Diritti umani

Più stato sociale contro il lavoro minorile. Il 12 giugno è la Giornata mondiale

I bambini costretti a lavorare nel mondo sono sempre meno. Rispetto al 2000 il numero è calato di un terzo passando da 246 milioni a 168 milioni (settembre 2013), ma questo buon risultato non è ancora sufficiente per raggiungere l’obiettivo che la comunità internazionale si è posta: cancellare le peggiori forme di lavoro minorile entro

I bambini costretti a lavorare nel mondo sono sempre meno. Rispetto al 2000 il numero è calato di un terzo passando da 246 milioni a 168 milioni (settembre 2013), ma questo buon risultato non è ancora sufficiente per raggiungere l’obiettivo che la comunità internazionale si è posta: cancellare le peggiori forme di lavoro minorile entro il 2016.

 

Il 12 giugno si celebra in tutto il mondo la Giornata mondiale contro il lavoro minorile. Ogni anno viene scelto un tema da affrontare per diffondere consapevolezza sugli strumenti migliori da far propri per allontanare i bambini dal lavoro in modo permanente. Nel 2014 l’Organizzazione internazionale del lavoro (International labour organization, Ilo) ha scelto la protezione sociale.

“Siamo sulla strada giusta, ma i progressi sono ancora troppo lenti. Se vogliamo veramente debellare il flagello del lavoro minorile nel prossimo futuro, allora dobbiamo intensificare i nostri sforzi a tutti i livelli. Abbiamo 168 milioni di buone ragioni per farlo”, ha detto Guy Ryder, direttore generale dell’Ilo.

 

Nel 2012 l’Ilo ha adottato la raccomandazione 202 che chiede ai paesi di adottare sistemi di protezione sociale di base per garantire alle persone, in particolare ai genitori, le cure sanitarie fondamentali e un reddito minimo garantito durante tutta la vita.

 

La protezione sociale è un diritto umano, ma è anche un pilastro fondamentale per costruire una politica e uno sviluppo economico sostenibili. Proteggere le famiglie con minori a carico significa dare a tutti i bambini le stesse opportunità di crescere in buona salute, di studiare, imparare, essere felici senza essere costretti a lavorare per sopperire alle mancanze dei grandi.

 

Tra le proposte dell’Ilo c’è la protezione sociale sanitaria. Garantire l’accesso alle cure è fondamentale per evitare che i figli si trovino costretti a lavorare quando un adulto si ammala. Così come è necessario proteggere e sostenere sia le donne incinte che le giovani madri. C’è il bisogno di assicurare una pensione per gli anziani e quello di garantire un sussidio di disoccupazione quando un familiare perde il lavoro.

 

I governi, le organizzazioni dei lavoratori come i sindacati, i datori di lavoro. Tutti devono impegnarsi per estendere il più possibile la copertura sanitaria e adottare politiche di lotta al lavoro minorile, soprattutto quello più pericoloso che oggi, per fortuna, vede sempre meno occupati tra i bambini. Solo 85 milioni rispetto ai 115 milioni di sei anni fa.

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