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Grazie alle fototrappole dell’Istituto Oikos è stata confermata la presenza dell’orso malese nelle foreste del Myanmar.
Nelle foreste del Sudest asiatico vive la più piccola specie di orso delle otto esistenti, l’orso malese, (Helarctos malayanus), detto anche orso del sole per la caratteristica macchia giallo-arancio a forma di “U” sul petto. Non si sa con certezza quanti esemplari di orso malese esistano in natura, però, come la maggior parte delle specie di orsi asiatici, questi animali sono fortemente minacciati dalle attività umane e la specie è classificata come vulnerabile dalla Lista Rossa della Iucn. L’orso malese è stato dichiarato estinto a Singapore e, in base a recenti ricerche, è probabilmente scomparso anche da Bangladesh e Cina. Per fortuna questo buffo plantigrado dalla lingua lunga continua a vagare tra le foreste del Myanmar, la conferma è arrivata da un video registrato dalle fototrappole dell’Istituto Oikos Onlus.
Il filmato mostra un orso malese che sfrega energicamente la schiena contro un albero, gesto effettuato per marcare il territorio e avvisare gli altri orsi della propria presenza. Le straordinarie immagini sono state catturate nelle foreste del Rakhine, nel nord ovest del Myanmar, nell’ambito del progetto Conservation of sun bear in Myanmar, promosso dall’organizzazione non-profit Istituto Oikos e finanziato dalla Fondazione Segré.
Quello in corso nelle foreste del Rakhine è il primo studio sistematico di una zona di cui, fino ad oggi, si sapeva molto poco. Per conoscere la fauna che popola questo ecosistema sono indispensabili le fototrappole, ne sono state posizionate, lungo appositi percorsi, ben 120. “Le fototrappole sono uno strumento oggi ampiamente utilizzato nelle indagini sugli animali selvatici – ha spiegato Filippo Zibordi, zoologo dell’Istituto Oikos e responsabile delle attività sul campo. – Permettono di identificare gli orsi, capire se sono maschi o femmine, e dunque effettuare delle stime sul loro numero e sulle zone frequentate”.
La sopravvivenza dell’orso malese è minacciata dalla perdita di habitat, le foreste in cui vive vengono rase al suolo dall’industria del legno e per far posto alla produzione di olio di palma. Ma non c’è solo la deforestazione, il commercio illegale di fauna selvatica sta contribuendo a decimare la specie, la cui popolazione sarebbe stata ridotta del 30 per cento negli ultimi trenta anni. Gli orsi del sole vengono cacciati per la loro carne ma anche perché alcune parti del loro corpo, come la cistifellea, sono molto richieste dalla medicina tradizionale cinese.
L’obiettivo del progetto Conservation of sun bear in Myanmar, che si concluderà nel 2020, è di tutelare l’habitat degli orsi tramite iniziative di gestione sostenibile e comunitaria delle foreste, provando inoltre a ridurre i conflitti tra uomini e plantigradi attraverso attività informative rivolte alle comunità locali.
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