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Alta tensione in Catalogna per il referendum sull’autodeterminazione. Scontri tra polizia e manifestanti provocano centinaia di feriti. Vittoria dei “sì”.
Lunedì 2 ottobre ore 8:30 – I votanti al referendum per l’indipendenza della Catalogna sono stati oltre 2 milioni. I “sì”, secondo gli organizzatori, hanno ottenuto il 92,3 per cento.
Ore 21:30 – La maggior parte dei seggi ha chiuso alle 20. Secondo il periodico l’Accent sarebbero circa tre milioni i cittadini catalani che si sono recati alle urne. Lo spoglio delle schede è in corso.
Segueix el recompte, més de 3 milions e persones han participat avui en la votació. pic.twitter.com/p9EwtF7LzN
— L’Accent (@laccent) 1 ottobre 2017
Ore 21:15 – Secondo quanto riferito dai servizi sanitari della Catalogna, in totale 761 le persone sono state assistite negli ospedali della regione: 335 solo a Barcellona.
Ferits durant el #referèndum de #1OCT a Catalunya (19.30h) #CatalanReferendum pic.twitter.com/slGsQGQMuW — Salut (@salutcat) 1 ottobre 2017
Ore 20:40 – Il premier spagnolo Mariano Rajoy ha dichiarato: “Oggi in Catalogna non c’è stato alcun referendum per l’autodeterminazione della regione”.
Rajoy: “Hoy no ha habido un referéndum de autodeterminación en Cataluña” https://t.co/HtkcrJgLXt pic.twitter.com/9daeDFdFYM
— EL PAÍS Catalunya (@elpaiscatalunya) 1 ottobre 2017
Ore 14:00 – Alcuni video pubblicati sui social network mostrano file interminabili ai seggi elettorali in Catalogna.
Gigantesca cola en Escola Cervantes #Born #Barcelona #referendumCat #CatalanReferendum #1Oct2017 pic.twitter.com/Il7tnSKKf6 — Alfonso Congostrina (@alfcongostrina) 1 ottobre 2017
Ore 13:50 – Secondo quanto riportato dai media locali, i feriti per gli scontri tra polizia nazionale e cittadini catalani è pari a 38. Il rappresentante del governo spagnolo in Catalogna ha parlato di “farsa” riferendosi al referendum. Il presidente della regione ha invece attaccato le forze dell’ordine: “Violenza ingiustificata”.
I seggi per il voto sull’indipendenza della Catalogna hanno aperto i battenti questa mattina, domenica 1 ottobre, alle ore 9. Il clima a Barcellona è di altissima tensione: la Guardia Civil, la polizia spagnola ha fatto irruzione con la forza in alcuni locali sequestrando urne e schede. Scontri si sono registrati in città: una donna sarebbe rimasta ferita nel corso di una carica. Gli agenti avrebbero sparato proiettili di gomma contro la popolazione.
Momento en el q @policia requisa #urnas en Escola Mediterrània #ReferendumCatalan #Referendum #1Oct2017 #barceloneta pic.twitter.com/HeFhY4Ll23 — Alfonso Congostrina (@alfcongostrina) 1 ottobre 2017
Ciò nonostante, migliaia di persone si sono presentate in strada fin dalle primissime ore del mattino per fare la fila di fronte agli uffici elettorali. Proprio immaginando una reazione delle forze dell’ordine, infatti, i promotori del referendum sull’autodeterminazione hanno allestito i seggi in moltissimi luoghi disponibili: scuole, conventi, strutture sanitarie, musei e perfino case di riposo. Il presidente separatista Carles Puigdemont ha fatto sapere si essere presente in prima persona per difendere “il diritto di voto” dei catalani, considerato invece “illegale” da Madrid.
La poli surt disparant pic.twitter.com/4RyFWkaq3X — Jordi Graupera (@JordiGraupera) 1 ottobre 2017
Inoltre, per aggirare il problema dei seggi occupati dalla polizia, le autorità catalane hanno fatto sapere che i cittadini potranno votare sulla base di un “censimento universale”, il che significa che potranno presentarsi in qualsiasi ufficio elettorale e depositare la loro scheda.
“Puigdemont sta creando una situazione dalle conseguenze difficilmente prevedibili”, ha dichiarato nella giornata di sabato il delegato del governo di Madrid in Catalogna, Enric Millo. Un sondaggio, inoltre, indica il campo del “no” in vantaggio con il 49,4 per cento dei voti, contro il 41,1 di possibili voti favorevoli all’indipendenza”. Tuttavia, una larghissima maggioranza di catalani ha manifestato la volontà di potersi esprimere in un referendum legale.
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