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“Se Volkswagen ha imbrogliato in America, non potrebbe averlo fatto anche altrove?” si chiedeva Luca Poma in un articolo di pochi giorni fa sullo scandalo che sta interessando l’azienda tedesca. Poche ore dopo, la conferma. Il tentativo di falsare i controlli sulle emissioni di sostanze inquinanti riguarderebbe undici milioni di vetture vendute in tutto il
“Se Volkswagen ha imbrogliato in America, non potrebbe averlo fatto anche altrove?” si chiedeva Luca Poma in un articolo di pochi giorni fa sullo scandalo che sta interessando l’azienda tedesca. Poche ore dopo, la conferma. Il tentativo di falsare i controlli sulle emissioni di sostanze inquinanti riguarderebbe undici milioni di vetture vendute in tutto il mondo dal 2009. Non solo le 482mila degli Stati Uniti. Una notizia che ha portato il titolo della casa automobilistica a perdere un quinto del suo valore sulla borsa di Francoforte in un paio di giorni. Oltre 23 miliardi di euro. In più i vertici hanno deciso di accantonare 6,5 miliardi di euro nel terzo trimestre per coprire i costi tra perdite e sanzioni.
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Il dato più sconcertante, però, è questo. Secondo il quotidiano britannico The Guardian, la truffa avrebbe causato emissioni di sostanze inquinante per un milione di tonnellate ogni anno. Le stesse prodotte da tutte le centrali elettriche, i veicoli, le industrie e i campi agricoli del Regno Unito.
Le automobili diesel vendute negli Stati Uniti avrebbero sporcato l’aria con una quantità compresa tra le 10.392 e le 41.571 tonnellate di gas tossici, basando questo calcolo sulla percorrenza media di un’auto americana. Al contrario, se i cinque modelli marchiati Volkswagen e Audi avessero rispettato i limiti imposti dall’Agenzia americana per la protezione dell’ambiente (Epa) non avrebbero inquinato per più di 1.039 tonnellate di ossido di azoto (NOx), l’inquinante principale provocato dai motori a combustione delle automobili.
Se si estende questo calcolo a tutto il mondo, l’ammontare dei gas nocivi prodotti si aggirera tra le 237.161 e le 948.691 tonnellate all’anno. L’impatto di quelle che si sarebbero potute evitare nell’Unione europea è di gran lunga maggiore rispetto agli Stati Uniti. Se oltreoceano il diesel rappresenta solo il 3 per cento del parco auto circolante, in Europa le vetture diesel sono quasi la metà.
Nel caso fosse necessario, ecco un ulteriore dato di confronto: la più grande centrale elettrica di tutta l’Europa occidentale, quella di Drax nel Regno Unito, emette “solo” 39mila tonnellate di NOx in un anno. Con buona pace di tutti coloro – professionisti, tecnici e attivisti – che ogni giorno negoziano persino le virgole pur di raggiungere accordi per ridurre il nostro impatto sull’ambiente.
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