Expo 2015

Vinitaly a Verona: tante curiosità e sempre più vino bio

Il salone internazionale più grande del mondo dedicato ai vini e ai distillati, grazie alle peculiarità dei vini di ognuno dei circa 4100 espositori provenienti anche dall’estero, è la rassegna internazionale di riferimento del settore.

Cos’è Vinitaly
Vinitaly è la rassegna internazionale di riferimento del settore in programma a Verona dal 6 al 9 aprile. È il Salone internazionale più grande del mondo dedicato ai vini e ai distillati, grazie alle peculiarità specifiche dei vini di ognuno dei circa 4.100 espositori provenienti anche dall’estero.

 

Qualche curiosità
Ci sono il vino prodotto dalla vigna più antica del mondo, vecchia di 350 anni provati scientificamente, la docg più piccola per territorio – solo una parte del comune Scanzorosciate in provincia di Bergamo –, produttori georgiani che non hanno mai abbandonato tecniche di produzione antiche in orci di argilla di circa 1.000 litri, interrati e sigillati con argilla e cera d’api. C’è anche chi coltiva i vigneti con i cavalli e chi, supportato da ricerche scientifiche, diffonde le armonie di Mozart nei vitigni per migliorare le produzioni.

 

Tra giovani e vecchie cantine, alcune sono da record. C’è quella che produce vino fin da prima che venisse scoperta l’America, altre dal XVI secolo come la francesce Chateau D’Yquem, protagonista di una degustazione Masterclass della Vinitaly International Academy ([email protected]). Si tratta del vino dolce più famoso del mondo, prodotto in quantità minime perché frutto solo dell’uva migliore, raccolta con passaggi successivi – da 4 fino a 13 volte! – per ottenere il meglio da ogni vendemmia. A Vinitaly anche tanta solidarietà, con i vini prodotti da vigneron Down della Marca Trevigiana e la Cittadella della Gastronomia gestita dalla Trattoria degli Amici della Comunità di Sant’Egidio. Ci sono poi iniziative per creare occupazione lavorativa e generare risorse economiche da investire in progetti umanitari.

 

Vinitaly e vino bio
Oltre alle degustazioni e agli stand degli espositori, quest’anno ci sarà anche Vinitalybio, l’area dedicata ai produttori di vino biologico e biodinamico certificato. Ed altra novità dell’edizione 2014 è la creazione di un’area riservata alla produzione vitivinicola estera chiamata Vininternational.

 

Vinitaly e Expo 2015
Occasione da cogliere al volo per il vino italiano è l’Expo 2015, per azioni di incoming territoriale: per molte etichette del Belpaese l’obiettivo non sarà solo esserci, ma anche portare le persone a visitare i luoghi di produzione. Si legge in una nota di Vinitaly tutta l’aspettativa per “l’incoming territoriale che sfrutta la potenza e l’appeal mediatico dei grandi eventi – su tutti, l’Expo 2015 – per incrementare i flussi turistici”. E a Vinitaly, ospitato dallo stand del ministero dell’Agricoltura, c’è anche lo stand dell’esposizione universale di Milano dell’anno prossimo.

 

Un’occasione unica tanto che in questi giorni è stato reso noto che Vinitaly sarà incaricata della realizzazione e gestione del Padiglione del Vino per Expo Milano 2015. L’incarico è stato assegnato sulla base della convenzione siglata tra Padiglione Italia e Veronafiere.
“La scelta di Vinitaly – ha commentato il ministro dell’agricoltura  Maurizio Martina – è una scelta di competenza, esperienza e professionalità, fatta nella consapevolezza che possa assicurare al Vino Italiano un’importante e adeguata rappresentazione nell’ambito di Expo Milano 2015. Vinitaly è la manifestazione che più di ogni altra ha scandito e accompagnato l’evoluzione del sistema vitivinicolo nazionale e internazionale, contribuendo negli anni a rendere il vino una delle più coinvolgenti e dinamiche realtà del settore primario”.

 

Il vino al supermercato
Naturalmente, la kermesse è anche l’occasione per presentare ricerche e sondaggi. Interessante quella dell’Iri secondo cui nel 2013, sesto anno di crisi economica, gli italiani hanno bevuto meno vino in quantità, cercando contemporaneamente sia la qualità che il risparmio. Si sono orientati sulle bottiglie “doc” ed hanno iniziato ad apprezzare il vino biologico, ma si sono spostati anche su formati meno costosi come quello del vino da tavola ed il vino con la private label, cioè con l’etichetta del supermercato stesso. I vini bianchi crescono più dei rossi ed i frizzanti vanno meglio dei fermi; spumante italiano e prosecco sono sempre più acquistati. I supermercati distribuiscono in italia circa il 63% del vino. La grande distribuzione ha venduto, nel 2013, 517 milioni di litri di vino confezionato per un valore di 1 miliardo e mezzo di euro, in flessione del 6,5% rispetto all’anno prima. Ma va segnalata la crescita del 4% in volume delle vendite di vini biologici nei supermercati, con 1 milione di litri venduti per un valore di 5 milioni di euro.

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