Agli eventi estremi occorre abituarsi, perché non sono più l’eccezione: a spiegarlo è il servizio di monitoraggio climatico europeo Copernicus.
Cambia l’intesa sui limiti di emissioni di CO2 imposti alle case costruttrici dall’Europa. Dopo l’ostruzionismo della Germania, colosso automobilistico, le aziende produttrici avranno più tempo per rispettare le regole.
Entro il primo gennaio 2021, tutte le nuove auto immatricolate dovranno rispettare il limite di 95 grammi per chilometro di emissioni di CO2. Precedentemente la regola prevedeva che fosse l’inizio del 2020 la data ultima da rispettare. Insomma un anno in più di tempo per mettersi in regola.
Accordo raggiunto dopo mesi di trattative da parte del Governo tedesco: “Abbiamo lottato per un buon accordo, combinando la flessibilità per i costruttori, la tutela dell’ambiente e gli interessi dei consumatori”, ha dichiarato il tedesco Thomas Ulmer (Ppe).
Attualmente il target da raggiungere è quello di 130 g/km entro il 2015. Obiettivo che l’Agenzia europea dell’ambiente (Aea) ritiene facilmente raggiungibile, in quanto nel solo biennio 2011-2012 la media delle auto venduta si attestava sui 132 g/km.
“La media delle vetture vendute nell’Ue è ormai il 20 per cento più efficiente rispetto a un decennio fa, chiaramente una buona notizia”, ha detto il direttore esecutivo dell’Aea, Hans Bruyninckx. “Questo suggerisce che gli obiettivi futuri sono certamente raggiungibili”.
C’è chi però è in disaccordo, in particolar modo nei confronti di quelli che vengono definiti “super-crediti”: un’auto che emetterà meno di 50 grammi di CO2 per km varrà come due auto più inquinanti. Ovvero, ai costruttori di auto meno efficienti e più inquinanti, basterà avere un’ibrida o un’elettrica nella gamma, per rientrare nei limiti fissati.
Caustica la stessa Connie Hedegaard, commissario europeo per l’azione sul clima, che commenta così su Twitter:
Too much watering down avoided. Finally a deal on cars reached in Council, and this time for real! Better late than never #CO2cars
— Connie Hedegaard (@CHedegaardEU) 29 Novembre 2013
Sta di fatto che, come avverte l’Aea: “se nel 2012 solo il 65 per cento della flotta di ciascun produttore raggiunge l’obiettivo, lo si dovrà soddisfare al 100 per cento entro il 2015”.
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