Diritti umani

Come è possibile che Wonder Woman sia ambasciatrice dei diritti delle donne Onu

Le Nazioni Unite danno il benvenuto alla nuova Ambasciatrice Onoraria “per l’autodeterminazione di donne e ragazze”: Wonder Woman. Non tutte sono d’accordo.

L’annuncio ufficiale dell’assegnazione a Wonder Woman del titolo di Ambasciatrice onoraria dell’Onu è avvenuto venerdì 21 ottobre. L’eroina dei fumetti compie 75 anni e per l’occasione si è svolta le cerimonia di investitura nel Palazzo di Vetro di New York.

La cerimonia l’ha tenuta Ban Ki-moon, alla presenza del capo DC Entertainment Diane Nelson (che ha fisicamente accettato la nomina, dato che Wonder Woman… non esiste) e alcuni ospiti inconsueti in quel consesso: per esempio Gal Gadot, la nuova interprete della supereroina nell’universo cinematografico DC, e soprattutto Lynda Carter, l’attrice che ha interpretato Wonder Woman nell’omonima serie televisiva degli anni Settanta e che, più di tutti, la incarna nell’immaginario comune.

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La campagna social è stata disegnata da Nicola Scott, disegnatrice di Wonder Woman dell’attuale edizione a fumetti. “L’obiettivo era quello di creare un look nobile e forte, pur mantenendo il suo appeal – ha detto l’artista – ho messo un impegno considerevole per convogliare nei suoi occhi le caratteristiche di pace, giustizia e uguaglianza”.

All’annuncio, moltissime delle donne presenti hanno esultato. Ma l’acclamazione è stata tutt’altro che unanime.

21 ottobre, Palazzo di vetro Onu: al nome di Wonder Woman, l'attrice Lynda Carter mima il gesto dei braccialetti che faceva in tv
21 ottobre, Palazzo di vetro Onu: al nome di Wonder Woman, l’attrice Lynda Carter mima il gesto dei braccialetti che faceva in tv

600 funzionari Onu lanciano una petizione: “Inappropriata”

Così, Diana Prince alias Wonder Woman è stata nominata come ambasciatrice onoraria dell’Onu. Una scelta parecchio singolare, che è già stata anche criticata da chi la vede come una mera operazione di marketing, mentre per altri si tratta di un “contentino” nell’annata in cui ci si aspettava che una donna sarebbe potuta diventare per la prima volta Segretario Generale delle Nazioni Unite (la scelta è poi ricaduta di nuovo su un uomo, il portoghese António Guterres). Inoltre, a oggi, nove su dieci dei ruoli di comando all’Onu sono detenuti da uomini.

Non è dunque piaciuta a tutti l’iniziativa del segretario generale della Nazioni Unite Ban Ki-moon. Durante la giornata della nomina, cento membri dello staff hanno tenuto un sit-in nella hall del Palazzo di Vetro con cartelli come “Non sono una mascotte” e “Facciamo le cose serie”.

È stata lanciata poi una petizione per chiedere che si ritiri la campagna social. “Una donna bianca dal seno prosperoso – si legge nella raccolta firme online – di proporzioni impossibili, poco vestita e con un body sgambato con sopra disegnata la bandiera americana e gli stivali al ginocchio come una pin-up non è una portavoce appropriata per la parità di genere alle Nazioni Unite“. Tra le funzionarie che hanno protestato, Cass Durant ha dichiarato ad Associated Press che “quello che viene lanciato è un messaggio velenoso” e Wendy Mwangi “Avremmo bisogno di una donna che può parlare, che può viaggiare, che può testimoniare, che può rispondere alle interviste. Cose che un cartone animato non può fare“.

Anche i fumetti possono insegnare e denunciare le ingiustizie, sostengono i fautori della nomina, mentre alcuni dipendenti parlano di “insulto”. Un’eroina della fantasia, non reale, può rappresentare la parità di genere?

Le reazioni contrarie delle donne

“Wonder Woman simboleggia la donna che ha bisogno di un uomo come un pesce ha bisogno di una bicicletta – prova a precisare Maher Nasser, direttore dell’Outreach division del dipartimento del Servizio Informazioni delle Nazioni Unite – è autosufficiente, forte e combatte per l’uguaglianza e la giustizia. Tuttavia, non siamo ignari del problema costume”.

