Il servizio Copernicus ha rivelato di dati relativi allo scorso mese di agosto: raggiunto il record assoluto di caldo a livello mondiale.
Il parlamento cinese ha approvato una tassa che punisce gli autori di emissioni inquinanti, ma è ancora insufficiente.
Il cielo è grigio sopra Pechino, terribilmente e irrimediabilmente grigio, come le dense nuvole di fumo che escono dalla moltitudine di ciminiere che sorgono in tutto il Paese. La Cina è la nazione al mondo che emette più gas serra, l’inquinamento rappresenta una gravissima minaccia per i cinesi, uno studio pubblicato su Plos One ha calcolato che uccide una media di quattromila persone al giorno, e per l’intero pianeta. In 24 città sono state registrate punte di inquinamento che hanno superato anche cento volte i livelli prescritti dall’Organizzazione mondiale della sanità e il governo ha imposto l’immediata chiusura di fabbriche e scuole e l’interruzione di ogni tipo di trasporto.
Per cercare di contrastare l’inquinamento e migliorare la qualità dell’aria il parlamento cinese ha approvato una legge che tassa le industrie che inquinano aria, acqua e suolo. È la prima volta che viene introdotta una legge di questo genere nel paese asiatico. La nuova tassazione prevede costi differenziati a seconda della tipologia di inquinamento.
La tassa imporrà alle industrie siderurgiche di pagare 12 yuan (circa 1,65 euro) ogni 0,95 kg di diossido d’azoto o di zolfo emessi, le industrie minerarie dovranno versare 15 yuan per tonnellata di rifiuti e fino a mille per i rifiuti considerati pericolosi, mentre le centrali termiche pagheranno 25 yuan per tonnellata di ceneri prodotte. Oltre all’inquinamento atmosferico sarà punito anche l’inquinamento acustico, la multa sarà proporzionata all’entità del superamento dei limiti previsti dalla legge.
La legge, che sarà applicata a partire da gennaio 2018, amplierà la gamma dei reati che costituiscono i “crimini ambientali”, in questo modo sarà più facile intraprendere azioni legali contro gli inquinatori. “L’inquinamento atmosferico è diverso dall’inquinamento dell’acqua o del suolo – ha spiegato Yan Maokun, direttore del Dipartimento ricerche della suprema corte del popolo – è estremamente difficile ottenere le prove per i crimini relativi all’inquinamento atmosferico in quanto, dopo essere stato emesso, si disperde rapidamente”. Le nuove regole potrebbero dunque permettere ai procuratori di perseguire con maggiore efficacia i colpevoli, concentrandosi su reati specifici.
La legge rappresenta un passo avanti per la Cina, seppur tardivo, ma è colpevolmente parziale poiché il diossido di carbonio e i rifiuti nucleari sono stati esclusi dalla norma.
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