Vaccini obbligatori per andare a scuola: adesso è ufficiale

La legge è definitiva: per iscrivere i propri figli basterà un’autocertificazione o la richiesta alla Asl. I vaccini obbligatori sono diventati 10.

 

Adesso è certo: a partire da settembre tutti i bambini in età scolastica dovranno effettuare i vaccini resi obbligatori dal decreto del governo, entrato in vigore l’8 giugno scorso, che è stato adesso convertito in legge dal parlamento. L’obbligo inizialmente riguardava 12 vaccinazioni, mentre alla fine la Camera e il Senato hanno modificato un po’ le cose: adesso i vaccini che si dovranno fare per forza sono diventati 10 (antipoliomielite, antidifterica, antitetanica, antiepatite b, antipertosse più anti-haemophilus influenzae di tipo b, antimorbillo, antirosolia, antiparotite e antivaricella), mentre altri 4 (anti-meningococcica B e C, anti-pneumococcica, anti-rotavirus) sono ‘fortemente raccomandati’ . La vaccinazione è vincolante per la frequenza degli asili nido e delle scuole materne: a partire dal prossimo anno scolastico, i bambini da 0 a 6 anni non vaccinati non saranno ammessi. Per le scuole dell’obbligo invece non ci sarà obbligatorietà, ma multe salate (fino a 500 euro, inizialmente era prevista perfino la perdita della patria potestà) per i genitori che non si adegueranno.

Per iscrivere i propri figli a scuola, ha spiegato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, sarà sufficiente presentare una autocertificazione: basterà anche la semplice presentazione alla Azienda sanitaria locale di competenza della richiesta di vaccinazione per avere il via libera della scuola, in attesa che la Asl provveda ad eseguire le vaccinazioni entro la fine dell’anno scolastico. La documentazione sull’avvenuta vaccinazione dovrà comunque essere presentata, per questo primo anno, entro il 10 marzo. “Abbiamo cercato di costruire un decreto che garantisse due cose – ha detto il ministro Lorenzin – : da una parte la sicurezza della collettività, sia dei bambini che degli adulti, e dall’altra cercare di recare il minor disagio possibile ai cittadini, mettendoli in condizione di svolgere le vaccinazioni in tranquillità e senza affanni”.

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