La leader del partito britannico per l’uguaglianza delle donne Sophie Walker è di un altro avviso, e accoglie con disappunto questa decisione: “È abbastanza comico che le Nazioni Unite non abbiano potuto pensare a una donna in carne e ossa che potesse ricoprire questo ruolo. Eppure io ne incontro di straordinarie ogni giorno”.

Segolene Royal, prima candidata donna in Francia a superare il primo turno delle presidenziali e attuale ministro del governo Valls, ha detto alla Cbs: “La vincitrice del Nobel per la Pace Wangari Maathai sarebbe stata un’ottima scelta”.

Shazia Rafi, già Segretario generale di Parliamentarians for Global Action, ha firmato la petizione: “Ci sono abbastanza modelli viventi credibili, non abbiamo bisogno di una mascotte o di un cartone animato” ha detto sempre alla Cbs.

Anne Marie Goetz, docente di affari globali all’università di New York e già consulente del programma Un Women, ha liquidato la decisione come “disgustosa”.

La femminista Shon Faye nota amaramente che “fare di Wonder Woman un’ambasciatrice Onu è un’assurdità appropriata per quest’annata così assurda della storia umana”. E ancora, su Twitter: “Ci dice qualcosa, sul patriarcato, il fatto che per avere potere abbiamo bisogno di una supereroina finta, invece di una donna reale”.

Susan O’Malley, rappresentante all’Onu dell’International Federation of Business and Professional Women, ha scritto sul New York Times che è “un insulto”:

Quella mascotte di Wonder Woman come ambasciatrice dell’empowerment femminile sa di svilente, per le donne. Cos’è, un premio di consolazione per non aver avuto la Segreteria generale?… No, noi abbiamo bisogno di vere donne in posizioni decisive, non di cartoni animati che non possono rispondere alle domande.

Critica anche Monica Ricci Sargentini, sul Corriere della Sera, che dubita non tanto dell’estetica, quanto dell’efficacia:

La parità di opportunità e diritti per donne e ragazze è uno dei 17 obiettivi per cambiare il mondo dell’Onu, i Global Goals for Sustainable Development lanciati nel settembre 2015. Per un anno l’immagine di Wonder Woman sarà usata anche sui social per accompagnare messaggi di empowerment della donna nella società. Farà presa sui giovani un personaggio così datato nato dalla narrativa utopica femminista di fine ’800 quando le suffragette rievocavano il mito greco delle Amazzoni, di un matriarcato preesistente al patriarcato? E non sarebbe stato meglio mostrare più coerenza impegnandosi nella ricerca della parità di genere all’interno dell’Onu dove lo scorso anno sono stati nominati sottosegretari generali 22 uomini e solo due donne?

Perché Wonder Woman è stata nominata Ambasciatrice onoraria

“A coloro che la vedono così, vorrei dire che le Nazioni Unite hanno molte donne reali, e uomini, che lottano per l’uguaglianza di genere e l’empowerment femminile ogni giorno – ribatte Christina Gallach, portavoce Onu – ambasciatori e ambasciatrici in carne e ossa come Graga Machel del Mozambico, Alaa Murabit della Libia, Leÿcmah Gbowee della Liberia e la regina Mathilde del Belgio, impegnati contro le diseguaglianze sessuali, come la UN Women Goodwill Ambassador Emma Watson e la messaggera di Pace Charlize Theron”.

Wonder Woman, la principessa amazzone, è stata creata dallo psicologo di Harvard William Moulton Marston nel 1941, che si dice si sia ispirato alle leader del movimento suffragista. E infatti è stata a lungo considerata un’icona del femminismo.

“Le Nazioni Unite si sono concentrate sul suo retroterra femminista, essendo stata il primo supereroe femminile in un mondo di supereroi maschili e che in fondo ha sempre combattuto per l’equità, la giustizia e la pace”, ha confermato il funzionario delle Nazioni Unite Maher Nasser alla Npr.

L’organizzazione ha detto che la nomina del personaggio aveva lo scopo di “mettere in evidenza ciò che possiamo collettivamente raggiungere con l’empowerment di tutte le donne e le ragazze”, che peraltro è uno dei nuovi obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Onu.

I personaggi inventati e l’Onu: da Winnie the Pooh alla Fata Campanellino, fino a Angry Birds

Non è la prima volta che personaggi inventati vengono insigniti di qualche nomina dal Palazzo di Vetro. Winnie The Pooh è stato Ambasciatore di amicizia nel 1998, la fata Campanellino Ambasciatore Verde nel 2009 e Red degli Angry Birds è stato testimonial della giornata mondiale della felicità.

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