Diritti umani

La Nuova Zelanda dà più tempo alle vittime di violenza domestica

10 giorni di congedo retribuito extra all’anno alle vittime di violenza domestica. Succede in Nuova Zelanda dove ogni 5 minuti la polizia interviene per dare protezione.

Il parlamento della Nuova Zelanda ha approvato una legge che prevede un congedo retribuito per le vittime di violenza domestica. Il provvedimento, approvato con 63 voti a favore e 57 contrari, stabilisce dieci giorni extra di congedo lavorativo retribuito all’anno per chi ha subito abusi o violenze domestiche. L’obiettivo è garantire alle vittime più tempo a disposizione, senza preoccupazioni di sorta dal punto di vista lavorativo, per seguire gli aspetti legali del loro caso, o per trasferirsi in un’abitazione diversa, lontano dal carnefice.

Più serenità per le vittime

Questo provvedimento potrà aiutare le vittime a porre fine alla violenza e “chiedere aiuto senza preoccuparsi di perdere il lavoro”, secondo Jan Logie, deputata dei Verdi che ha proposto il disegno di legge, permettendo alle autorità di intervenire in modo più tempestivo e prevenire così le conseguenze più gravi della violenza domestica.

Il precedente delle Filippine

La Nuova Zelanda è il secondo stato, dopo le Filippine, a varare un provvedimento del genere (una legge del 2004 che garantisce alle vittime dieci giorni annui di congedo pagato), anche se diverse province canadesi prevedono possibilità analoghe per chi ha subito violenza tra le mura di casa. La legge neozelandese entrerà in vigore a partire dal prossimo aprile e prevede anche la possibilità di chiedere al datore di lavoro accordi che vadano nella direzione di una maggiore flessibilità. A parte questo, il voto del parlamento ha reso esplicitamente illegale la discriminazione ai danni di chi ha subito violenza domestica.

Violenza domestica: 32 vittime all’anno in Nuova Zelanda

Si tratta di un problema particolarmente sentito nel paese oceanico: ogni anno, 32 neozelandesi (tra uomini, donne e bambini) perdono la vita per atti di violenza in quel luogo chiamato “casa”, e la polizia deve intervenire in media ogni cinque minuti e mezzo per offrire aiuto a una vittima. Secondo stime governative, la violenza domestica costa ai neozelandesi tra i 4 e i 7 miliardi di dollari all’anno.

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La Nuova Zelanda ha fissato un congedo lavorativo retribuito per le vittime di violenza domestica © IngImage

“Più facile rifarsi una vita”

La nuova legge è stata accolta con grande favore da diversi gruppi che lottano contro la violenza in tutto il mondo, compreso il Women’s Aid, associazione con sede nel Regno Unito, che ha dichiarato l’intenzione di promuovere un provvedimento simile anche al parlamento di Londra. Secondo l’associazione britannica, il provvedimento potrebbe dare più fiducia alle donne vittime di abuso, infondendo loro il coraggio necessario per denunciare la violenza domestica subita, smettere di condividere la casa con il loro carnefice e rifarsi una vita.

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