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Torna a Lodi, in Lombardia, il Festival della Fotografia Etica ormai alla sua sesta edizione: per tre week end (il 10 e 11, 17 e 18 e 24 e 25 ottobre) l’attenzione sarà puntata sulle immagini che raccontano ma indagando la relazione che intercorre tra etica e comunicazione visiva. Un appuntamento dunque di strettissima attualità,
Torna a Lodi, in Lombardia, il Festival della Fotografia Etica ormai alla sua sesta edizione: per tre week end (il 10 e 11, 17 e 18 e 24 e 25 ottobre) l’attenzione sarà puntata sulle immagini che raccontano ma indagando la relazione che intercorre tra etica e comunicazione visiva. Un appuntamento dunque di strettissima attualità, se pensiamo per esempio ai recenti avvenimenti legati al tema delle migrazioni e al valore e peso decisivo che la fotografia ha avuto sull’opinione pubblica, le istituzioni e la politica, capaci di agire “davvero” solo dopo lo sciock di uno scatto.
Un ricco programma di mostre di fotoreporter di livello internazionale e l’organizzazione di dibattiti, incontri, workshop, letture portfolio, videoproiezioni con un importante filo conduttore: il cibo che uccide. Anche il Festival di Lodi analizza questo tema nell’anno di Expo Milano 2015, l’Esposizione Universale che con Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita ha posto l’attenzione internazionale sull’alimentazione, sul valore del cibo, la sua mancanza in alcuni luoghi del mondo, il suo dannoso eccesso in altre, senza dimenticare ciò che questo significa per il pianeta, la sua salute e il suo futuro, non sempre sostenibile.
Il cibo e la sua produzione trattati nello Spazio Tematico che contemplerà quattro esposizioni, realizzate da altrettanti fotografi, finalizzate ad alzare il sipario su realtà, spesso drammatiche, che coinvolgono uomini e donne in tutto il mondo. Le mostre previste all’interno di questo Spazio faranno quasi da contraltare alle tematiche proposte da Expo Milano 2015 e saranno: Under Cane: A Worker’s Epidemic di Ed Kashi, A Life Apart: The Toll of Obesity di Lisa Krantz, El costo humano de los agrotóxicos di Pablo Ernesto Piovano e Terra Vermelha di Nadia Shira Cohen e Paulo Siqueira.
Altre mostre riporteranno lo sguardo ai fatti di oggi, ai mutamenti repentini di confini, popoli e culture: lo Spazio ONG accoglierà i lavori commissionati da una serie di ONG ad alcuni fotoreporter, sia già affermati sia emergenti o la sezione espositiva intitolata Uno sguardo sul mondo di cui faranno parte una serie di mostre importanti, come Tra terra e nuvole – cronache dalla Grecia di Francesco Anselmi, Black Days of Ukraine di Valery Melnikov e Where Love is Illegal di Robin Hammond.
Le mostre si svolgono tutte nel piccolo e grazioso centro di Lodi e sono aperte dalle 9.30 alle 23.00, qui tutte le informazioni.
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