sensibilizzare correttamente la collettività sull’argomento, allora avanti tutta. Secondo Piloni, la menopausa è una vera rivoluzione, perché è l’unico momento in cui la donna si mette al primo posto: “Non si vive più in funzione dell’età fertile, dei figli, della procreazione, del marito. Si fa un passo per portare alla luce il proprio valore personale e questo a me piace molto perché è un passaggio rilevante”, conclude Piloni. In fondo, forse, come canta la Signora Coriandoli nel suo tormentone estivo, la menopausa è una vampata di libertà.

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